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“L'hymne à l'amour”, rivive il mito della Piaf

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 28 dicembre 2005

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Per i miti più passa il tempo più cresce il fascino intorno alla loro esistenza e l’aura luminescente che li accompagna diviene sempre più magica. Questo è anche il caso della delicata e sofferta chanteuse Edith Piaf, la più grande e amata cantante francese, la cui vita viene rievocata sulla scena da uno spettacolo interamente dedicato a lei, “L'hymne à l'amour”, diretto da Carlo Lizzani, con Antonella Steni nei panni di Edith Piaf e Paolo Malco nel ruolo di Jean Cocteau. Lo spettacolo (si tratta di un recupero della passata stagione) sarà al teatro "Al massimo" di Palermo (piazza Verdi) dal 5 al 15 gennaio. Da un progetto di Mario Smeriglio, rivive in teatro la vita della più grande chanteuse realiste, quella Edit Giovanna, già divenuta Edit Piaf, melanconico passerotto parigino, questo infatti è il significato di piaf nell'argot della capitale francese. Quando morì, l'11 ottobre del 1963, non aveva ancora compiuto quarantotto anni, eppure era già da tempo Mome Piaf, la "mamma" di tutti i francesi, la più ammirata e amata cantante che la Francia ricordi.



Centinaia di migliaia di ammiratori salutarono la sua scomparsa davanti al famoso cimitero di Père-Lachaise, piangendo la voix-boulevard più straziata e dolente della Francia degli ultimi quarant'anni, che cantò il mondo degli artisti di strada, gli amori infelici, la disperazione e il tormento della vita. "Milord", "Les Amants d'un Jour", "L'Accordéoniste", "No" e ancora "Je Ne Regrette Rien", "Les Prisons du Roy", "Sous le Ciel de Paris", "Mon Dieu", "L'hymne à l'amour", "J'attendrai" e l'indimenticabile "La Vie en Rose": per ciascuna di queste canzoni un tuffo al cuore di melanconia e tristezza, un viaggio nella Parigi degli anni Quaranta, nel mondo della strada, dei Caffè e delle piazze animate dagli innamorati, dai musicisti ma anche dai barboni, dalle "donne di piacere", un mondo ricco di quello spirito appassionato e inquieto, languido e triste che animava i café chantant di allora della capitale francese.

Lo spettacolo, prodotto dalla G.S.T. Production, scritto da Giuseppe Manfridi e diretto da Carlo Lizzani, ripercorre, attraverso musica e testi originali, gli episodi più significativi dell'esistenza della Piaf, come il lungo e fertile sodalizio con Jean Cocteau, che della cantante francese fu sicuramente l'affetto più sincero, sino al giorno, quello stesso 11 ottobre 1963, che li vide spegnersi a due ore l'una dall'altro. In scena Antonella Steni, nel ruolo di Edith Piaf e Paolo Malco nel ruolo di Jean Cocteau. Con loro, Monica Guazzini, Julio Solinas, Roberto Vandelli, Elisabetta Tucci, Sabina Micaglio, Annalisa Dianti, Pietro Romano, Davide Menchetti, Giorgia De Angelis, Theo Sarapò, Patrizia Fanelli e otto danzatori. Le musiche originali sono di Dimitri Scarlato, le coreografie di Marco Stopponi, i costumi di Giuseppe Tramontano, la scenografia di Veronica Rosafio. «Abbiamo voluto rendere il quotidiano di Edith, fatto di battute, di umorismo a volte corrosivo - scrive Manfridi - Vogliamo che questo spettacolo come la sua vita sia patetico, cosparso di scoppi di riso e di follia».

E aggiunge: «Il nostro spettacolo non si limiterà a presentare un recital delle canzoni della Piaf, con un vago filo conduttore spesso riduttivo o deformato della sua vita, ma farà un'opera di creazione, dando al personaggio di Cocteau un ruolo rivelatore nella stranezza, che chiarisca gli episodi di questa favolosa esistenza». Il regista Carlo Lizzani, evitando il gioco facile ma rischioso del "sosia", ha invece dato tutto lo spazio possibile al grande talento di un’interprete ricca di temperamento e carisma quale è Antonella Steni, alla quale si affianca l’ottima presenza scenica di Paolo Malco e la professionalità di tutto il resto degli attori. Lo spettacolo sarà alle 21.30 ad eccezione del sabato in cui è previsto il doppio spettacolo alle ore 17.30 e alle ore 21.30, del mercoledì 11 gennaio alle 17.30 e della domenica con un unico spettacolo alle ore 17.30. Il costo del biglietto è 35 euro intero, ridotto Cral 30 euro (esclusi sabato e domenica). Per informazioni e prenotazioni telefonare ai numeri 091.589575 e 091.589070 o mandare una e-mail all'indirizzo botteghino@teatroalmassimo.it.

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