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Ospiti eccellenti per il Settembre Kasmeneo

  • 11 settembre 2006

Ogni anno a Comiso (Ragusa) si festeggia il Settembre Kasmeneo, un mese pieno di appuntamenti musicali e culturali di gran rilievo. Questo è forse l’anno più ricco per la manifestazione ragusana e lo dimostra la carrellata di grandi nomi della musica italiana che gli organizzatori sono riusciti a mettere in fila dall’1 al 17 settembre: Ivano Fossati, Mario Venuti, Good Fellas, Giuliano Palma & Bluebeaters, Fabrizio Bosso & C. sono stati l’assaggio prima della scorpacciata finale. Il cortile della "Fondazione Bufalino" (nel centro storico di Comiso), negli ultimi quattro giorni si appresta infatti ad ospitare ancora, nell’ordine: Sergio Cammariere, Africa Unite, Simone Cristicchi e Max Gazzè (tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21 e il prezzo dei biglietti sarà di 10 euro più diritti di prevendita, tranne per Cammariere, che sarà di 15 euro).

Il raffinato pianista calabrese, Sergio Cammariere, si esibirà quindi il 14 settembre. Ha abituato ormai il pubblico italiano alle sue coinvolgenti interpretazioni, quest’uomo in frac ricorda una maschera da commedia dell’arte. Ne ha la gestualità, il modo di muovere le braccia lunghe e le mani, ancora più lunghe. Soprattutto ne ha l’espressione, malinconica. "Sul sentiero", il suo secondo lavoro discografico, è la naturale continuazione del discorso musicale aperto con "Dalla pace del mare lontano" arricchito di nuovi elementi in cui si fondono il jazz orchestrale, la canzone d’autore, i ritmi sudamericani e lo spirito del blues. Un disco ricco di sfaccettature, compendio della grande esperienza musicale di Cammariere e testimonianza inequivocabile del suo amore viscerale per la musica.
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Il 15 settembre tocca ai torinesi con la Giamaica nel cuore: gli Africa Unite. Già dal nome (titolo di una famosa canzone di Bob Marley) si capisce bene quale sia il loro genere preferito: il reggae. Vitale Bonino (in arte Bunna) e Franco Caudullo (aka Madaski) sono i padri fondatori di una delle realtà più gioiose del panorama musicale italiano. Con un bel po’ di dischi alle spalle, proprio quest’anno è uscito "Controlli", il loro nono lavoro. Un album che si scosta un’altra volta dal precedente, "Mentre fuori piove". Nuove sonorità che abbandonano il reggae "classico" che si poteva trovare nei passati lavori degli Africa. I suoni principali sono raggamuffin o reggae con atmosfere molto "dubbeggianti" rispetto al solito. Dal vivo fortunatamente sono sempre uguali: grandi trascinatori e veri e propri "animali da palco".

Le hit da classifica di Simone Cristicchi si abbatteranno su Comiso il 16 settembre. Il ventisettenne romano ha scalato le classifiche italiane con la canzone-tormentone (suo malgrado) "Vorrei cantare come Biagio" che tutti ricordano bene, un ironico e raffinato j’accuse ai meccanismi dell’industria discografica. Tutto quello che viene dopo sono una pioggia di riconoscimenti prestigiosi: premio Giorgio Gaber, premio Carosone e premio Musicultura. Il suo album di debutto, "Fabbricante di canzoni", è forse l’esordio più originale e affascinante che la memoria recente possa ricordare. Simone ha finalmente avuto modo di rivelare, in una generosa manciata di canzoni di immediata comunicazione, le sue due anime: quella già nota, irriverente, ironica, e quella intima, poetica, osservatrice dei sentimenti, diretta erede della sua formazione legata alla grande canzone d’autore.

Infine giorno 17, il Settembre Kasmeneo si chiude l’esibizione live di Max Gazzè, con un gruppo spalla di tutto rispetto come i La Camera Migliore. Max è sempre stato un musicista che agisce d’istinto, un’artista eclettico e serio, ma non serioso. Agli esordi veniva spesso paragonato a Battiato per quel suo stile poppeggiante ma dai testi eruditi (scritti da suo fratello Francesco). Grande bassista che ha collaborato con diversi artisti (Niccolò Fabi, Paola Turci, Carmen Consoli per citarne alcuni) e a vari progetti, non ultimo quello di Steward Copeland, il progetto Gizmo.

La sua musica suona "antiquata", gentile, dotta e assolutamente fantasiosa; la sonorità, a volte elettronica e moderna, si contrappone con lo stile canoro e con i testi di Max che spesso suonano come poesie antiche. Oggi si è scostato un po’ dai suoni degli esordi, perdendo anche parte della popolarità che era riuscito a costruirsi, ma rimane comunque uno degli artisti che hanno saputo dare nuova linfa alla musica italiana.

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