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"Palermo-Babilonia-Palermo": immagini di oggi

Circa cinquanta opere tra installazioni, dipinti e sculture, nella collettiva in mostra a Palazzo Ziino dal titolo "Palermo-Babilonia-Palermo”

  • 19 dicembre 2009

Palermo e Babilonia, una città concreta e una del passato che diviene metafora per un’ampia riflessione sulla dimensione urbana contemporanea. “Palermo-Babilonia-Palermo” è il titolo della mostra presentata dalla Galleria d’Arte Moderna di Palermo e in programma da sabato 19 dicembre (inaugurazione alle ore 18) fino a domenica 31 gennaio 2010 nei locali di Palazzo Ziino (via Dante 53) con ingresso libero. Il curatore Francesco Gallo ha scelto le due città per i loro fermenti, le contraddizioni e il variegato inventario di immagini, come punto di partenza per offrire agli artisti spunti di riflessione da declinare in base alle proprie peculiarità. La mostra, allestita a Sofia lo scorso maggio presso la sede istituzionale dell’Union of Bulgarian Artists nell’ambito dell’Italian Festival “Festa della Repubblica Italiana”, e promossa dall’associazione culturale Ars Mediterranea in collaborazione con Casa Sicilia in Bulgaria, col patrocinio della Regione Siciliana, raccoglie i lavori di artisti che vivono e lavorano a Palermo, con circa cinquanta opere tra dipinti, sculture, installazioni.

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Il percorso è animato dalle figure di Alessandro Bazan, isolate e allucinate, mute, immerse in una quotidianità indolente resa attraverso pennellate veloci e colori accesi. Andrea Di Marco è presente con opere che, attraverso una pittura densa e corposa, raffigurano elementi e contesti di una realtà sciatta e marginale, scenari abitati da oggetti del quotidiano da cui è esclusa ogni presenza umana. Le opere di Fulvio Di Piazza conducono lo spettatore in un viaggio entro una natura fantastica, dove la pennellata sapiente miscela forme e colori creando con estrema precisione improbabili miscugli, scenari onirici che portano in sé qualcosa di minaccioso. Attente alle dinamiche sociali e alle contraddizioni della società contemporanea sono le opere di forte impronta concettuale di Adalberto Abbate. I lavori fotografici di Alessandro Di Giugno coniugano la vocazione ritrattistica all’attenzione per la costruzione scenica dell’immagine; anche qui non manca l’interesse all’attualità, che si fa icona in immagini scarne, composte in un equilibrio e in una cura della resa formale di grande efficacia. Interessante il contributo di Stefano Cumia, i cui dipinti guardano al quotidiano con ironia e una certa dose di cinismo.

Il Laboratorio Saccardi propone l’ormai consolidato repertorio di immagini che sa attingere alla realtà, in particolare a quella mediatica, con toni scanzonati e una pittura “sporca”, elementare, che dialoga col fumetto e col graffito. Stefania Romano, tra la fuga nell’onirico e la mise en scene teatrale, elabora immagini fotografiche rese attraverso travestimenti e un sapiente uso della luce che, dall’oscurità degli sfondi, lascia emergere immagini con una forte carica poetica. Le opere di Fabrice De Nola si caratterizzano per la contaminazione tra cose, parole, simboli, in una pittura che dialoga con la fotografia e con le immagini computerizzate. Rappresentazione e astrazione si coniugano invece nei dipinti dei più giovani Gianluca Concialdi e Giovanni Tedesco. Nelle intenzioni esplicite del curatore, Palermo è la protagonista di questo progetto espositivo, una grande città mediterranea che qui fa sentire la “propria voce autonoma, originale, nell’ambito della ricerca artistica in generale”.

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