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"Beddu Garibbardi", l'album di Mario Incudine

Un album che ha come scopo quello di raccontare l’arrivo dei Mille e l’Unità d’Italia dal punto di vista dei siciliani che l’hanno vissuta

  • 16 aprile 2011

Beddu Garibbardi, quando ancora i siciliani non erano italiani”: si tratta dell’ultimo album del cantautore e produttore ennese Mario Incudine. Il disco racconta, dal punto di vista del siciliano, l’enorme entusiasmo con cui il suo popolo ha accolto lo sbarco dei Mille, e del suo Generale Garibaldi, nella sua terra e della successiva delusione dello stesso quando si è trovato davanti ai grandi cambiamenti e alle diverse vicende che seguirono dopo l’Unità d’Italia.

Un racconto fatto alla maniera dei cantastorie, utilizzando gli stilemi della poesia e della musica popolare, che fa rivivere quella stessa sete di libertà e voglia di unità che ha portato il popolo siciliano a insorgere contro i Borboni, ma che allo stesso tempo, come un’istantanea, riporta ciò che storicamente avvenne dopo l’unificazione, dalla strage di Bronte (1860) al periodo del brigantaggio, sull’onda della questione meridionale. L’album, naturalmente, è un modo per celebrare i 150 anni trascorsi dall’Unità ricordando tutti coloro che perirono per questo intento, ma è anche un modo per riportare alla luce alcuni personaggi, figure eroiche della nostra isola tralasciate dalla storia ufficiale, e che come gli “altri” hanno combattuto per la libertà. Si parla di Peppa Cannunera, una catanese che sconfisse e cacciò i Borboni a colpi di cannone e tanti altri contadini che al fianco di Garibaldi partirono alla conquista delle città isolane. “Beddu Garibbardi”, prodotto da Ambrogio Sparagna e distribuito da Felmey per Finisterre, sarà disponibile in tutti i negozi di dischi già a partire da domenica 1 maggio ed è stato presentato in prima nazionale a Roma, a piazza dei Cinquecento, durante la Notte del Tricolore.



Mario Incudine (voce, chitarra e mandoloncello), ha registrato il cd con alcuni musicisti siciliani: Antonio Vasta (Fisarmonica e zampogna a paru), Antonio Putzu (flauti etnici), Franco Barbarino (chitarre, mandole e bouzuky), Francesca Incudine (tamburi a cornice), Angelo Scelfo (contrabbasso), la cantante Eleonora Bordonaro, la Compagnia Triskele di Enna e il complesso bandistico “Giuseppe Verdi” di Mezzojuso” diretto da Salvatore Di Grigoli. Il cantautore inizia la sua carriera artistica partecipando al film “Vo Vo” di Antonio Maddeo, girato in Sicilia nei primi anni novanta. Poi, entra a far parte della compagnia teatrale Amici del Teatro, con cui comincia a esibirsi per i teatri d’Italia, ottenendo numerosi riconoscimenti come attore e autore di colonne sonore. Con “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, Mario Incudine vince il Premio Finale 2004 di Viterbo come migliore spettacolo e migliore compagnia, ricevendo l’apprezzamento della critica per l’originalità delle musiche. Ha partecipato a numerose trasmissione su Rai Due, Rete 4 e Antenna Sicilia. Nel 2009 ha vinto il X° festival della nuova canzone siciliana a cui ha partecipato l’anno successivo aggiudicandosi il premio della critica.

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