Palermo insicura, coro di no contro la stretta sugli orari: dal Governo altre 60 telecamere
Dai consiglieri alle associazioni di categoria, tutti contro l'ipotesi di chiusura anticipata dei locali. Il ministro Piantedosi annuncia più videosorveglianza
Via La Lumia dopo la sparatoria nella notte tra il 24 e il 25 maggio (foto di Marcello Longo)
La violenza e la paura sono tornate a prendersi il centro di Palermo, trasformando via Isidoro La Lumia (già classificata come zona rossa) nel teatro dell'ennesima follia: una rissa degenerata in una sparatoria e culminata con il ferimento di una ragazza di 21 anni. Davanti a un'escalation che rischia di andare fuori controllo, la reazione delle Istituzioni non è tardata ad arrivare. Dopo il vertice del 26 maggio del Comitato per l'ordine e la sicurezza, guidato dal Prefetto di Palermo, Massimo Mariani, si pensa alla linea dura: da una stretta sugli orari di apertura dei locali all’implementazione di sistemi di videosorveglianza.
Nelle scorse ore, inoltre, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al question time alla Camera, è intervenuto proprio sul tema “sicurezza a Palermo”, dichiarando che: «Dopo il vertice in Prefettura, è stata condivisa l’opportunità di procedere ad una più efficace regolamentazione degli orari di apertura dei pubblici esercizi e si è convenuto di rafforzare ulteriormente i sistemi di videosorveglianza, con l’installazione di ulteriori 60 telecamere nell’area urbana. Sempre in relazione alle attività di controllo del territorio, nel capoluogo siciliano sono svolte periodicamente operazioni interforze e sono state prorogate fino al 23 ottobre le aree del centro città sottoposte a vigilanza rafforzata».
Indicazioni, quelle emerse dal Comitato per l’ordine e la Sicurezza, che, però, hanno diviso il Consiglio Comunale: da chi sostiene che si tratti di interventi che danneggerebbero i commercianti a chi, invece, richiede le dimissioni dell’assessore comunale alle Attività Produttive, Giuliano Forzinetti.
Ma andiamo per gradi.
Come si apprende da una nota della Prefettura di Palermo, dopo l'ultima sparatoria in via La Lumia, il caso della sicurezza in città è stato oggetto di una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal Prefetto di Palermo Massimo Mariani, alla quale hanno partecipato, oltre ai vertici provinciali delle forze di polizia, l’assessore comunale Dario Falzone e il comandante della polizia municipale. «All’esito dell’analisi è stata condivisa l’opportunità di procedere ad una più efficace regolamentazione degli orari di apertura dei pubblici esercizi – prosegue la nota -. È stata, altresì, convenuta l’ulteriore implementazione di sistemi di videosorveglianza nell’area urbana in argomento, in stretto coordinamento con le indicazioni tecniche che saranno fornite dalle Forze di Polizia»
Immediate le prese di posizione. I consiglieri comunali di Controcorrente, Giulia Argiroffi e Ugo Forello, esprimono forte preoccupazione e pieno sostegno ai titolari di locali, pub e attività della movida cittadina, oggi in agitazione dopo quanto emerso nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”, che avrebbe affrontato il tema di una possibile stretta sugli orari di apertura dei locali come misura di contrasto alla cosiddetta “malamovida”.
«Riteniamo profondamente sbagliato — dichiarano Argiroffi e Forello — scaricare ancora una volta sui commercianti, sugli imprenditori e sui lavoratori del settore della ristorazione e dell’intrattenimento il peso dell’incapacità di gestire il fenomeno della malamovida. Anticipare gli orari di chiusura dei locali significa colpire attività che operano legalmente, pagano le tasse, garantiscono occupazione e contribuiscono alla vitalità economica e sociale della città. Non si combattono degrado, violenza o abuso di alcol con provvedimenti improvvisati e punitivi. La malamovida si contrasta con presidi seri, continui e coordinati delle forze dell’ordine, con controlli costanti nelle aree più sensibili, con una presenza concreta dello Stato nelle ore serali e notturne e con un dialogo reale con gli operatori del settore».
Argiroffi e Forello annunciano, inoltre, che porteranno la questione nelle sedi istituzionali competenti «per difendere i diritti degli esercenti e impedire misure che rischiano di desertificare ulteriormente il tessuto economico e sociale della città, senza risolvere realmente il problema della sicurezza».
Dura la linea dei consiglieri Concetta Amella, Giuseppe Miceli e Antonino Randazzo: «Pensare di risolvere il problema restringendo gli orari dei locali significa accanirsi contro chi lavora onestamente, crea occupazione e tiene viva l’economia cittadina, senza affrontare le vere cause del degrado e della violenza. Servono controlli, presidio del territorio, prevenzione e una strategia seria sulla sicurezza urbana. Per queste ragioni riteniamo che l’assessore Giuliano Forzinetti debba prendere atto del fallimento della propria azione amministrativa e rassegnare le dimissioni».
Per la Sesta Commissione consiliare Attività produttive del Comune di Palermo, per voce di Leonardo Canto, Dario Chinnici, Teresa Leto, Fabio Teresi e Ottavio Zacco: «Pur comprendendo pienamente la necessità di rafforzare le misure di controllo del territorio e di tutela della sicurezza pubblica, riteniamo inaccettabile che il peso di tali criticità venga scaricato sulle attività economiche, sui lavoratori e sugli imprenditori che ogni giorno operano nel rispetto delle regole, garantendo occupazione, presidio sociale e vivibilità urbana. Tale scelta provocherebbe necessariamente licenziamenti».
