Il Papa a Lampedusa, donato un murales: sull'isola compare "Francesco degli Abissi"
Uno dei segni commemorativi dell'anno centenario francescano e al tempo stesso di saluto, accoglienza e gratitudine in occasione della visita di Papa Leone XIV
Il murales "Francesco degli Abissi" a Lampedusa
Con questo dono all'isola, la Famiglia Francescana di Sicilia desidera esprimere la propria vicinanza al messaggio che il Santo Padre continua a rivolgere alla Chiesa e al mondo, richiamando tutti a non dimenticare i poveri, gli ultimi, le periferie umane ed esistenziali e quanti vivono situazioni di fragilità e sofferenza. Un messaggio che trova particolare eco proprio a Lampedusa, luogo simbolico del Mediterraneo e delle sue speranze, delle sue contraddizioni e delle sue ferite.
Il murale raffigura San Francesco immerso negli abissi del mare. Gli abissi richiamano anzitutto il cammino umano e spirituale del Santo di Assisi, che non ebbe paura di attraversare le profondità della propria esistenza, le fragilità, le domande e le ferite della vita, fino a lasciarsi trasformare dall'incontro con il Signore. L'opera vuole essere anzitutto un riconoscimento alla comunità di Lampedusa, ai suoi cittadini, ai pescatori, alle famiglie e a quanti ogni giorno vivono il mare come luogo di lavoro, sacrificio e speranza.
È un omaggio a una comunità che, attraverso il proprio legame con il mare, il senso di solidarietà e l'apertura all'altro, ha saputo custodire nel tempo una preziosa testimonianza di umanità. Ma gli abissi sono anche quelli del Mediterraneo, mare di incontri, di relazioni e di speranza, che troppo spesso diventa luogo di sofferenza e di morte. In questa immagine Francesco si immerge nelle profondità della storia umana per farsi compagno degli ultimi, fratello di ogni persona e segno di una fraternità che non conosce confini.
Se il Santo tornasse oggi tra noi, starebbe proprio lì: accanto a quanti affrontano il mare alla ricerca di una vita migliore, a coloro che operano quotidianamente per salvare vite umane e a quanti, purtroppo, nel Mediterraneo trovano la morte anziché il futuro che cercavano. La Famiglia Francescana di Sicilia ha voluto dedicare questo segno a Lampedusa quale testimonianza concreta di un legame costruito negli anni e destinato a proseguire nel tempo, nella convinzione che il messaggio di San Francesco continui ancora oggi a parlare alle sfide del nostro presente.
Questo cammino affonda le sue radici anche nell'esperienza del Meeting Francescano del Mediterraneo che rappresenta l'impegno costante della Famiglia Francescana per favorire la connessione, il dialogo e la riflessione profonda sui grandi temi di questa area geopolitica e umana. In questa prospettiva, la realizzazione dell'opera non costituisce un punto di arrivo, ma l'opportunità per dare continuità a un percorso condiviso.
Il prossimo autunno, infatti, la Famiglia Francescana tornerà sull'isola per vivere significativi momenti di presenza, di ascolto e di confronto con la comunità civile ed ecclesiale. Un'occasione concreta, nel segno di questo Ottavo Centenario, per riflettere insieme sui bisogni reali di questa terra e per continuare a camminare fianco a fianco.
Il progetto è promosso dalla Famiglia Francescana di Sicilia, composta dai Frati Minori, dai Frati Minori Conventuali, dai Frati Minori Cappuccini, dai Frati del Terz'Ordine Regolare, dall'Ordine Francescano Secolare e dalla Gioventù Francescana. Alla realizzazione dell'opera hanno contribuito e collaborato diverse istituzioni e realtà che hanno creduto nel valore culturale, sociale e spirituale del progetto.
L'iniziativa gode del patrocinio del Comitato Nazionale per l'Ottavo Centenario del Transito di San Francesco e del sostegno del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, che ha compartecipato economicamente alla realizzazione dell'opera attraverso il convinto impegno del suo Presidente. Un particolare ringraziamento va inoltre alla Parrocchia di Lampedusa, alla comunità ecclesiale, al Comune di Lampedusa e a tutti coloro che, a vario titolo, hanno accompagnato, sostenuto e reso possibile il percorso che ha portato alla nascita di questo segno destinato alla comunità lampedusana.
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