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“Nilo”, il ponte tra gli atenei siciliani e l’impresa

Balarm
La redazione
  • 17 aprile 2007

Una spugna di un centimetro in grado di rimarginare le ferite o produrre cellule, brevetto dell’Università di Palermo depositato da un’industria farmaceutica in tutto il mondo; un dispositivo che sparge nei campi insetti antiparassitari, brevetto “ecologico” depositato dall’ateneo di Catania; la prima mappa del rischio sismico nel centro storico di Palermo con un database di 650 elementi del patrimonio storico-monumentale (unica in Italia); un progetto promosso dall’Università di Messina per sperimentare, insieme con industrie cosmetiche e farmaceutiche, l’utilizzo degli scarti degli agrumi; un laboratorio all’Università di Enna per le prove nel campo delle costruzioni stradali, aeroportuali e ferroviarie. Queste e molte altre notizie si trovano da oggi sul portale del Nilo (www.nilosicilia.it), il nuovo network delle quattro Università siciliane nato per collegare stabilmente il mondo accademico e quello produttivo, finanziato grazie al Por, misura 3.15, con tre milioni di euro, e presentato oggi allo Steri di Palermo dai rettori Giuseppe Silvestri dell’Università di Palermo, Francesco Tomasello di Messina, Salvo Andò di Enna, dal direttore di Confindustria Sicilia Giovanni Catalano, dal responsabile del Nilo, Antonino Valenza dell’Università di Palermo, alla presenza del direttore generale dell’assessorato regionale all’Industria Giuseppe Incardona e del dirigente dell’assessorato Pietro Valenti, responsabile del gruppo per l’innovazione. “Nilo” (con sede a Palazzo Dagnino, in piazza Marina) è la sigla che sta per network degli Industrial Liaison Office, gli uffici che si occupano di avvicinare l’Università e l’impresa attraverso la valorizzazione della ricerca universitaria, il sostegno ai brevetti, la promozione di progetti congiunti. Un ponte tra il mondo accademico e il territorio che adesso diventa sistema regionale, punto di riferimento unico per i ricercatori che vogliono mettere “in vetrina” i propri risultati scientifici, per gli industriali che vogliano attingere al patrimonio di creatività delle Università, per gli enti e le imprese che hanno bisogno di giovani cervelli, per i ragazzi che cercano opportunità di inserimento nel mondo del lavoro.

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«L’Università – spiega Valenza - talvolta viene ancora vista come un universo lontano dal mondo dei servizi alle imprese, con questo network possiamo offrire qualcosa di concreto, aiutando l’impresa a fare il salto verso l’innovazione grazie ai risultati della ricerca scientifica». «E’ un segnale di importante novità – dice Silvestri – perché gli atenei siciliani si pongono come soggetto unico nel dialogo con le istituzioni”. Soddisfatti Tomasello (“Questa è la tappa di un percorso che vede lavorare uniti gli atenei siciliani”) e Andò (“Anche se la nostra è un’Università nata due anni fa, stiamo ponendo le basi per un confronto proficuo con il mondo imprenditoriale”). “E’ necessario che l’innovazione entri dentro le imprese siciliane, per contrastare gli effetti della globalizzazione”, dice Catalano. Secondo Incardona, “il Nilo è un tassello centrale della strategia per l’innovazione portata avanti dalla Regione sul tema del trasferimento della conoscenza, e a questa azione se ne aggiunge un’altra che porterà alla costituzione di una rete di laboratori tecnologici universitari a servizio delle imprese». Sul portale Nilo c’è la sezione dedicata a tutte le opportunità di formazione, quella dedicata alla ricerca, con una panoramica sui finanziamenti, una vetrina sulle scoperte scientifiche, la mappa dei dipartimenti, l’elenco dei 13 brevetti di titolarità universitaria depositati dall’ateneo di Palermo e i 18 dell’Università di Catania, uno spazio per le attività di incubazione di impresa e di spin-off (con questo termine si indicano le imprese nate su iniziativa di docenti e ricercatori), una vetrina sul job placement per i giovani, con le opportunità di stage e tirocini, e pure le “Giovani idee”, cioè alle tesi di laurea sperimentali più interessanti.

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