Per tali ragioni, la VI Commissione ha chiesto un incontro immediato con il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, al fine di avviare un confronto che coinvolga le istituzioni cittadine, le associazioni di categoria, gli operatori economici e le forze dell’ordine.
Nelle scorse ore, inoltre, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al question time alla Camera, è intervenuto proprio sul tema “sicurezza a Palermo”, dichiarando che: «Dopo il vertice in Prefettura, è stata condivisa l’opportunità di procedere ad una più efficace regolamentazione degli orari di apertura dei pubblici esercizi e si è convenuto di rafforzare ulteriormente i sistemi di videosorveglianza, con l’installazione di ulteriori 60 telecamere nell’area urbana. Sempre in relazione alle attività di controllo del territorio, nel capoluogo siciliano sono svolte periodicamente operazioni interforze e sono state prorogate fino al 23 ottobre le aree del centro città sottoposte a vigilanza rafforzata».
Indicazioni, quelle emerse dal Comitato per l’ordine e la Sicurezza, che, però, hanno diviso il Consiglio Comunale: da chi sostiene che si tratti di interventi che danneggerebbero i commercianti a chi, invece, richiede le dimissioni dell’assessore comunale alle Attività Produttive, Giuliano Forzinetti.
Ma andiamo per gradi.
Come si apprende da una nota della Prefettura di Palermo, dopo l'ultima sparatoria in via La Lumia, il caso della sicurezza in città è stato oggetto di una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal Prefetto di Palermo Massimo Mariani, alla quale hanno partecipato, oltre ai vertici provinciali delle forze di polizia, l’assessore comunale Dario Falzone e il comandante della polizia municipale. «All’esito dell’analisi è stata condivisa l’opportunità di procedere ad una più efficace regolamentazione degli orari di apertura dei pubblici esercizi – prosegue la nota -. È stata, altresì, convenuta l’ulteriore implementazione di sistemi di videosorveglianza nell’area urbana in argomento, in stretto coordinamento con le indicazioni tecniche che saranno fornite dalle Forze di Polizia»
Immediate le prese di posizione. I consiglieri comunali di Controcorrente, Giulia Argiroffi e Ugo Forello, esprimono forte preoccupazione e pieno sostegno ai titolari di locali, pub e attività della movida cittadina, oggi in agitazione dopo quanto emerso nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”, che avrebbe affrontato il tema di una possibile stretta sugli orari di apertura dei locali come misura di contrasto alla cosiddetta “malamovida”.
«Riteniamo profondamente sbagliato — dichiarano Argiroffi e Forello — scaricare ancora una volta sui commercianti, sugli imprenditori e sui lavoratori del settore della ristorazione e dell’intrattenimento il peso dell’incapacità di gestire il fenomeno della malamovida. Anticipare gli orari di chiusura dei locali significa colpire attività che operano legalmente, pagano le tasse, garantiscono occupazione e contribuiscono alla vitalità economica e sociale della città. Non si combattono degrado, violenza o abuso di alcol con provvedimenti improvvisati e punitivi. La malamovida si contrasta con presidi seri, continui e coordinati delle forze dell’ordine, con controlli costanti nelle aree più sensibili, con una presenza concreta dello Stato nelle ore serali e notturne e con un dialogo reale con gli operatori del settore».
Argiroffi e Forello annunciano, inoltre, che porteranno la questione nelle sedi istituzionali competenti «per difendere i diritti degli esercenti e impedire misure che rischiano di desertificare ulteriormente il tessuto economico e sociale della città, senza risolvere realmente il problema della sicurezza».
Dura la linea dei consiglieri Concetta Amella, Giuseppe Miceli e Antonino Randazzo: «Pensare di risolvere il problema restringendo gli orari dei locali significa accanirsi contro chi lavora onestamente, crea occupazione e tiene viva l’economia cittadina, senza affrontare le vere cause del degrado e della violenza. Servono controlli, presidio del territorio, prevenzione e una strategia seria sulla sicurezza urbana. Per queste ragioni riteniamo che l’assessore Giuliano Forzinetti debba prendere atto del fallimento della propria azione amministrativa e rassegnare le dimissioni».
Per la Sesta Commissione consiliare Attività produttive del Comune di Palermo, per voce di Leonardo Canto, Dario Chinnici, Teresa Leto, Fabio Teresi e Ottavio Zacco: «Pur comprendendo pienamente la necessità di rafforzare le misure di controllo del territorio e di tutela della sicurezza pubblica, riteniamo inaccettabile che il peso di tali criticità venga scaricato sulle attività economiche, sui lavoratori e sugli imprenditori che ogni giorno operano nel rispetto delle regole, garantendo occupazione, presidio sociale e vivibilità urbana. Tale scelta provocherebbe necessariamente licenziamenti».
Per tali ragioni, la VI Commissione ha chiesto un incontro immediato con il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, al fine di avviare un confronto che coinvolga le istituzioni cittadine, le associazioni di categoria, gli operatori economici e le forze dell’ordine.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




