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Ti vitti, Cucù, Sette e mezzo e gli altri: i giochi di carte nella tradizione siciliana

Le feste di Natale e Capodanno riuniscono amici e parenti per delle lunghe notti di giocate: ma non solo "Baccarà", ecco i giochi di carte siciliani tradizionali

Caterina Damiano
Giornalista
  • 23 dicembre 2017

Le carte siciliane

I pranzi e le cene del periodo natalizio in Sicilia durano ore e ore e non solo perché, risaputamente, ai siciliani piace mangiare, ma anche perché non c'è periodo migliore per giocare a carte.

Grandi e piccoli si riuniscono intorno al tavolo e, mentre gli adulti si divertono rispolverando mosse e bluff, i piccini imparano segreti, giochi e trucchi che poi tramanderanno a loro volta.

Tra un piatto di scaccio e una fetta di panettone le giocate sono un momento topico e sono molti i giochi che si associano proprio alle feste, a partire dal "Sette e Mezzo": a turno si sceglie un mazziere e i giocatori giocano contro di lui, cercando di arrivare al punteggio più alto senza superare, appunto, il sette e mezzo.

C'è poi l'immancabile "Cucù": a partire dal mazziere (e fino a tornare a lui) i giocatori si passano le carte cercando di raggiungere il punteggio più alto e di scaricare agli altri il temutissimo asso, tra Re che bloccano il giro e Cavalli che fanno saltare via un giocatore.



Tipicamente siciliano è il "Ti vitti", in cui i giocatori cercano di esaurire il proprio mazzo di carte piazzandole sulla "pila"
. Se si ha una carta da piazzare sulla "pila" o sul mazzo dell'avversario e non lo si fa, l'avversario lo fa notare dicendo proprio "ti vitti" (ti ho visto in dialetto) e si torna indietro.

Si gioca anche a "Cavadduzzo", una corsa fatta con le carte. Si schierano sul tavolo i quattro cavalli, su uno dei quali tutti possono puntare, e vengono incolonnate altre dieci carte in verticale.

Le carte restanti vengono tenuto in mano dal mazziere, che a mano a mano, le scopre: i cavalli avanzano di una posizione in base al seme che viene scoperto, fino ad avere un cavallo vincente.

Non è un gioco di carte ma durante le feste natalizie non può mancare la tombola, che in Sicilia assume un paio di particolarità: intanto il significato dei numeri è spesso detto approfondito dallo zio di turno, in dialetto - ricalcando la smorfia napoletana - e i numeri delle cartelle vengono coperte con delle profumate bucce d'arancia o di mandarino.

Così, pranzi e cene in famiglia diventano anche un momento per riscoprire le tradizioni: di generazione in generazione, i giochi di carte vengono tramandati ai più giovani e ogni festa mantiene quel pizzico d'antico che fa sorridere e sognare.
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