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Pinete, querceti e il "sentiero dei due mari": le meraviglie (in Sicilia) del Colle San Rizzo

Qui c'erano anche delle neviere di notevole ampiezza scavate a forma circolare con delle scale che portavano anche a quattro metri di profondità

  • 4 dicembre 2023

Il colle san rizzo in Sicilia

Messina pur essendo una grande città di 220.000 abitanti presenta il grande pregio di essere ampiamente compenetrata negli ambientI naturali. Messina si sviluppa fra le montagne immediatamente alle sue spalle e il mare su cui si specchia.

Fra questi due elementi naturali quello acquatico è di gran lunga più celebrato e conosciuto, invece il colle San Rizzo della catena dei Peloritani ha una fama che raramente travalica i confini cittadini.

Ciò accade forse perché il versante più in vista dal mare e dal Viale San Martino è quello meno attrattivo essendo prevalentemente brullo, invece gli altri rilievi hanno un aspetto di gran lunga più gradevole e sono ammantati di una notevole copertura boschiva.

Prevalgono le pinete, anzi in certi luoghi cresciute alla medesima altezza sono così fitte che viste da una postazione più elevata assomigliano ad una uniforme pianura aerea color verde scuro.

Ma ci sono pure castagneti, eucalipti, platani, querceti. In genere c’è molta biodiversità perché essendo un luogo molto umanizzato sono tante le specie introdotte.
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Anche il sottobosco è ricco, ci sono distese ininterrotte e verdeggianti di felci, cespugli di ginestre dalla vivace fioritura primaverile. Sul monte Ciccia esistono pure piantagioni di corbezzoli con le loro bacche verdi , gialle o rosse a seconda del loro periodo di fruttificazione.

In passato alcune propaggini del colle San Rizzo specialmente quelle più esterne rispetto al centro città servivano per le coltivazioni.

Adesso l’agricoltura è stata abbandonata, ma rimangono qua e là resti di abitazioni rurali. Un utilizzo economico dei Peloritani era costituito anche dalle neviere di notevole ampiezza scavate a forma circolare con delle scale che portavano anche a 4 metri di profondità.

Ce ne sono a 700 m. s,l,m, a testimonianza che un tempo c’erano cospicue nevicate pure a quella quota. Alcune neviere sono delimitate da muri a secco delle volte pure con staccionate in legno.

Il pascolo ancora permane e ci si può imbattere in mandrie di bovini. Ma al di là dell’utilizzo economico ormai marginale il colle San Rizzo costituisce un apprezzatissimo luogo di svago e di ricreazione.

Nella ormai lunghissima estate frotte di messinesi vi si dirigono per trovare un po’ di refrigerio dalle alte temperature. Ciò viene reso facile dalla poca distanza che lo separa dalla città.

Una mezzoretta di automobile e si giunge ai luoghi più frequentati ed attrezzati: Le Quattro Strade con il celeberrimo Don Minico e il suo panino alla Disgraziata, Musolino con i suo chioschi delle bevande , le panchine in estate strapiene e le griglie per arrostire la carne in funzione.

Infatti l’inappetenza è l’ultimo dei problemi che affliggono i miei concittadini e del resto con quell’odore che si sente a chilometri di distanza è difficile non avvertire un certo languore che non ha niente a che vedere con quello dei poeti decadentisti.

Dieci minuti in più e si arriva al monte Dinnamare 1.100 m,s,l. il più fresco e ventilato con la sua bella chiesetta visibile pure da lontano.

Da lì si diparte il sentiero Dei due mari da cui appunto oltre alle bellezze naturalistiche vere e proprie come i querceti da sughero, le distese di verdeggianti felci, le piante di erica in piena fioritura e biancheggianti in primavera si può allungando lo sguardo una volta a destra e l’altra a sinistra godersi la vista del mare Tirreno e poi quella del mar Ionio. Non so se ci siano altri posti con queste caratteristiche.

Complice il clima mite questo colle e i peloritani in genere sono frequentati durante tutto l’anno da sportivi e da tutti coloro che vogliono stare a contatto con la natura.

Rappresentano il luogo ideale per dedicarsi all’escursionismo, i camminatori possono usufruire di diecine di sentieri e di trazzere ben tracciati che sono stati creati in passato per i vari commerci che esistevano.

Ve ne sono che si dipartono direttamente da alcune periferie urbane. Sul colle San Rizzo esistono pure molte fonti d’acqua raggiungibili dalla strada rotabile, altre in luoghi più interni fruibili dai camminatori.

I monti sono come dei balconi che si affacciano sullo stretto e danno una bella vista sulla città: la zona falcata è quella di maggiore fascino. I belvedere sono molteplici, alcuni sono costituiti dai forti umbertini che fungevano da presidio, altri come il forte Gonzaga risalgono alla dominazione spagnola.

Ma il colle San Rizzo ha delle sue bellezze intrinseche: magnifici tappeti erbosi, il trascolorare variopinto delle chiome arboree in autunno, il tremolare della mattutina rugiada in inverno, i tanti ruscelletti che attraversano i campi o ripide pareti con rivoli d’acqua. Proprio al centro del colle San Rizzo scendendo attraverso un ripido costone da portella Vento il disagio dell’arduo percorso viene compensato dalla gradita sorpresa di imbattersi in uno specchio d’acqua verde smeraldo alimentato da una gorgogliante cascatella.

Questo sembra un luogo d’ambientazione ariostesca e ci si immagina di vedere Angelica che si riposa su quelle rive. nelle propaggini sud del colle invece ci si può ricreare con la vista di cascate vere e proprie.

Una è la cascata di San Filippo formata dall’omonimo torrente che scende impetuosa e a grandi fiotti da una parete rocciosa perfettamente in verticale. L’altra si è formata su un versante poco distante ed è la cascatella di Cumia che si riversa su un ampio fronte da una parete non molto alta con dei zampilli a raggiera.

Vicino c’è un’area curata con un’edicola votiva e nell’insieme si percepisce un’atmosfera idilliaca accresciuta anche dalla presenza di un vecchio mulino. Messina pur essendo una grande città di 220 mila abitanti presenta il grande pregio di essere ampiamente compenetrata con gli ambienti naturali.

Nel centro abitato molte strade che abitualmente si percorrono sono con vista sul mare. Ciò è molto bello e rasserenante.

Si può essere in giro per faccende o per adempimenti burocratici, a volte accompagnati da pensieri tristi, ma durante il tragitto capita sempre che ci sia la vista dell’azzurro mare, essa sembra aprire uno squarcio di sereno pure dentro gli animi più incupiti..
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