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Monumenti abbandonati di Palermo: la chiesa della Madonna del Buonpensiero

Narra la storia che tre sacerdoti molto pii passeggiassero sulle sponde del fiume Oreto, in contrada Ponte Rotto, rinvenendo la statua di una Madonna. Era il 1662

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 2 novembre 2018

I resti della chiesa della Madonna del Buonpensiero

Eccola, la chiesa della Madonna del Buonpensiero, o meglio i ruderi. In una "vanedda" (vicolo), all’inizio della via Buonpensiero (come mi ha indicato un anziano e gentile signore con il capo coperto dalla tipica coppola).

Sembrava un baglio: un canuzzo abbandonato e il territorio dominio dei gatti e divenuto ormai parcheggio di vetture.

Le fontanelle storiche della zona sono sparite. In compenso, le torri d’acqua si elevano ancora sul paesaggio.

La chiesa è nascosta, ma c’è ancora, fra la via Ughetti ed uno dei muri di cinta del cimitero di Sant'Orsola, proprio quasi alla fine dell’omonima via: la via Buonpensiero.

Narra la storia che tre sacerdoti molto pii passeggiassero sulle sponde del fiume Oreto, in contrada Ponte Rotto, rinvenendo la statua di una Madonna.

Questo ritrovamento suscitò immediatamente la devozione di tutti e gli si attribuirono diversi miracoli, compreso quello di una grazia, nel 1662, per la moglie di don Giuseppe Giacon che era il veditore generale (una sorta di ispettore) del Regno di Sicilia.

Egli prese quindi la decisione di costruire una chiesa per questa statua così prodigiosa ed il 19 marzo dell’anno seguente ne cominciò la fabbricazione, portata a termine soltanto in due mesi.

Il miracoloso simulacro ebbe così la sua nuova dimora, con solenni celebrazioni. Nel tempo si è perso il culto, la devozione e non si ha neanche più alcuna traccia della statua della Madonna.

Rimane pressoché sconosciuta, anche ai due ragazzini che mi hanno chiesto chi fossi e cosa cercassi. Ho risposto che ero una che ama le cose antiche ed ho domandato se piacessero anche a loro.

Al loro diniego, ho raccontato la storia ed il nome della chiesa. Mi hanno ascoltato con molta sorpresa ed interesse, promettendomi che ne avrebbero parlato con i loro insegnanti.

Forse adesso è un pò meno sconosciuta, ma è ancora lì, testimonianza forte e vera di fede popolare.

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