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Villino Basile al Papireto: gioiello Liberty dimenticato e occupato abusivamente

Il villino costruito da Ernesto Basile nella zona del Papireto a Palermo era un Sanatorio antitubercolare: circondato da un giardino ha ospitato il Centro Amazzone per anni

Balarm
La redazione
  • 18 agosto 2017

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L'ex edificio sanatoriale di Basile al Papireto

L'edificio fu costruito dall'architetto, papà dello stile Liberty, Ernesto Basile nel 1911. Si trova in corso Alberto Amedeo vicino al Comando regionale dei Carabinieri.

La villetta era stata concepita come pubblica ed è ancora pubblica: nata come un Sanatorio antitubercolare circondata da un lussureggiante giardino immerso nel centro di Palermo, era un importante presidio dell'Asl.

Per anni ha poi ospitato il Centro Amazzone, struttura che grazie al lavoro volontario coniuga arte e salute, rivolgendo le sue attività alle donne che hanno - o hanno avuto - il cancro al seno.

Il Centro diretto da Lina Prosa e Anna Barbera si è recentemente spostato dietro il Teatro Massimo, dopo che il villino di Basile è stato giudicato inagibile e in parte pericolante.

Svuotato e abbandonato al suo destino: nonostante la villetta sia vincolata per la sua importanza storica da diversi mesi è occupata abusivamente da alcuni senzatetto che hanno anche fatto dei lavori all'interno, trasformandola in tre appartamenti con altrettanti ingressi indipendenti.



Infatti l'ente proprietario dell'edificio liberty, l'azienda Arnas Civico, non può procedere con la manutenzione proprio a causa degli abusivi che non intendono lasciare quelle stanze.

Il "Dispensario per tubercolosi al Papireto", progettato e realizzato dall'architetto Ernesto Basile, è di fatto un monumento sopravvissuto a bombardamenti, terremoti e perfino al sacco di Palermo: «un piccolo gioiello che andrebbe tutelato allo stesso modo in cui a Barcellona si tutelano gli edifici di Gaudì».

Sui social non mancano commenti come questo, osservazioni da partedi studiosi ed estimatori di Basile - come Danilo Maniscalco - che già da tempo portano avanti la tesi di un fruttuoso e allettante "itinerario Liberty" che partirebbe da villino Ida Basile (sede della Soprindendenza in via Siracusa) e finirebbe nel vuoto di villa Deliella, demolita durante il Sacco.

«Ogni manifestazione di abuso rappresenta una violenza semantica e fattiva dello status quo - scrive l'architetto Danilo Maniscalco - Quando avviene in direzione di un edificio è una grave manifestazione di sfregio del vivere comune e pacifico e resta da condannare fermamente. Quando l'abuso poi avviene nei riguardi di un edificio monumentale tale atto di occupazione abusiva possiede l'aggravante del danno in sfregio all'articolo 9 della Costituzione italiana».
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