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Quella "saudade" siciliana che ti prende quando sei lontano: Salvo e la sua "piccola" Sicilia

La micropittura di Salvo Misseri va dai Miti e i luoghi più belli della Sicilia a "Nintendo" e Super Mario, passando per le "opere" di grandi artisti. Un "piccolo" grande mondo tutto da scoprire

Jessica Di Bona
Appassionata di arte e cultura
  • 22 luglio 2021

«La Sicilia è un crogiuolo di colori impressionanti, vive di contrasti, può essere bella e crudele allo stesso tempo», così esprime il suo amore per la Sicilia Salvo Misseri, pittore palermitano classe '82, che dipinge da quando era bambino: «Non ricordo quando ho iniziato, nella misura in cui ho sempre dipinto. Non ho mai fatto nessun percorso di pittura né scuola d'arte, a 12 anni ho iniziato ad avere i primi cavalletti e le prime pitture ad olio», ci racconta.

Dopo una laurea in Legge e un master, si abilita come consulente del lavoro. Durante gli anni universitari, si dedica anche ad altre attività, scrive per due testate giornalistiche universitarie ed è speaker radiofonico, ma la sua più grande passione rimane la pittura: «Ho fatto tutt'altro, perché ho sempre vissuto l'arte come evasione e non come istruzione. E poi se ci pensiamo, prima di imparare a scrivere impariamo a disegnare, poi però perdiamo questa abitudine», ci dice Salvo, che vive tra Palermo e Roma.



I temi trattati nei suoi dipinti sono svariati, dall'inferno dantesco rappresentato in chiave moderna, alle Metamorfosi di Ovidio: «La prima mostra era su un ciclo di dipinti ad olio, avevo contestualizzato l'inferno dantesco nei gironi urbani, per esempio una fila di ignavi alla posta», ci racconta sorridendo.

Salvo è molto legato al mondo classico, pur non avendo fatto studi classici: «I Greci, attraverso il mito, davano una spiegazione soprannaturale a qualcosa che non riuscivano a spiegare logicamente, questo mi affascina molto».

Una'altra serie che ha riscosso l'interesse del pubblico è quella delle tele che raffigurano gli screenshot dei vecchi videogiochi anni ’90 Nintendo Nes 8bit: «Nel 2016 ho iniziato a dipingere ad acrilico, e per divertimento ho realizzato uno screenshot di videogiochi anni '90 e chi l'ha visto si è sorpreso perché l'acrilico lascia le pennellate, ma io stendevo talmente il colore che non sembrava una pittura ma una stampa».

Durante il lockdown decide di sperimentare una nuova forma d'espressione, la micropittura: «Questa idea nasce nel periodo di pandemia. C'era una mia amica che aveva dei pupazzi in legno giapponesi che raffiguravano personaggi famosi, e mi chiese ''riesci a fare una pittura piccola?'' E io ci ho provato, il risultato è stato abbastanza bello, mi ha sorpreso, le misure sono 5x7, i pennelli che utilizzo sono piccolissimi – ci racconta - è nato per caso, dallo scorso anno ne ho realizzate diverse, la gente le apprezza molto».

Rappresentate sia attraverso la micropittura, sia attraverso cartoni telati di 15x20, sono le immagini della nostra isola e fanno parte della serie ''Gocce di Sicilia'', che Salvo inizia a portare avanti appena si trasferisce a Roma, colto da una sorta di nostalgia: «La serie nasce nel 2017. Noi giù siamo abituati talmente alla bellezza che non ci facciamo più caso, quando poi c'è il distacco, avviene la ''sicilitudine'', quella che in Brasile è la saudade – ci racconta - mi piace rappresentare gli scorci dell'isola, con contrasti abbastanza forti, come quelli della nostra terra.

La piazza di Marzamemi, il teatro di Selinunte, la chiesetta Mazara del Vallo, ed è anche un modo di sponsorizzare la nostra isola». Salvo, oltre ad amare i paesaggi e i colori della Sicilia, parla con passione dei miti, di cui scrive anche su alcuni portali: «Ho letto un mito dove si dice che la Sicilia nasce da un diamante che si è staccato dalla corona di Dio, infatti troviamo il rosso della lava, l'azzurro del mare, il nero della pietra lavica, il verde dei campi, il giallo aspro dell'entroterra. È una tavolozza infinita di colori».

«Ho un vantaggio, non mi considero un pittore, quindi vivo la pittura come un gioco, senza ansia da prestazione. Deve essere puro divertimento», ci racconta e preferisce non fare progetti in relazione alla pittura, perché dipinge per passione, vivendo il mondo dell'arte all'insegna della libertà.
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