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Rottamazione sì, ma non per tutte le tasse a Palermo: quali si pagano a rate e quali no

C'è tanta confusione, in questi giorni, quando si parla di rottamazione. I tributi locali restano fuori, ma il Comune sta lavorando a un regolamento ad hoc

  • 28 aprile 2026

Agevolazioni fiscali, tasse

C'è tanta confusione, soprattutto in questi giorni, quando si parla di "pace fiscale”. A Palermo (e non solo), i contribuenti si trovano davanti a un bivio: da una parte c'è la normativa nazionale, la cosiddetta Rottamazione Quinquies, una misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, che permette di estinguere, a rate, i debiti fiscali, ossia tasse e imposte non pagate. Da tutt'altra parte, invece, stanno i tributi locali, come la Tari e Imu, che, almeno nel capoluogo siciliano, non rientrano in questa sorta di "sanatoria" dei ritardatari.

Il motivo è tecnico: la Quinquies approvata dalla Legge di Bilancio è valida su imposte e contributi nazionali, mentre per quelli comunali è necessario che il Comune approvi un apposito regolamento. Cosa su cui l'amministrazione comunale sta lavorando e che, una volta terminato, necessita di essere approvato dal Consiglio comunale. I tempi dunque sono lunghi e sicuramente, non è possibile inserire in questa tornata le tasse locali. Per aderire alla Rottamazione Qunquies infatti è necessario presentare domanda entro il 30 aprile.

Come spiegano a Balarm fonti del Comune: «L’Amministrazione, che ha già avviato i confronti anche con l’Ordine dei Commercialisti e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, sta lavorando per giungere a un regolamento con le modalità, i tempi e le condizioni per aderire alla definizione agevolata dei tributi locali, la cui scadenza è da stabilire e non è quella di fine aprile che vale solo per la rottamazione Quinques. Una bozza è già stata elaborata, in attesa di dettagli, e andrà trasmessa al Consiglio comunale per l'approvazione indispensabile».

Dunque parliamo di due strumenti differenti: una cosa è la Quinquies e altra cosa è la rottamazione dei tributi locali.

La scadenza del 30 aprile, di cui si sente parlare in questi giorni, riguarda - lo ribadiamo - esclusivamente la misura nazionale (la Quinquies). «La "Quinquies" – spiega il tributarista Nicolò Cottone - permette di sanare i carichi affidati all'Agente della Riscossione tra l'1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. È importante sottolineare che possono rientrare anche i debiti della vecchia rottamazione Quater, a condizione che la stessa sia decaduta entro il 30 settembre 2025».

Andando nel dettaglio, nella Rottamazione Quinquies rientrano tutti i carichi affidati all’ente della riscossione fino alla data del 31 dicembre 2023, ossia: imposte non versate come Iva e Irpef, contributi Inps non versati [oppure semplici sanzioni da codice stradale alle quali però, diversamente da tutte le altre, verranno detratte solo le sanzioni ma non gli interessi di mora].

«Il beneficio principale – prosegue Cottone - è il pagamento della sola sorte capitale, eliminando sanzioni e interessi di mora. La Quinquies offre una flessibilità notevole: può essere rateizzata in 54 rate bimestrali, pagabili tramite bollettino postale o con il sistema PagoPA».

Attenzione, però, ai rischi: non è ammesso l'errore e il mancato pagamento (anche di una sola rata) comporta la decadenza immediata dalla rottamazione. «Per chi sta già pagando dei debiti – conclude il tributarista – consiglio di richiedere il prospetto informativo sul sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Questo estratto indicherà chiaramente quali cartelle sono inseribili nella rottamazione, incluse quelle già oggetto di rateizzazioni ordinarie. Vista la complessità della materia, consiglio di farsi seguire da un esperto».

A Palermo quindi non possono essere al momento "rottamate" le tasse comunali, come Tari, Imu, Tasi o multe, per le quali - come detto sopra - si attende la definizione e l'approvazione di un apposito regolamento comunale. A queste si aggiungono anche il Canone unico del patrimonio (Cup), canoni di locazione di alloggi popolari e così pure quelli di beni comunali.

Come spiega l'assessore comunale Brigida Alaimo, l'amministrazione sta lavorando a un testo che prevede almeno 48 rate per colmare i debiti locali, senza pagare interessi e more. Come Palermo anche gli altri grandi Comuni, tipo Genova, Napoli e Milano, non hanno aderito perché - chiarisce Alaimo - «è in corso una sorta di diatriba tra i Comuni, rappresentati dall'Anci, e l'Agenzia delle Entrate. Potrebbe infatti essere quest'ultima ad avocare la rottamazione dei tributi locali e si sta discutendo se in questi casi i Comuni dovrebbero pagare una quota all'Agenzia, tra i 2 e i 4 euro a cartella. Nel frattempo Palermo va avanti con la definizione del regolamento, qualora ci fossero dei cambiamenti apporteremo le relative modifiche».

I tempi comunque sono ancora lunghi, anche perché una volta definito il regolamento, quest'ultimo deve passare dal Consiglio comunale che dovrà esaminare e votare il testo.
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