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Piccoli caseari crescono, al lavoro con la "Missione Speranza e Carità" di Palermo

Dieci stagisti, ospiti della comunità di Biagio Conte, hanno partecipato a un corso di formazione per imparare l'antica arte della produzione dei diversi tipi di formaggi

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 22 gennaio 2020

Biagio Conte

Un'attività artigianale di grande importanza nel campo della lavorazione alimentare. Un'attività umana dalle antiche origini che oggi rivive grazie all'iniziativa della Missione Speranza e Carità a Palermo.

Parliamo della produzione di formaggi - la caseificazione - un'attività basata su un processo di coagulazione del latte, attraverso la quale si produce il formaggio nelle sue diverse tipologie.

Nei mesi scorsi si è tenuto a Palermo un corso di caseificazione al quale hanno partecipato circa dieci stagisti, ospiti della comunità o che fruiscono di qualche sostegno: palermitani, senegalesi e provenienti da altre nazioni. A tutti è stato assegnato un attestato di partecipazione al corso.

La caseificazione ha germinato numerosissimi tipi di prodotti caseari a seconda della località di produzione. Quelli più storici e caratteristici della provincia palermitana sono senz'altro il primosale, la ricotta ed il caciocavallo stagionato.



Ma ormai da qualche decina di anni, con la nascita di alcuni caseifici industriali in città e provincia, vengono realizzati molti altri prodotti caseari, come ad esempio le mozzarelle. Durante lo svolgimento del corso è stato lavorato un quantitativo di latte di oltre seicento litri, ottenendo all'incirca settanta chilogrammi di primosale; nonché ottanta chilogrammi di ricotta destinati alla mensa della "Cittadella del Povero e della Speranza".

Ma naturalmente un corso di formazione non deve rimanere fine a se stesso; piuttosto deve essere la base di partenza di un percorso di lavoro.

E così, al fine della maturazione di un'esperienza lavorativa di due settimane presso un'azienda zootecnica che dispone di un caseificio, uno dei partecipanti verrà a breve selezionato da un pool di esperti appartenenti agli Atenei di Palermo e di Messina, ma anche alla Coldiretti, all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale Sicilia ed al Distretto Rotary 2110 Sicilia e Malta.

Per meglio comprendere il valore della presenza del Rotary in questo progetto, non si può far altro che riportare le parole di presentazione del suo governatore, Valerio Cimino. «Il Rotary è un'organizzazione di servizio composta da uomini e donne, presente nel mondo con oltre 1.200.000 associati, che opera a favore delle comunità nel nostro Distretto Sicilia e Malta.

Siamo circa 4.000 presenti su tutto il territorio con 93 Club ed in particolare siamo impegnati a favore degli ultimi. Vogliamo contribuire ad abbattere il muro dell'indifferenza che spesso non ci fa riconoscere coloro che hanno bisogno e che camminano accanto a noi. Questa Commissione distrettuale del Rotary sulla caseificazione cammina in questo contesto».

Anche Santo Caracappa, coordinatore dell'Ospedale Universitario didattico dell'Università di Messina, spiega la rilevanza delle adesioni degli esperti al programma.

«L'impegno delle istituzioni ed in particolare delle Università, degli Enti di ricerca e delle Associazioni di categoria, ad esempio della Coldiretti, è l'apertura al territorio e verso il mondo lavorativo, cercando di formare dei professionisti in grado di inserirsi in attività trainanti di realtà produttive presenti nella nostra regione; in particolare nel settore dell'agricoltura e del lattiero-caseario​​».

L'intervento di Riccardo Rossi, portavoce della Missione Speranza e Carità, definisce ed avvalora l'importanza di quanto attuato nella prospettiva di un futuro lavorativo per i più bisognosi.

«Questo di oggi è un primo passo per generare speranza negli ultimi, poiché occorre generare ponti fra il mondo imprenditoriale e chi è in cerca di lavoro. Fratel Biagio tiene da sempre a sottolineare che una società giusta non deve lasciare nessuno indietro. Nelle prime comunità cristiane tutte le risorse erano in comune e tutti si aiutavano. Chi era più ricco aiutava chi era più in difficoltà. Dobbiamo costruire una società più solidale, che si ispiri all'essenza del Vangelo».

«Un'ottima iniziativa della Missione Speranza e Carità che può essere un perfetto spunto per creare delle opportunità lavorative ai più disagiati. Ma anche un esempio da seguire per sviluppare sempre e comunque nuovi percorsi di impiego per tutti. Affinché i corsi di formazione, nelle loro varie sfaccettature, divengano un vero e proprio trampolino di lancio per il futuro di ogni stagista​​».

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