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Pazienti pediatrici e vela d'altura: il progetto che "cura" tra le onde del Mediterraneo

Il progetto "Navigare in un mare di salute" da Palermo verrà esteso a livello nazionale grazie agli ottimi risultati ottenuti in termini di benefici sulla salute dei piccoli e non solo

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 3 ottobre 2020

Il progetto "Navigare in un mare di salute" a sostegno dei pazienti pediatrici

Salute, Natura e Arte sono i tre capisaldi su cui si fonda il progetto "Navigare in un mare di salute" che coinvolge l'Ospedale pediatrico "Di Cristina" di Palermo, attarverso alcuni medici, e la Lega Navale Italiana Palermo Centro.

Avviato già negli anni precedenti grazie al sostegno dell'Associazione Remare Onlus, quest'anno si è in qualche modo esteso, in considerazione dei risvolti positivi registrati non soltanto sui piccoli malati cronici ma, in generale, di ricaduta sulle famiglie in toto.

«Il progetto esiste già da qualche anno - ci ha detto Maria Cristina Maggio, medico pediatra responsabile del progetto - e presto, Covid permettendo, verrà esteso a livello nazionale, oltre alla Calabria, in Toscana, Liguria e Lombardia. Offre la possibilità ai bambini affetti da sindromi autoinfiammmatorie e malattie reumatologiche di praticare la vela d'altura, ovvero l'esperienza della vela non in solitario ma in gruppo.



È doveroso precisare che tra le sindromi autoinfiammatorie c'è, ad esempio, la Febbre Mediterranea Familiare, ed è per questo che abbiamo pensato alla vela come attività da proporre ai bambini che costantemente monitoriamo, per far si che la parola "Mediterraneo" non evochi solo una malattia ma anche una possibilità di svago, in gruppo, e perché no, anche di cura e benessere.

Il Mediterraneo è un mare che può aiutare nella cura, unitamente all'attività sportiva e all'aria aperta; abbiamo riscontrato che i bambini stanno meglio uscendo in barca, in più l'esperienza dell'equipaggio insegna loro, giocando, che l'azione del singolo, nel bene e nel male, ricade sul gruppo e che l'obiettivo che si ricerca è positivo, ovvero quello di stare meglio».

E quando gli occhi dei bambini luccicano di gioia si vorrebbe estendere questa luce anche a tutti gli altri, anche a quelli che non sono affetti, fortunatamente, da nessuna malattia ma che, di riflesso, vivono il disagio delle sofferenze dei fratellini malati: «Sono anche loro bambini che vanno guardati con occhi speciali - ci ha sottolineato la dottoressa Maggio - ed è per questo che li abbiamo coinvolti. Questo progetto, abbiamo riscontrato, fa bene a tutta la famiglia».

La novità di quest'anno, che ha aperto nuovi orizzonti agli operatori, è stato quello di coinvolgere, via via, altri piccoli pazienti.

«Insieme alla dottoressa Mirella Collura dell'Unità operativa di Fibrosi Cistica dell'Ospedale dei Bambini - abbiamo coinvolto anche i piccoli pazienti affetti da Fibrosi Cistica. Quest'anno difficile non ha permesso le normali uscite in barca ma abbiamo visto che il loro pensiero era costantemente rivolto a questa attività che regala una parentesi di spensieratezza. E allora, in attesa di tempo migliori che riconsegnio un po' di normalità nelle vite di tutti, ho pensato di coivolgere questo reparto facendo realizzare ai piccoli pazienti i premi per l'ultima regata Palermo Ustica. Loro stessi, qualche giorno fa, hanno consegnato i loro manufatti, tra disegni e oggetti venuti fuori dalla loro creatività, nelle mani dei vincitori della regata e, uno speciale, anche a Patrizia Li Vigni, soprintendente del Mare, in onore alla memoria del marito Sebastiano Tusa, promotore di cultura e di amore verso la Natura.

I punti di approdo in questo progetto - ha concluso la dottoressa Maggio - sono comuni: in primis la salute di questi bambini e poi il rispetto per la natura e, non ultimo, lo sviluppo della creatività e quindi la scoperta dell'arte. Questa iniziativa ha portato il sorriso sul volto di molti bambini che, oltre a stare meglio, hanno sperimentato una dimensione di vita quotidiana fatta di attività condivisa e di scoperta continua».
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