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Lo chiamano "u stabilimientu bruciatu” e lo ha reso famoso Montalbano: un'escursione imperdibile

L'hiking lungo le coste siciliane non ha nulla da invidiare ai sentieri di montagna per suggestioni e varietà di paesaggi. L’effetto sorpresa che aspetta il viandante una volta doppiata Punta Pisciotto è impagabile

Carmelo Sgandurra
Insegnante e divulgatore scientifico
  • 27 settembre 2021

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La Fornace Penna in Contrada Pisciotto (Sampieri)

L'hiking lungo le coste siciliane non ha nulla da invidiare ai sentieri di montagna per suggestioni e varietà di paesaggi. A volte il problema può essere rappresentato dal fatto che proprietà private o le asperità del territorio costringono l’escursionista a fastidiose, quando non pericolose, deviazioni sull’asfalto.

Sul litorale ragusano ci sono ancora lunghi tratti di costa accessibili a tutti, in cui si può camminare per chilometri, in un’alternanza di spiagge, scogliere e centri abitati senza correre il rischio di annoiarsi.

L’inizio dell’autunno è un periodo molto indicato per questo genere di escursioni in cui le temperature non sono proibitive ed il clima permette ancora di ristorarsi con qualche tuffo fuori stagione durante le soste. Bisognerà solo stare attenti a non scegliere una giornata troppo ventosa.

È il momento in cui i litorali si svuotano, le mareggiate vestono di nuovi colori il paesaggio e i lidi deserti hanno già un vago sapore di amarcord. Un percorso che si presta ad una piacevole escursione è quello compreso tra la spiaggia di Maganuco in territorio di Modica e Cava d’Aliga, frazione di Scicli. Il sentiero, interamente costiero, è lungo circa quindici chilometri, non è indicato da segnaletica, non comprende al suo interno aree protette, tuttavia è facilmente individuabile.



Lo si può affrontare a piedi, lasciando un altro mezzo al punto di arrivo, oppure in mtb. La località di partenza, Maganuco, è già un invito a fare un bagno. È una delle due spiagge modicane, ancora selvaggia ma accogliente, per questo molto frequentata d’estate. Durante il resto dell’anno è meta di surfisti. Si tratta di un arenile ampio e profondo, circondato da alte dune sabbiose che nascondono alle spalle delle minuscole aree umide dove è facile poter avvistare varie specie di uccelli acquatici, soprattutto anatre. Per raggiungere la baia di Marina di Modica bisogna percorrere il tratto di scogliera, bassa e agevole, fino a Punta Religione.

Come le dune sabbiose di Maganuco con il loro microhabitat ricco di biodiversità, anche quelle di Marina sono tutelate dalla Rete Natura 2000, rientrano infatti nei Siti di Importanza Comunitaria. Superata la rinomata località turistica modicana un tratto di strada sterrata tra la scogliera e le case di villeggiatura ci accompagna verso un’altra località marinara. L’andare a piedi permette di raggiungere località anche molto note, ma da posizioni privilegiate, da angolature diverse.

L’effetto sorpresa che aspetta il viandante una volta doppiata Punta Pisciotto è impagabile, davanti agli occhi si materializza un angolo di Sicilia che, per fare il giro del mondo, ha dovuto aspettare che lo notassero il regista e la troupe del Commissario Montalbano. Una lunga spiaggia con alle due estremità la Fornace Penna e la frazione sciclitana di Sampieri.

La Fornace Penna è uno scenografico reperto di archeologia industriale, la testimonianza di una delle più importanti fabbriche di laterizi del sud Italia nei primi anni del ‘900.

Dai locali è chiamata “u stabilimientu bruciatu” perché un incendio doloso è stato l’ultimo atto della sua breve vita. Per
tutto il resto del mondo è la “Mannara” di Montalbano. È grazie alla fama televisiva che questa grande cattedrale laica sul mare, con una ciminiera in vece di un campanile, è finalmente uscita dall’oblio e si è fatto concreto il progetto di messa in sicurezza e recupero.

Lo spiaggione che conduce al borgo ha alle spalle un’ampia pineta che offre la possibilità di una sosta all’ombra. Sampieri è un paesino di pescatori cresciuto in maniera centrifuga attorno a un approdo incastonato tra due spiagge. È ben tenuto, accogliente e ospitale, rifugio ideale per chi cerca il mare fuori stagione. Nel caratteristico centro storico con le case in pietra locale si riconoscono facilmente gli angoli che hanno fatto da sfondo a scene di entrambe le serie del
Commissario di Camilleri.

La spiaggia successiva, riprendendo il cammino è quella di Costa di Carro. Da qui inizia l’ultimo lungo tratto di scogliera, sono circa cinque chilometri, per guadagnare la meta finale. Il privilegio di chi esplora il territorio a piedi è la lentezza che permette di penetrare lo spirito dei luoghi. Il modo migliore per assaporare con tutti i sensi i profumi della macchia mediterranea confusi con quelli che vengono dal mare. Tre le fioriture autunnali più vistose spiccano la leggendaria Mandragora (pericolosa pianta tossica e allucinogena) e gli eleganti Iris.

La falesia frastagliata si alza sul livello del mare, lungo il sentiero è presente un parco suburbano purtroppo poco frequentato e che meriterebbe più attenzione. Camminando tra agavi e palme nane si giunge a Punta Corvo. Alla Grotta dei Contrabbandieri, cavità creata dall’azione del mare, seguono, per restare in tema, i resti di una casermetta, la Torre del Finanziere. Anche questa è un’altra riconoscibile location, per chi ama censire i luoghi di Montalbano.

Cava d’Aliga è un'altra graziosa località turistica del Comune di Scicli molto conosciuta, ancora un invidiabile tratto di spiaggia dai fondali bassi e cristallini. La si coglie al volo dopo avere doppiato l’ultimo promontorio della giornata. Il sentiero rasenta una curva sulla strada provinciale 64.

Se si giunge nel tardo pomeriggio questo improvvisato belvedere è il luogo ideale per fermarsi ad aspettare il tramonto, è gratis e apporta notevoli benefici all’umore in aggiunta a quelli offerti da una piacevole escursione lungo questo tratto di mare, dirimpettaio della costa africana e non molto dissimile per clima e paesaggi.
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