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Franco Scaldati: in memoria di un uomo buono

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 29 dicembre 2004

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Per “Kals’Art Winter”, venerdì 31 dicembre alle 22 (con replica sabato 1 gennaio alle ore 21), al teatro Garibaldi alla Kalsa, nel cuore di Palermo (via Castrofilippo 30), andrà in scena Franco Scaldati con la lettura-performance dell’ultimo suo testo inedito dal titolo: “Oratorio per Don Giuseppe” dedicato a Padre Pino Puglisi, una produzione dell’Associazione Compagnia di Franco Scaldati. La poesia del drammaturgo palermitano, concepita ed ispirata per le dinamiche del suo universo teatrale, si pone come percorso obliquo tra l’estremo disagio della condizione umana e la necessità di ritrovare il mistero arcano della sacralità e della purezza di questa stessa condizione, gettando lo sguardo della mente e dell’anima verso il sogno, verso ciò che sta oltre le speranze e le possibilità di una vita terrena. Detto percorso conduce egregiamente, sia sotto il profilo estetico ma ancor più per quel che riguarda i valori e i contenuti, a quest’ultima opera inedita, andando a scandagliare nell’esistenza e ancor più nella morte di un uomo buono, appassionato e forse troppo idealista, che è stato e rimarrà una guida e un messaggio per altri uomini.



Eliminando il piano del giudizio e affidandosi al ritmo e al potere spirituale della poesia e al suo canto disperato di ricerca della verità, l’autore approda ad un intimo e struggente contatto con l’immagine di Padre Puglisi e con il luogo e il tempo entro i quali la sua esistenza si è consumata, lasciando che gli echi e gli umori delle parole conducano le emozioni a quella dimensione che sembra riuscire a fermare l’attimo. E non soltanto per ricordare o per riflettere, ma, se sia possibile, per capire qualcosa in più della città di Palermo, della sua storia e, in generale, della grandezza e delle miserie della natura umana. Il testo è nato, in una sua prima stesura, come poesia commemorativa per una delle scene aggiunte all’interno dello spettacolo “Il fiore del dolore”, dedicato al prete ucciso dalla mafia, per la regia e le scene di Pietro Carriglio, dall’omonimo poema di Mario Luzi, messo in scena al teatro Biondo di Palermo nel 2003. Quindi, nel settembre del 2004, Scaldati lo ha portato a compimento nella sua versione integrale e definitiva. Sulla scena, sarà lo stesso autore e drammaturgo ad interpretare il testo, con la struttura dal fascino arcaico ed oracolare, carica di forza evocativa e per certi aspetti ipnotica, delle sue letture-performance.

Si tratta di uno stile particolarissimo e ricercato con il quale Scaldati ha saputo unire la tradizione del cunto e della novena con i linguaggi più legati ad una maggiore sperimentazione e versatilità del corpo, della voce e dell’uso dello spazio scenico. Con lo stile recitativo che lo contraddistingue, ricco di elementi che segnano le esperienze dell’attore moderno, Franco Scaldati ha interpretato in Sicilia e in giro per l’Italia suoi testi quali “Lucio”, “La Tempesta” e “Libro Notturno” (queste ultime riscritture e rielaborazioni in lingua da Shakespeare). La durata dello spettacolo è di circa 30 minuti. L’ingresso è gratuito. Per informazioni telefonare ai numeri 091.6114255 e 091.582805.

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