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Incendi estivi in Sicilia: la Regione rimane a guardare

Legambiente Sicilia alza la voce contro la Regione, che dopo tre anni non ha ancora approvato il piano antincendio per difendere il patrimonio vegetale del territorio

Fabio Ricotta
Giornalista e imprenditore
  • 7 luglio 2015

Perché l'estate non è soltanto mare, sole e spiagge. Non che, visto l'inquinamento che le assilla e le distingue, anche in quel caso ci sia molto da gioire. Ma c'è una problematica che con l'arrivo della stagione più calda, mette in ginocchio la Sicilia, ed è quella degli incendi dei boschi, che sembra essere brutalmente trascurata e che ha causato un altro brutto rimprovero alla Regione da parte di Legambiente.

Sì, perché pare che il nuovo "Piano Regionale Antincendio per la difesa dei boschi e della vegetazione", approvato dalla Giunta Regionale ben tre anni fa (13 luglio 2012), sia rimasto lì a prendere polvere, nell'attesa di essere reso esecutivo con Decreto del Presidente della Regione.

Una situazione drammatica, considerando che gli incendi diventano sempre più frequenti e che non è ancora arrivato il momento più caldo dell'estate, durante il quale i casi di incendio si moltiplicheranno.

Legambiente Sicilia si batte da anni per l'emanazione del piano, realizzato con studi, rilevamenti e sistemi informativi costati centinaia di migliaia di euro di fondi comunitari del POR Sicilia 2000/2006: migliaia di euro sprecati a causa della mancata attuazione.

Le attuali misure antincendio vengono infatti attuate sulla base del vecchio piano, redatto nel 2003 ed approvato nel 2005, che risulta essere obsoleto, non coerente con le normative comunitarie e privo di valutazioni di compatibilità ambientale.

Ancora una volta, Legambiente accende i riflettori sulla disorganizzazione quasi irrecuperabile della Regione e sulla bassa volontà di provvedere a salvaguardare un patrimonio forestale e vegetale fortemente a rischio.

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