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Scuole di lingua dimenticate dal Ristori Bis: anche le aule di Palermo spengono le luci

A farsi portavoce dell'iniziativa palermitana è Marco Faldetta, della scuola International House LC. Ecco il suo appello per salvare un intero settore messo in crisi dall'ultimo Dpcm

Balarm
La redazione
  • 13 novembre 2020

Marco Faldetta, manager e vice direttore della scuola Inernational House Language Centre a Palermo

«Luci spente, come si sta spegnendo la speranza di poter continuare l’attività». Le attività sono quelle portate avanti dai professionisti del settore linguistico, mentre le luci spente sono quelle delle aule delle scuole di lingua di tutta Italia.

Venerdì 13 novembre alle 18.00 le scuole di lingua e i centri di certificazione linguistica spengono le luci in segno di disapprovazione nei confronti dell’ultimo Dpcm e del Decreto Ristori bis. Una protesta pacifica che coinvolge anche Palermo e che riguarda l'intero territorio nazionale.

A farsi portavoce dell'iniziativa palermitana è Marco Faldetta, manager e vice direttore di International House Language Centre - la scuola di lingua inglese di Palermo (via Quintino Sella, 70 e via Enrico Albanese 15) che da oltre 40 anni è il punto di riferimento in Sicilia per l'insegnamento dell'inglese e per le più importanti certificazioni internazionali, grazie ai corsi di preparazione agli esami Cambridge Assessment English e IELTS.



«Tutti coloro che si occupano di lingue, esami internazionali, traduzioni, viaggi all'estero, italiano per stranieri - spiega Marco Faldetta -, continuano ad andare avanti fra le paure e le incertezze di questa pandemia e del semi lockdown. Chiunque offra servizi al pubblico si trova in questa morsa per adesso. È una situazione difficile».

«Fra i nostri clienti - aggiunge - ci sono due fazioni forti, quella dei "chiudiamo tutto e stiamo a casa più che si può" e quella dei "Devo uscire di casa per fare ciò che mi serve».

Alle 18.00 di venerdì 13 novembre verranno quindi spente le luci delle aule, così come la crisi sanitaria da Covid sta spegnendo la possibilità di imparare, di essere cittadini del mondo e di certificare la propria conoscenza linguistica.

«Oggi pensiamo tutti ad "esserci come persone" al termine della crisi rispettando ogni necessario protocollo, ma, al tempo stesso, vengono chiesti sostegno ed attenzione per esistere ancora come scuole quando questa crisi sarà superata».

«IH Palermo Language Centre vuole ringraziare tutte le mamme, i papà, gli studenti universitari, i candidati d'esami e anche gli ex studenti o quelli che vorrebbero studiare con noi - aggiunge Marco Faldetta -. In questo durissimo periodo avete creduto in noi. Avete investito sui nostri servizi ed è grazie a voi che davanti a questo inverno ci sentiamo ancora in grado di far bene il nostro lavoro».

«Le scuole di lingua sono state assimilate ai centri di formazione che possono operare solo con una didattica a distanza non adeguata alla fascia di studenti più giovani che le frequentano».

Si legge nel comunicato congiunto firmato dalle associazioni del settore linguistico (AISLi – Associazione Italiana Scuole di Lingue; ASILS – Associazione Scuole di Italiano come Lingua Seconda; CAMBRIDGE ASSESSMENT ENGLISH – Ente Certificazioni di lingua inglese; EDUITALIA – Associazione di Scuole ed Università che offrono corsi per studenti stranieri; FEDERLINGUE – Associazione Italiana Servizi Linguistici di Confcommercio; FIDEF – Federazione Italiana Enti e Scuole di istruzione e formazione e ITALIAN IN ITALY – Associazione Scuole per la diffusione della cultura e della lingua italiana nel mondo)

Dimenticate dal Decreto Ristori che non inserisce il codice ateco 85.59.30 a cui appartengono e con perdite di fatturato fino all’80%, le scuole di lingue sono vicine al collasso.

Migliaia di studenti sono costretti ad interrompere i corsi di lingua - per i quali le famiglie hanno investito tempo e
risorse - perché la didattica a distanza su percorsi non curriculari non è così apprezzata e gli esami di fine corso non
possono essere sostenuti online.

Le associazioni del comparto comprendono i tempi che stiamo vivendo, ed è per questo che sin da febbraio ci si è
adoperati per poter operare in sicurezza. Ma ora è urgente l’appello al Governo affinché sostenga il settore.
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