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Quei vagoni deportarono ebrei, oggi sono storia: un treno museo nel cuore della Sicilia

Un'antica stazione nel centro della Sicilia salvata dall'abbandono e trasformata in un punto di attrazione turistica: vagoni che raccontano storie di ebrei ed emigrati

Balarm
La redazione
  • 24 luglio 2022

Fare della memoria e della storia strumenti per valorizzare e far ri-nascere luoghi a rischio abbandono. Un obiettivo possibile se perseguito con caparbietà. È quello che è riuscito a fare un ferroviere che, grazie a inventiva e buona volontà, è riuscito a trasformare un piccola stazione in disuso in un interessantissimo museo nel cuore della Sicilia. Stiamo parlando della Stazione di Villarosa, in provincia di Enna, e del suo famoso Treno Museo, un posto diventato negli ultimi anni meta gettonata anche per i turisti stranieri.

Il ferroviere si chiama Primo David, assunto in ferrovia dopo una esperienza lavorativa in Germania. Negli anni Novanta del secolo scorso, l’avvento delle tecnologie e della circolazione guidata da un'unica unità, comportò la chiusura di quasi tutte le piccole stazioni che ben presto divennero spazi abbandonati, edifici abbandonati, spesso vandalizzati.

A Villarosa probabilmente sarebbe toccata la stessa sorte se Primo David non l'avesse trasformata in un punto di attrazione turistica del centro Sicilia.



Il primo passo fu quello di portare dei carri merci, che si scoprì essere carri in composizione ai treni che utilizzavano i nazisti nel 1943 per deportare gli Ebrei. Cominciò così, nel 1992, la grande avventura del Treno Museo di Villarosa. Una raccolta certosina di oggetti provenienti dalla storia contadina e da quella mineraria, affiancata a oggetti della tradizione ferroviaria che oggi è difficilissimo reperire.

La stazione di Villarosa rappresenta una vera sorpresa per quanti si trovano in visita a queste zone del centro Sicilia. Appena si arriva in stazione, si viene accolti da una gradevole musichetta che proviene da Radio F.S. NIUS RADIO, ed entrando nello scalo merci, ben sistemato, ci si trova davanti nove carri merci opportunamente attrezzati, pieni di oggetti di natura etnoantropologica che sono frutto di donazioni spontanee a titolo gratuito da parte di comuni cittadini.

I vagoni merci ben allestiti a Museo, sono quelli che viaggiavano in composizione ad un treno che veniva usato dai nazisti nel 1943 per deportare gli Ebrei da Roma a Trieste, presso la Risiera di San Saba, unico campo di concentramento in Italia con annessi forni crematori, e oggi custodiscono oggetti della memoria contadina e mineraria nonché la storia dell’emigrazione siciliana.

Un cordone ombelicale tra il treno e l’uomo che con la valigia di cartone andava in cerca di lavoro lontano da casa. In particolare Villarosa ha creato una numerosissima colonia in Belgio che lavorò nelle miniere di carbone e che per non dimenticare ha donato alla collezione del Museo un vagoncino minerario.

Arrivare in treno, o in auto, per visitare il museo è una emozione che difficilmente si dimentica. È un risveglio nella nostra memoria della storia vissuta da noi, dalle nostre famiglie, dai nostri amici.

Il Treno Museo di Villarosa è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore ore 9:30 alle 12:30 e dalle ore 16:30 alle 19:30. Per prenotare basta chiamare il numero 338 4809721 e mettersi in contatto con l’associazione culturale "Amici del Treno Museo di Villarosa", presieduta da Primo David, che ha avuto l’incarico di provvedere all’organizzazione e gestione del Museo grazie alla concessione dell’area da parte di Rete Ferroviaria Italiana.

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