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Non si piange per la plastica versata, siamo sul Titanic: o ballate o date una mano reale

Sono finiti i tempi delle invettive sui social e non servono più passeggeri pronti solo a mettere un like corredato di lacrimuccia sull’immagine di un capodoglio spiaggiato

Massimo Boscarino
Ospite
  • 3 aprile 2019

Il capodoglio spiaggiato a Mursia: aveva ingerito una quantità di plastica pari quasi a 30kg

Chi scrive è un passeggero del Titanic, scrittore, giullare e sognatore che con ogni mezzo lecito cerca di avvisare i naviganti dell’imminente naufragio della nostra nave.

Mi scuso con i tanti passeggeri intenti spensieratamente a ballare e a cantare se con questo messaggio posso urtare la vostra allegria: continuate pure, il mio messaggio non è rivolto a voi.

Sono finiti i tempi delle invettive sui social, non servono più passeggeri superficialmente indignati, pronti come automi a mettere un like corredato di lacrimuccia sull’immagine di un capodoglio spiaggiato con le viscere piene di plastica, o su un’isola di plastica galleggiante, o sui voli cancellati nelle megalopoli cinesi a causa dello smog, o su alcune spiagge siciliane invase dagli scarti del nostro scellerato consumismo.

Gli indignati non bastano più, non servono pistoleri dal dito facile che grazie a un click credono di avere la coscienza a posto.

O tornate a cantare e a ballare aspettando la fine meritata e non rompete più le balle con questo falso buonismo o, viceversa, attivatevi in prima persona a diventare paladini di Madre Terra.

Basta poco per fare la nostra parte, incominciamo dal nostro condominio, dal nostro quartiere, da ogni angolo della nostra città, paese, borgata o campagna che sia.

Iniziamo con la pulizia del nostro spazio comune, se necessario anche con quello del vicino, in modo che questi si vergogni della propria triste esistenza; questione di tempo e si attiverà anche lui.

Dove l’immondizia è tanta, organizziamo comitati di bonifica, se il nostro Comune non ci aiuterà, documentiamo in modo da far vergognare i nostri amministratori, ci saranno sempre testate giornalistiche libere come questa che state leggendo pronte a divulgare il nostro impegno.

Oltre a occuparci di “munnizza” dobbiamo acquisire la consapevolezza di essere parte integrante e responsabile di madre terra e quindi di doverle rispetto in ogni sua forma.

Abbiamo bisogno di respirare tutti insieme il divino universale che ci lega indissolubilmente senza barriere. Riannusiamo quell’odore primordiale che ha dato inizio all’esistenza dell’uomo sulla terra.

Ascoltiamo quelle frequenze e vibrazioni che ci portano indietro nel tempo fino al momento del nostro concepimento universale.

Solo dopo aver capito e sperimentato tutto ciò potremo andare avanti verso una nuova civiltà nella quale, applicando alcune innovazioni eco sostenibili, possiamo sentirci uomini degni di questo nome.

Se smetteremo di essere un tumore per la terra, essa ci accoglierà benevolmente e ci farà divenire parte di sé per poter danzare insieme con lei nell’universo. Namastè!

Massimo Boscarino é nato a Comiso nel 1966, vive a Ragusa. Operatore olistico e scrittore emergente è autore di due opere: “La mia e la tua guarigione” (dissensi Edizioni, maggio 2016) e "La fine o l'inizio Esseno" (Edizioni Creativa, novembre 2016).

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