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Il mecenate Würth arreda la biblioteca a Lettere

Balarm
La redazione
  • 14 maggio 2007

L’arredamento della nuova grande biblioteca della facoltà di Lettere dell’Università di Palermo – un edificio di tre piani i cui lavori saranno completati tra un mese e che si candida a essere punto di riferimento per il Mediterraneo – porterà la firma del grande imprenditore, collezionista e mecenate tedesco Reinhold Würth, che ha deciso di finanziarlo integralmente, dalle librerie alle scrivanie, dagli schedari alle luci, con un progetto di design che sarà frutto della collaborazione tra l’ateneo e la Fondazione Würth. E, insieme a questo, l’imprenditore – fondatore della multinazionale leader nella produzione di viti, utensili, prodotti chimici per il fissaggio, con sedi in tutto il mondo e oltre sessantamila dipendenti – sosterrà un progetto di ricerca di durata quinquennale, che si articolerà in una serie di convegni e di ricerche internazionali dedicati alla produzione della scuola poetica arabo-siciliana che ispirò il mecenatismo di Federico II, alla economia e alla società nel Mediterraneo rinascimentale, all’arte e alla committenza nella cultura mediterranea tra il XV e il XX secolo, tutti temi di un ideale fil rouge tra la Sicilia e la Mitteleuropa, tutti temi profondamente legati agli interessi e alle attività di Würth. L’annuncio è stato dato lo scorso 11 maggio dall’imprenditore nel corso di una conferenza stampa all’Università di Palermo, dove Würth è arrivato per ricevere la laurea specialistica in Storia dell’arte che l’ateneo ha deliberato di conferirgli per la sua eccezionale attività di promozione culturale e di mecenatismo, a partire dal finanziamento del restauro della Cappella Palatina, oggi in corso.

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«Ringrazio profondamente per il grande onore che mi è stato concesso con questa laurea, cosa che mi lega ancora di più a questa meravigliosa città», dice Würth, che è già docente universitario all’Università di Tubinga. «Questo intervento – dice Ruffino - viene incontro a un progetto antico e ambizioso di costituire un unico polo delle biblioteche dell’area umanistica dell’Ateneo, che potrebbe diventare il più grande del Mezzogiorno». L’industriale tedesco è protagonista di una straordinaria storia di imprenditoria illuminata: dopo aver cominciato a quattordici anni a collaborare come apprendista nella ferramenta di famiglia gestita dal padre, ha fondato il Gruppo che oggi vanta una collezione d’arte di 10 mila pezzi, in gran parte del ventesimo secolo, ha dieci musei e un sistema di fabbriche dove l’arte convive con gli stabilimenti di produzione. «Il messaggio dell’azienda ai suoi dipendenti – dice l’imprenditore nella sua Lectio magistralis – è che non siamo meschinamente e ciecamente concentrati solo sull’aumento dei ricavi e l’ottimizzazione dei profitti, ma che il nostro orizzonte spazia ben oltre la nostra attività commerciale. Würth comunica che la vita non è fatta soltanto di lavoro e successo sul mercato, ma che le belle cose, come appunto l’arte, arricchiscono la nostra esistenza, aprono la mente, promuovono la creatività». La laudatio della laurea è stata pronunciata da Maricetta Di Natale, ordinario di Storia dell’arte, la Lectio di Würth è dedicata al significato delle collezioni d’arte di proprietà aziendale.

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