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"Santa Rosalia Liberaci": in un nuovo murale una carezza gentile al cuore di Palermo

L’iniziativa nasce dalla Confraternita della chiesa dei Fornai, in collaborazione con le istituzioni e con il coinvolgimento di Igor Scalisi Palminteri che ha donato l’opera

Elena Cicardo
Digital strategist
  • 11 novembre 2020

Il pittore Igor Scalisi Palminteri dipinge Santa Rosalia nel quartiere dell'Albergheria (Foto di Antonio Curcio)

"Santa Rosalia Liberaci”. Palermo ha un nuovo murale del suo artista preferito, in piazza Vanni, nel quartiere dell’Albergheria.

L’iniziativa nasce dalla Confraternita della chiesa dei Fornai, in collaborazione con le istituzioni e con il coinvolgimento del pittore Igor Scalisi Palminteri che ha donato l’opera alla comunità, e ha visto adoperarsi gratuitamente, nel ripristino del muro di cinta dell'Ospedale dei Bambini, anche gli abitanti di questo quartiere che in alcuni punti è una vera e propria discarica abusiva di rifiuti ingombranti.

La speranza, espressa anche da Salvo Imperiale, consigliere di circoscrizione, è che quest’area possa trasformarsi in un luogo di culto e smetterla di essere un luogo di abbandono, in cui accatastare materassi e lavatrici.

«L’idea è nata per bonificare l’area antistante alla chiesa, da sempre caratterizzata dalla presenza di spazzatura e degrado, e dall’esigenza opposta di rendere sacro lo spazio comune - racconta Filippo Sapienza della Confraternita dei Fornai - disincentivando la quotidiana inciviltà. Abbiamo pensato che magari sacralizzare il muro possa fa sì che la gente abbia un maggiore rispetto dei luoghi di tutti, lo stesso rispetto che si riserva a un luogo sacro.



È stata bella anche la natura collettiva dell'iniziativa che ha visto partecipare con il cuore muratori e operai della zona, all'insegna del "se ognuno fa qualcosa, si può fare molto" di don Pino Puglisi».

L’opera di Igor raffigura Santa Rosalia, riprendendo la scultura contenuta nella teca di vetro del santuario di Monte Pellegrino e l’idea della confraternita era proprio far scendere la santuzza dal monte affinché realizzi un piccolo miracolo e salvi Palermo dalla spazzatura e dall’incivilità.

«L’ho immersa in un paesaggio immaginifico, dai toni turchesi - spiega il pittore - in un campo di gigli, con l’augurio che questa città possa essere più piena di campi di gigli, simbolo di purezza, che di munnizza».
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