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Nei bar, nelle spiagge e nei negozi: grazie a un'idea la Sicilia si riempie di libri (gratis)

L'iniziativa prende spunto dal "book sharing" cioè l'abitudine di lasciare libri in giro per le città in modo che chiunque possa prenderli: ma in Sicilia accade qualcosa di diverso

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 5 agosto 2019

"Lascia un libro prendi un libro" è un progetto etico e culturale lanciato due anni fa dal belpassese Giuseppe Rapisarda, un'iniziativa totalmente gratuita che si arricchisce grazie a tanti volontari e a coloro che giornalmente usufruiscono della biblioteca diffusa sul territorio. L'iniziativa prende spunto dal book sharing che Giuseppe ha conosciuto in giro per il mondo grazie ai suoi viaggi e così ha pensato di importarla all'interno della sua comunità.

E l'idea si è allargata a macchia d'olio anche in altri comuni come Noto, Paternò, Catania e tanti altri. In molti bar un'altra piccola iniziativa si affianca alla già virtuosa messa in campo da Rapisarda, quella di offrire un caffè a chi legge o anche uno sconto su un servizio offerto dall'esercente dove è possibile scambiare dei libri.

«All'interno degli esercizi commerciali ho allestito delle biblioteche - racconta Rapisarda - dove chiunque può prendere e portare dei libri, mi piace l'idea che al posto delle slot machine ci siano dei libri e che si promuova la cultura. Chiunque può partecipare e portare dei libri tranne i libri scolastici».

E così in due anni sono tanti i punti di "smistamento" libri, circa cento per un totale di 3mila libri messi in circolo tra bar, panifici, agenzie di viaggio, parruccherie e anche ferramenta.

«L'iniziativa che propongo va oltre il book sharing classico - aggiunge Rapisarda - perché mettendoli dentro dei negozi sono al riparo dalle intemperie e dai vandali. Adesso insieme ad alcuni bar più sensibili abbiamo lanciato la campagna per dire: sì ai libri e no alle slot machine. Abbiamo anche messo dei punti di raccolta nelle Isole Ecologiche di alcuni comuni per recuperare i libri che altrimenti sarebbero destinati al macero».

Per chi volesse supportare l'iniziativa può contattare la pagina facebook.

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