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Siciliani chiamati alle urne: sconfiggete l'astensionismo

Secondo un sondaggio di MTV un giovane su quattro non andrà a votare, l'85% degli under 34 non crede nel cambiamento politico. Il dato è allarmante

  • 23 febbraio 2013

Ricorre abitualmente la colorata scenetta degli italiani che si "accusano" a vicenda di non preoccuparsi per le sorti del paese, di lamentarsi costantemente della situazione senza muovere mai un dito per invertire la rotta. Eppure Paolo Borsellino diceva, non senza ragioni, che la rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello. Come dargli torto?

"I nemici della Costituzione sono l'indifferenza alla politica che è amore per la vita, e il non voto. Non ti tirare fuori, se ti tiri fuori è terribile, dai il potere alla folla che sceglie sempre Barabba". Suonano attuali come non mai le parole pronunciate da Roberto Benigni durante uno dei suoi monologhi sulla Costituzione trasmessi dalla Rai. A molti di noi, in questi anni in cui ha preso consistenza il concetto di "anti-politica", sarà capitato di interloquire con qualcuno, manifestare il proprio dissenso verso la classe politica degli ultimi decenni, dichiarare la propria intenzione di non votare e poi sentirsi dire: "Votare è importante. È un dovere civico cui non si può fuggire. Non vorrai mica lasciare agli altri la responsabilità di eleggere i governanti..".

Ma fra scandali politici, letterine e sportivi fra i candidati, integerrimi tesorieri di partito dalle tasche ingrassate, l'astensionismo è sempre lì, dietro l'angolo, a sottolineare la sfiducia del paese nei confronti degli amministratori che si sono avvicendati legislatura dopo legislatura. Ad una settimana dal voto, proseguono i dibattiti in tv, le scarne esposizioni dei programmi che salveranno il paese, le invettive di buona parte dei dei candidati preoccupati più di scagliarsi contro gli avversari piuttosto che di persuadere i potenziali elettori con agende convincenti e realizzabili, senza gettare fumo negli occhi del popolo e permettendo di assaporare le macro-dinamiche della politica solo agli addetti ai lavori, allontanando gradualmente i giovani, il futuro della società, dalle proprie responsabilità civiche.

Secondo un recente sondaggio realizzato da MTV su un campione di mille giovani, tutti d'età compresa fra i 18 ed i 34 anni, un intervistato su quattro non andrà a votare in segno di protesta e l'85% degli under 34 non crede in un reale cambiamento politico. Tutti dati sconfortanti che lasciano presagire il peggio: l'astensionismo potrebbe essere nuovamente il primo partito d'Italia.

INFORMAZIONI SUL VOTO - Senza immergersi negli meandri trascendentali della situazioni socio-politica italiana, sono poche le certezze. Una di queste è che si vota domenica 24 febbraio (dalle 8 alle 22) e lunedì 25 febbraio (dalle 7 alle 15). Sia sulla scheda per la Camera dei Deputati che sulla scheda per il Senato della Repubblica bisogna tracciare un solo segno sul simbolo della lista (il partito) prescelta. Anche nel caso di liste che formano una coalizione, il segno va posto soltanto sul contrassegno della lista che si vuole votare. Non è possibile esprimere un voto di preferenza, cioè indicare il singolo parlamentare che si vorrebbe scegliere. La lista dei candidati è infatti bloccata: i nomi dei candidati sono presentati e depositati seguendo un ordine prestabilito in numero proporzionale ai seggi ottenuti dal rispettivo partito.

Secondo la legge elettorale in vigore, il cosiddetto "Porcellum", l'attribuzione dei seggi avviene in misura proporzionale al numero dei voti validi. L’attuale complesso di norme che regola l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica ruota attorno ai seguenti parametri: a) istituzione di un premio di maggioranza per il partito (o coalizione) risultato più votato alle elezioni. Tale premio è su base nazionale (55% dei seggi) alla Camera e del 55% dei seggi regionali al Senato. Nello specifico, quindi, la gran parte delle singole regioni assegnerà i seggi per il Senato, quale premio di maggioranza, alle coalizioni che prevarranno in ciascuna di esse. La Sicilia elegge 25 senatori: chi avrà la maggioranza otterrà 14 seggi. Insomma, il tuo voto conta.

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