ATTUALITÀ

HomeNewsAttualità

Movida, una storia infinita: il Tar annulla le ordinanze

Il Tar di Palermo ha annullato le ordinanze del sindaco accogliendo il ricorso del titolare del pub Ai Bottai: a decidere, infatti, dovrebbe essere il Consiglio comunale

  • 20 novembre 2015

È davvero una storia infinita quella che vede protagonisti il comune di Palermo, il Tar, i semplici cittadini e soprattutto i commercianti, una battaglia che vede fronteggiare più voci, diversi punti di vista, differenti esigenze.

Dopo l'approvazione del regolamento da parte del consiglio comunale, che entrerà ufficialmente in vigore il 24 novembre, la questione della movida è comunque al centro di scontri. L'ultima novità è che i giudici della terza sezione del Tar hanno annullato le ordinanze del sindaco Leoluca Orlando firmate prima del voto in aula, considerandole illegittime.

È stato il titolale del locale Ai Bottai, Giovanni Randisi, a lanciare l'allarme ancora una volta, attivandosi per vie legali per richiamare l’attenzione su un'operazione ingiusta, a svantaggio della propria attività e in generale di tutte quelle attività che contano proprio su quella "movida" che oggi è sacrificata in nome di un’ordinanza troppo restrittiva.

Adv
Regole che, secondo Randisi, minano eccessivamente la libertà della propria iniziativa, come ad esempio il vietare l'attività musicale all’esterno del locale con impianti elettroacustici di amplificazione e di diffusione sonora. Una sorta di "abuso di potere" da parte del primo cittadino che rischia così di provocare una desertificazione economica della città.

Se da un lato queste ordinanze vogliono salvaguardare in qualche modo il tranquillo svolgimento della vita notturna, dall’altro rischiano di provocare un cosiddetto danno erariale, ovvero un danno inferto e sofferto da un ente pubblico a causa dell’azione di un soggetto, in questo caso il sindaco, che avrebbe agito per conto della e sostituendosi alla pubblica amministrazione, quindi al Consiglio comunale.

Scatta per questo motivo la diffida del Tar nei confronti del primo cittadino che ha utilizzato uno strumento come l’ordinanza su una materia per la quale devono essere coinvolti anche altri soggetti.

E ancora, per questo motivo i giudici hanno condannato il Comune al pagamento delle spese processuali, sottolineando che le ordinanze sulla movida che andavano dall'1 al 30 settembre e dall'1 al 31 ottobre, sono state emesse "ignorando" le indicazioni del tribunale amministrativo e soprattutto non interpellando cittadini ed esercenti.

Il sostegno del Tar dimostra che i provvedimenti effettuati sono stati affrettati e poco studiati, non tenendo conto di tante variabili e tante reazioni, non ultimo appunto il ricorso del titolare del pub andato a buon fine. Ovviamente a breve si aprirà un nuovo capitolo, visto che dal 24 novembre sarà in vigore il regolamento.

Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci...
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI