IL SOGNO ROSANERO

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Il futuro rosanero comincia da Gigi Del Neri

  • 6 giugno 2005

Archiviata la trionfale stagione calcistica 2004/2005 la dirigenza rosanero si è già messa al lavoro per dare un futuro ed una continuità ad una squadra che, a partire da settembre 2005, sarà impegnata su 3 fronti: campionato, Coppa Italia e Coppa Uefa. L’inatteso addio di Francesco Guidolin ha costretto Zamparini e Foschi ad andare alla ricerca di un nuovo allenatore. Il rapporto tra Zamparini ed i suoi allenatori non è mai stato idilliaco (basti pensare al valzer di panchine ai tempi del Venezia o al trattamento riservato a Silvio Baldini un anno e mezzo fa). Eppure Guidolin sembrava la persona più adatta a gestire le bizze del presidente. La sua totale avversione verso le polemiche inutili e verso le contestazioni lo hanno portato da un lato a subire delle ingiuste critiche da parte dello stesso Zamparini in merito al tipo di gioco della squadra, ma dall’altro a ricevere meritati complimenti per il lavoro svolto e per i risultati più che soddisfacenti. Alla fine Zamparini ha ammesso di aver sperato fino alla fine in un suo ripensamento e di essere completamente all’oscuro sulle motivazioni che hanno spinto il tecnico veneto ad abbandonare una panchina che gli ha regalato infinite soddisfazioni.



Dopo i tanti nomi che si sono fatti alla fine la scelta è caduta su Gigi Del Neri, che forse sembra quello più indicato per dare una continuità alla squadra. Le ultime due panchine del tecnico friulano non sono di certo state molto stimolanti: chiamato, nell’estate del 2004, a guidare il Porto neo campione d’Europa, è stato cacciato via ancora prima dell’inizio del campionato, per motivi alquanto misteriosi; poi a metà stagione si è seduto sulla tanto travagliata panchina della Roma, gestendo un gruppo difficile, portandolo nelle zone alte della classifica, prima di cadere in un periodo nero che lo hanno indotto a dare le dimissioni. Ma Del Neri, che da giovane ha allenato la formazione del Partinico, deve la sua fortuna al Chievo e alla favola di un piccolo quartiere di Verona catapultato improvvisamente nel calcio che conta da protagonista: 3 anni nella massima serie che gli hanno fruttato 5 giornate in testa alla classifica, una qualificazione in Champions sfiorata, una qualificazione in Coppa Uefa (con eliminazione al primo turno) e tantissime soddisfazioni. Senza di lui quest’anno il Chievo si è salvato all’ultima giornata con qualche patema d’animo di troppo.

A Palermo Del Neri troverà alcuni dei giocatori che ha già allenato al Chievo, a cominciare da capitan Corini che proprio nella città veneta ha visto concretizzarsi una seconda giovinezza, fino diventare un leader indiscusso a Palermo. Assieme a Corini Del Neri troverà Barzagli, Santana e Morrone. Ora si pensa a costruire la squadra della prossima stagione. L’ossatura sarà data dal gruppo protagonista di quest’anno, al quale andranno aggiunti piccoli ritocchi in modo tale da avere una panchina più lunga ed adeguata. Sono previsti i ritorni dei prestiti di Pepe, Masiello, Gasbarroni, Adriano, i gemelli Filippini, Di Donato e Codrea. Alcuni di questi potrebbero essere rigirati ad altre squadre come pedine di scambio. Sul mercato si fanno già dei nomi: in porta di parla di Abbiati, per il quale c’è l’accordo con il Milan ma non con il giocatore; in attacco sembrava raggiunto l’accordo con il nigeriano Makinwa, che però è tentato dall’offerta dell’Inter. In alternativa sono rispuntatati i nome di Di Michele e di Di Natale dell’Udinese. Sembra invece sfumare de tutto l’interesse per Esposito, per il quale il Cagliari chiede ben 15 milioni. Una cifra solo da grandi club. A centrocampo Del Neri chiede giocatori di fascia e in particolare Semioli del Chievo; mentre in difesa spunta il nome di Legrottaglie che insieme a Barzagli riformerebbe la coppia centrale della squadra veneta di due anni fa. Comunque ancora nulla è certo. L’unica certezza è che Toni, Barzagli, Grosso, Barone, Brienza e Guardalben sono stati convocati da Lippi per la tournée americana della Nazionale azzurra fino all’11 giugno. E se questo non è un motivo di orgoglio…

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