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Le Gole dell'Alcantara, Isola Bella e il Teatro Greco: cosa devi vedere se vai a Taormina

Una città piena di fascino e bellezza, tante le attrazioni di cui gode, sia da un punto di vista culturale che paesaggistico. Settembre è il periodo ideale per visitare Taormina

  • 17 settembre 2019

Uno scorcio di Taormina

Un “lembo di paradiso sulla terra” è Taormina. Così la definì Goethe nel suo Viaggio in Italia 1787 e noi non possiamo di certo dargli torto. È una città piena di fascino e bellezza e sono davvero tante le attrazioni di cui gode, sia da un punto di vista culturale che paesaggistico. Settembre è il periodo ideale per fare una gita a Taormina, in considerazione del fatto che il grande affollamento di turisti di cui gode, in questo periodo dell’anno scema enormemente, permettendovi un giro tra le bellezze della zona in pieno relax.

Prima ancora di parlare delle spiagge, la prima attrazione di cui parlare è il Teatro Greco di Taormina, il secondo più grande della Sicilia (dopo quello di Siracusa). È stato palcoscenico di innumerevoli spettacoli che hanno reso gli stessi “uno spettacolo dentro allo spettacolo” grazie alla bellezza della sua cornice. Costruito tra il II e III Sec. per mano dei greci – così come i blocchi di marmo dimostrano – talmente goderecci da scegliere un promontorio così speciale per ambientare le loro rappresentazioni.

Successivamente, i brutali romani, lo allargarono e modificarono per trasformarlo in un’arena dove avevano luogo i combattimenti tra i gladiatori. Se dovessimo stilare una classifica, al secondo posto dei luoghi più belli da visitare a Taormina sicuramente c’è l’Isola bella. Situata a sud della città, ed estesa per circa un km tra vegetazione rigogliosa e baia sabbiosa. Una passerella di terra collega la città alla bell’isola, nonostante le maree ne cambiano di volta in volta lo scenario.

L’isola è stata per lungo tempo di proprietà privata fino a quando nel 1990 la Regione è riuscita a riappropriarsene. Taormina è però anche e soprattutto un giro tra i vicoli del centro storico, tra le varie diramazioni di Corso Umberto I, tra Porta Messina e Porta Catania. Prima di imbucarvi in una delle tre piazze principali della città Piazza IX Aprile, Piazza Duomo e Piazza Vittorio Emanuele, impossibile non concedersi una divagazione tra queste stradine, ricche di negozi ed angoli caratteristici.

A piazza IX Aprile però, dovete proprio fermarvi per ammirare il panorama, cavalcando uno psichedelico pavimento a scacchiera che vi condurrà ad una vista mozzafiato. Mare e vegetazione, fumo e fuoco dell’imponente Etna sono i protagonisti indiscussi di questa vista. A fargli da compagnia al promontorio una settecentesca chiesa di San Giuseppe, esempio di barocco siciliano, attirerà la vostra attenzione. Spostandoci dal centro della città di Taormina, impossibile non fare una sosta a Giardini Naxos. È una baia protetta, dalle piccole dimensioni, immersa tra verdi colline che si sporgono verso il mare.

È sicuramente una delle mete più ambite da visitatori e turisti. Nata per essere una località prevalentemente di pescatori fino agli anni ’70 oggi rappresentata la punta di diamante di questa parte della Sicilia. Al di là delle bellissime spiagge, come la grande spiaggia di Recanati, tra sabbia e ciottoli o tra le piccole baie formatesi da pietra lavica del Porticciolo Saja, imperdibile è un tuffo nella chiassosa spiaggia di Schisò la cui sabbia è fine e dorata e che vi permetterà una visita – a che ci siete- all’omonimo Castello di Schisò.

Sebbene in stato di quasi totale abbandono, conserva il suo fascino grazie alla sua forma. Si è infatti formato da una colata lavica di età preistorica a cavallo tra il XIII E XIV secolo. Il suo nome deriva dall’arabo Al Qusus, letteralmente “seno” e identifica le due formazioni vulcaniche sulle quali poggiano le fondamenta del castello. Nello stesso quartiere Schisò, non perdetevi la vista della “Nike”, realizzata da Carmelo Mendola. Simbolo di Giardini Naxos, è oggi è il simbolo di Giardini Naxos ed è stata eretta nel 1965, è situata nel quartiere Schisò e simboleggia il gemellaggio tra Giardini Naxos e Calcide Eubea.

La statua fu collocata nell’estrema punta di Capo Schisò nel 1965, ed il suo sguardo è rivolto verso il mare. Lo stesso mare che aveva condotto su queste rive le navi dei coloni provenienti dalla Grecia. Se avete ancora tempo, una volta arrivati a Giardini Naxos, e avete voglia di fare qualcosa davvero fuori dal comune, a soli 12 km circa, non perdetevi una gita alle Gole dell’Alcantara. È un vero e proprio canyon naturale scavato, non già dall’acqua, bensì da colate di lava che hanno creato una struttura delle pareti davvero particolare.

Alte 25 metri e strette – in alcuni tratti- fino a 2 m, le Gole dell’Alcantara sono un posto davvero ideale per chi ama il contatto con la natura, selvaggia ed austera. L’acqua del fiume che vi scorre, l’Alcantara per l’appunto, è particolarmente fredda, per cui consigliamo un abbigliamento adeguato per chi volesse farsi un tuffo tra queste acque.

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