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Se hai bisogno di relax e sei a Palermo: come si arriva al Labirinto su Monte Pellegrino

Si, anche Palermo ha il suo labirinto anche se non è grandissimo: ecco dove si trova, come ci si arriva e qualche consiglio per non perdersi anzi, per ritrovarsi

Balarm
La redazione
  • 10 aprile 2018

Da due anni a Monte Pellegrino, a pochi passi dal Santuario dove sono state ritrovate le ossa della patrona di Palermo, Santa Rosalia, esiste un labirinto di pietra dove è possibile passeggiare e meditare.

L’idea è venuta a Stefano Baldi con la collaborazione di Marina Modica. Il labirinto riproduce quello cretese ed ha 11 spire e 2.260 pietre. Il dedalo di sentieri si trova in una radura di forma circolare, nella Piana di Mezzo ed è visibile solo dall’alto.

Sulle origini dei labirinti in generale- ovviamente non su questo- ci sono diverse ipotesi, ma quella più accreditata risale all’età del bronzo, al 3000 avanti Cristo, quando era un percorso unico che dall’esterno portava al centro e viceversa.

Successivamente, è diventato un cammino ambiguo con vicoli ciechi e passaggi sbarrati nel quale il motivo essenziale del percorrerlo era riuscire a trovare il centro.

Poi, nel Medioevo il labirinto Cretese ha assorbito elementi cristiani come una struttura a croce molto più incombente ed un numero fisso di 11 spire simbolo del peccato legato al mondo materiale.

Spesso il percorrerlo ha assunto il valore di pellegrinaggio e cammino di espiazione. L’orientamento dell’asse entrata/uscita – centro, poco chiaro nei labirinti antichi considerati pagani, ha assunto una direzione stabile verso est, cioè verso la luce.

Ma al di là dei significati simbolici e dai studio fin ora svolti, e ancora in corso, il labirinto spesso viene concepito a fini terapeutici, con finalità meditative e spirituali.

Infatti, sono molte, anche se tutte recenti, le testimonianze di chi, percorrendo un labirinto regolarmente o occasionalmente, ne ha tratto una determinata esperienza definibile spesso in termini di generale riequilibrio.

Il labirinto è un disegno misterioso anche legato alla grande madre ma in generale alla terra. Contiene il cerchio simbolo del sole e del cielo e la croce simbolo della terra. È costruito sulla terra ma il suo centro guarda il cielo come un ombelico del pianeta. Può essere considerato un elemento di unione tra terra e cielo.

Nel labirinto non ci sono bivi, non ci sono scelte da compiere: è un percorso personale, realizzato all’istante, al di fuori dello spazio e del tempo. Il centro risulta essere la fine del percorso e, nel contempo, il fine del percorso è il centro.

«Il labirinto è un sentiero unicursale dove non ci si può perdere, semmai - precisa Stefano Baldi - ci si può ritrovare. Se doveste decidere di percorrerlo, fatelo con attenzione, e possibilmente per intero. Ognuno interpreta il Labirinto a modo suo, per questo - continua Stefano - vi saremmo grati se, alla fine, potesse lasciare nell’apposito box per la posta ( che si trova accanto al percorso) un vostro commento sulle sensazioni provate».

Insomma se hai bisogno di rilassarti, di meditare adesso a Palermo hai un posto dove andare: puoi andarci quando vuoi seguendo la mappa che puoi scaricare da qui e queste sono le coordinate N38°10'40.78", E13°20'39.64".

Se invece hai voglia di farti accompagnare in questo viaggio spirituale dal suo ideatore scrivi a alzatiecammina@virgilio.it

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