Una commedia degli equivoci al Biondo
La trama, un po’ datata (1732), si presenta limpida e leggera come un bicchiere d’acqua che scivola giù senza sbavature né imprevisti
Una coppia affiatata come quella di Ugo Pagliai e Paola Gassman viene messa nel sacco dalla sagacia e dai trucchi del personaggio interpretato da Mascia Musy. Accade nella commedia degli equivoci, “Il trionfo dell’amore” di Pierre De Marivaux, in scena al teatro Biondo (via Roma) di Palermo, dal 6 al 18 gennaio. La trama, un po’ datata (scritta e rappresentata per la prima volta il 17 marzo 1732), si presenta limpida e leggera come un bicchiere d’acqua che scivola giù senza sbavature né imprevisti. La storia si svolge in un’ambientazione neoclassica fatta di lunghi e drappeggiati pepli.
Il cast riesce a calarsi bene in un’atmosfera rarefatta che si condensa solo all’apparire del deus ex machina dell’intera storia, la principessa Aspasie (Mascia Musy) che ha le idee talmente chiare da arrivare a travestirsi da uomo per diventare il giovane Telemach. Il suo obiettivo è quello di avvicinare e conquistare il suo innamorato, Agis, principe al quale il padre aveva usurpato il trono. Non si contano i trucchi amorosi che la protagonista snocciola di fronte ad Ermocrate, filosofo misantropo interpretato da Ugo Pagliai per acchiapparlo nella sua rete e farsi ospitare accanto al suo innamorato Agis che è stato allevato nell’assoluto rigore e lontano dalle donne.
Anche la sorella di Ermocrate, Leontina cadrà nella rete del bel Telemach, ma alla fine i due fratelli resteranno a bocca asciutta e si scivolerà nel facile epilogo tra mantelli di porpora e le dorate corone della principessa che riesce ad impalmare il suo principe. Ad aiutarla nel suo intento ci saranno anche i servitori, Arlecchino ed il giardiniere che si schiereranno al suo fianco dopo aver sentito il vivace tintinnare del borsellino della principessa e della dama che l’accompagna, Corinna. Oltre alla magistrale bravura della coppia Gassman-Pagliai, gli ingredienti della commedia sono l’umorismo, l’erotismo e soprattutto la fantasia; quest’ultima davvero indispensabile anche per il pubblico in sala che deve ritenere credibile lo scambio uomo-donna con cui gioca la principessa Aspasie.
A dirigere la coproduzione del teatro Biondo con quella del Teatro Stabile del Veneto è Luca Fusco, mentre le scene sono firmate da Antonio Fiorentino. Risale ad alcuni anni fa, al 2001, la versione cinematografica del testo francese con Mira Sorvino e Ben Kinglsey, diretti da Clare Peploe e prodotto dal marito, Bernardo Bertolucci. Per assistere allo spettacolo, è necessario prenotare: informazioni su orari, e costo dei biglietti, direttamente al botteghino del Biondo allo 091.7434341.
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