IL SOGNO ROSANERO/2

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Gol beffa al novantesimo e il Palermo perde il primato

  • 20 novembre 2006

CAGLIARI-PALERMO 1-0
CAGLIARI (4-3-3): Chimenti; Ferri, Lopez, Bianco, Agostini; Biondini, Conti, Budel (23' st Capone); Esposito, Suazo, Langella (26' st Pepe).
In panchina: Fortin, Del Grosso, Semedo, Cocco, Colucci.
Allenatore: Giampaolo.
PALERMO (4-3-2-1): Fontana; Cassani, Zaccardo, Barzagli, Pisano; Tedesco (23' st Bovo), Guana, Simplicio; Brienza (1' st Parravicini), Bresciano (45' st Caracciolo); Amauri.
In panchina: Sirigu, Dellafiore, Munari, Ficano.
Allenatore: Guidolin.
ARBITRO: Bertini di Arezzo.
RETI: 45' st Pepe
NOTE: Serata fresca, terreno in buone condizioni. Spettatori: 15 mila circa. Espulso: 44' pt Simplicio per fallo da ultimo uomo. Ammoniti: Biondini, Zaccardo, Parravicini, Cassani, Conti. Angoli: 3-2. Recupero: 1' pt, 4' st.

Che Cagliari sia un campo particolarmente ostile al Palermo lo dimostrano le amarezze collezionate negli ultimi anni, frutto di partite piuttosto tirate e decise da episodi. Episodi che hanno condizionato anche questa gara, partita con presupposti sbagliati. Il Palermo si presenta da capolista, reduce da cinque brillanti vittorie consecutive, ma deve fare fronte ad assenze importanti, tra le quali spiccano quelle di Di Michele e Corini. Guidolin è costretto a tornare al 4-3-2-1, inserendo Tedesco a centrocampo e Brienza in avanti, a fare da trequartista con Bresciano.



La partita parte subito a ritmi piuttosto alti ma ben presto ci si rende conto che la difesa del Cagliari, ottimamente schierata, è difficile da superare, nonostante l’ottima giornata di Amauri, abile a liberarsi degli avversari con dribbling “alla brasiliana”. Ma il nostro centravanti è troppo solo in attacco perché Bresciano sembra avvertire i sintomi della stanchezza e Brienza (dal quale ci si aspettava molto) è impreciso e sbaglia parecchi palloni, risultando quasi un uomo in meno. Ben presto il ritmo della gara si affievolisce e si finisce per fare il gioco del Cagliari, chiuso in difesa e pronto a ripartire grazie alla velocità dei suoi tre attaccanti, Langella, Esposito e Suazo.

Il Palermo sfiora il gol al 31’ quando Tedesco non riesce a deviare un ottimo assist di Bresciano e la palla finisce fuori. Anche il Cagliari si fa pericoloso al 37’ con Suazo che al centro dell’area fa partire un tiro piuttosto centrale che il sempre attento Fontana blocca. Poi al 44’ l’episodio che condiziona in maniera definitiva la partita: calcio d’angolo mal sfruttato dal Palermo ed il Cagliari parte subito in contropiede con Suazo che trova davanti a sé una prateria. Simplicio è costretto ad atterrarlo, commettendo fallo da ultimo uomo. Inevitabile il cartellino rosso dell’arbitro Bestini ed il Palermo è costretto a giocare in dieci per tutto io secondo tempo.

Nella ripresa Guidolin cerca di riequilibrare il centrocampo, togliendo Brienza ed inserendo Parravicini. Amauri così resta sempre più solo in avanti e finirà la partita stremato. Il Palermo abbassa ancora di più il ritmo già lento della partita, sfruttando il possesso palla e sperando in uno svarione della difesa. Ma è il Cagliari ad andare vicino al gol con un colpo di testa di Esposito che trova ancora l’ottima risposta di Fontana. Poi via via la partita si spegne, diventa noiosa e prevedibile, il Palermo è visibilmente stanco e sembra accontentarsi del pareggio mentre il Cagliari ci prova, ma senza particolari risultati. Poi a tempo scaduto arriva il gol beffa dell’ex Pepe, che fino a quel momento non aveva toccato neppure un pallone. Gol fortunoso, nato anche da un tiro sbagliato di Suazo ed un rimpallo che fa arrivare la palla proprio sui piedi di Pepe, lasciato solo dalla coppia Zaccardo-Barzagli. Il giovane attaccante non può fare altro che depositare la palla in rete. Inutile l’ingresso di Caracciolo nei minuti finali che nulla può contro un Cagliari che amministra la palla conquistando falli tattici.

Finisce 1-0, sconfitta immeritata che ci fa perdere la testa della classifica. Molti i segnali emersi al termine della gara. Innanzitutto è piuttosto evidente il fatto che ci sono giocatori troppo importanti in questa squadra, come Corini e Di Michele per citare i due assenti della giornata, che quando mancano lasciano un vuoto incolmabile. Il Palermo non ha l’organico dell’Inter e non può certo contare su una panchina lunga e di qualità. I rincalzi, seppure con tanto impegno, non sono all’altezza e i risultati si vedono. È vero anche che senza l’espulsione di Simplicio (che dovrà saltare la gara con l’Inter) la partita avrebbe avuto esito diverso, ed è anche vero che l’ennesimo errore difensivo ci ha puniti, ma gli errori ci possono stare e siamo certi che la voglia di riscatto contro i nerazzurri si farà valere.

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