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Palermo tra digiuno e spiritualità: Ramadan e Quaresima iniziano lo stesso giorno

Periodi di digiuno e riflessione che nel 2026 iniziano il 18 febbraio. In città sono entrambi momenti scanditi da riti, tra preghiera, fede e momenti di condivisione

Balarm
La redazione
  • 19 febbraio 2026

Sono due periodi di digiuno e riflessione, due periodi di profonda spiritualità molto importanti per crisitani e musulmani e quest'anno iniziano insieme. Stiamo parlando della Quaresima e del Ramadan che nel 2026 prendono il via il 18 febbraio. In Sicilia e a Palermo sono entrambi momenti molto importanti e sentiti dalla popolazione che conta una comunità di ben 20mila musulmani.

La Quaresima a Palermo è un periodo intenso che fonde profonda devozione religiosa, antiche tradizioni popolari e rigorose usanze culinarie, preparando la città alla Settimana Santa. È caratterizzata da un clima di raccoglimento, preghiera e penitenza, ma anche da riti spettacolari che si tramandano da secoli.

Per quanto riguarda i riti religiosi e la devozione, i 40 giorni iniziano con il Mercoledì delle Ceneri. I fedeli partecipano alle messe e, il venerdì, sono invitati all'astensione dalle carni. Particolarmente sentito è il pellegrinaggio (acchianata) verso il santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino, effettuato anche a piedi scalzi come atto di sacrificio. Una delle tradizioni più suggestive è la "Calata della Tela" nella Chiesa di San Domenico. Una grande tela, alta oltre 30 metri, copre l'abside durante la Quaresima e viene fatta scendere la notte di Pasqua per svelare il Cristo risorto, simboleggiando la preparazione e l'attesa.

Ma non è tutto. Una volta, a metà del periodo quaresimale, si svolgeva "a sirrata di la vecchia" (la chiusura della vecchia), una sorta di processione grottesca in cui veniva giustiziata una vecchia che personificava la quaresima, spesso con riti teatrali che Pitrè ha descritto come simili a un carnevale.

La tradizione culinaria palermitana in questo periodo si concentra, ovviamente sulla sobrietà, privilegiando il pesce, in particolare il baccalà, e i legumi. Un piatto tipico che segna la fine del periodo è la pasta con le sarde. Durante questi quaranta giorni, a Palermo si consumano i "Quaresimali", dolci tradizionali preparati con pasta di mandorle, a volte a forma di lettere, a simboleggiare la penitenza che si fa più dolce avvicinandosi alla Pasqua.

Il culmine della Quaresima è la Settimana Santa, con processioni di confraternite, come quelle del Venerdì Santo, che rievocano la passione e morte di Cristo, pregne di folklore e spiritualità. YouTube YouTube +10 In sintesi, la Quaresima palermitale è un connubio tra la spiritualità della Chiesa e la cultura popolare siciliana, vissuta sia nelle chiese barocche che nelle case, mantenendo vivi riti secolari.

Anche il Ramadan a Palermo è vissuto come un momento di forte coesione sociale e spirituale, integrandosi nel tessuto multiculturale della città. La comunità musulmana, composta si riunisce per l'Iftar (rottura del digiuno) in moschee come la Moschea di Palermo, Al Falah o Al-Hedaea. È un periodo caratterizzato da preghiera, solidarietà, condivisione di piatti tipici (couscous, datteri) e grandi celebrazioni finali, spesso svolte presso il Foro Italico.

La rottura del digiuno al tramonto è un momento comunitario fondamentale, vissuto spesso in moschea o nelle case, promuovendo valori di fratellanza e comunanza. Iniziative di condivisione del cibo sono comuni, inclusa la collaborazione tra comunità senegalesi e altre comunità per supportare chi ne ha bisogno durante il mese.

Si preparano cibi tradizionali, come il kosksi bel 3osban (couscous tunisino con agnello) e i dolci maqroud. La grande Moschea di Palermo e altri luoghi di culto nel centro storico e in zone come la Noce sono centrali per le preghiere serali. La festa di fine Ramadan, l'Eid al-Fitr, vede la comunità riunirsi in luoghi simbolici come il Foro Italico per la preghiera collettiva.

Un momento di condivisione, di pace e armonia interiore, ma anche di altruismo: il Ramadan non è una competizione in cui vince chi resiste più a lungo senza mangiare, ma un percorso annuale di crescita autonoma e comprensione spirituale.
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