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Mare cristallino, spiagge (e non solo): a Lampedusa c'è anche un angolo di paradiso "verde"

Sull’isola c’è un altro angolo di paradiso, un piccolo orto botanico in piena regola, che ormai da decenni, si amplia grazie alla dedizione e alla passione di Giovanni Di Maggio

Balarm
La redazione
  • 4 luglio 2021

Uno scorcio del "Giardino di Giò" a Lampedusa

Se siete amanti della bellezza, quella che si costruisce giorno dopo giorno, seguendo i dettami della natura, allora l’isola di Lampedusa è la vostra meta.

Oltre allo splendido mare, alle diverse spiagge e calette da visitare, sull’isola c’è un altro angolo di paradiso a tutti gli effetti che, ormai da decenni, si amplia grazie alla dedizione e alla passione di Giovanni Di Maggio, nato e cresciuto sull’isola più a sud dello Stivale, che ha dato vita al “Giardino di Giò”.

La natura nella natura potremmo dire dove specie anche non autoctone trovano posto e, soprattutto, riescono a sopravvivere e crescere, offrendo foglie verdissime e fiori coloratissimi, come la Yucca rostrata, la Gymnocalycium mihanovichii, il Tricocereus spachianus o Ferocactus hamatacanthus.

Giovanni Di Maggio condivide con i turisti o i semplici curiosi il suo giardino - che di certo non passa inosservato a chi giunge a Lampedusa - organizzando delle visite guidate.



La cura e l’attenzione con cui, negli anni, Giovanni ha organizzato, è il caso di dire, questo giardino speciale sono talmente peculiari tanto da essere stati ripresi dalle tv nazionali di divulgazione turistica e naturalistica, tra i quale il programma Rai Linea Blu.

Il Giardino di Giò si trova in contrada Salina, proprio sopra il porto di Lampedusa, e da semplice giardino prospiciente la casa, come ve ne sono tanti sull’isola, è diventato un piccolo orto botanico in piena regola che ospita specie provenienti da ogni angolo del mondo.

Giovanni Di Maggio, in fondo, nutre da sempre questo spazio: da piccolo se ne prendeva cura la madre, e da adulto ha aggiunto quel tocco di internazionalità che testimonia, ancora una volta, come le isole del Mediterraneo siano luogo prediletto anche per le specie non autoctone.

Vi si trovano, infatti, Agavi e Cactus originari delle Americhe o specie di Aloe e Euforbie provenienti dall’Africa, tra le altre, e in diverse occasione Giovanni, che è anche botanico, ha assistito ai cambiamenti di crescita delle piante stesse, in funzione dell’adattamento al clima siciliano.

Tra gli esemplari più belli, e di cui Giovanni è molto orgoglioso, che hanno messo in pratica questa forma di sopravvivenza, vi è l’albero del Fuoco, originario dell’isola del Madagascar.

Normalmente nella sua sede naturale presenta una vegetazione costante tutto l’anno, a Lampedusa, invece, d’inverno perde le foglie, richiamando in pratica tutte le energie vitali, e riprende la vegetazione nei mesi primaverili, per poi risplendere in estate.

Come dicevamo all’inizio, la ricerca della bellezza per Giovanni Di Maggio non è di certo secondaria nella scelta degli esemplari da introdurre nel suo giardino.

Soprattutto le piante grasse, le agavi in particolare, vengono scelte in base alla forma e alla loro capacità di creare geometrie, pensate e provate dallo stesso Giovanni che lavora ogni giorno circa dieci ore nel suo angolo di paradiso.

Il risultato è un raro esempio di integrazione tra specie vegetali e bellezza creata dalla mano dell’uomo.

Tra le miglia di piante una è nel cuore di questo “giardiniere di dio” e cioè un baobab, ancora piccolo ma che crescerà.

Il fine di tutto questo paziente e impegnativo lavoro è generare meraviglia negli occhi di chi varcherà la soglia dell’ormai famoso Giardino di Giò.

E se siete già incuriositi è possibile ammirare da lontano parti di questo speciale giardino attraverso le pagine dei canali social Facebook e Instagram, nei quali Giovanni posta con regolarità i regali che Madre Natura offre alla sue preziose cure.
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