Sei edifici e 14 reparti d'eccellenza: a che punto è il nuovo Polo pediatrico di Palermo
L'assessore Faraoni: "Si tratta di realizzare un modello assistenziale moderno e specializzato, capace di integrare tutte le principali discipline pediatriche"
Il cantiere del Polo pediatrico in Fondo Malatacca a Palermo
Il nuovo ospedale pediatrico, che farà capo all’Arnas Civico-Di Cristina, nascerà a Fondo Malatacca, vicino all’ospedale Cervello, ed è uno degli interventi più rilevanti inseriti nell’accordo siglato alla fine del 2024 tra Stato e Regione per rilanciare l’edilizia sanitaria in Sicilia. Le risorse destinate all’opera ammontano a 171,7 milioni di euro.
La procedura di gara per l’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori, avviata nel 2025 e gestita da Invitalia in qualità di centrale di committenza, si era conclusa con l’aggiudicazione in favore del raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Matarrese Spa. A rallentare il percorso era stato il ricorso presentato dal secondo classificato davanti al Tar Sicilia, con cui venivano contestati diversi aspetti della procedura.
Dopo l’udienza del 24 febbraio 2026 è arrivato il pronunciamento del Tar: il ricorso è stato respinto integralmente e l’esito della gara è rimasto in piedi. È il passaggio che scioglie uno dei nodi più delicati dell’intera vicenda e che adesso consente di riattivare la fase amministrativa necessaria alla definizione degli atti che precedono la stipula del contratto.
Per la Regione è il momento in cui il progetto può finalmente uscire da un’altra zona grigia. L’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni parla di «una delle opere più attese e strategiche per la sanità siciliana» e lega questo nuovo avanzamento anche all’impegno assunto dal presidente Schifani fin dal suo insediamento. In questi anni, rivendica, «sono state recuperate le risorse per far ripartire i cantieri fermi dal 2017, il progetto è stato adeguato alle nuove esigenze e l’appalto è stato affidato attraverso Invitalia».
Adesso, con il rigetto del ricorso, si chiude definitivamente una fase di contenzioso e si apre quella operativa che dovrebbe portare il progetto, rimasto troppo a lungo sulla carta, a trasformarsi in realtà, anche se ancora non è possibile indicare tempi certi.
Come riportato nel progetto, il nuovo Polo pediatrico si estenderà su una superficie complessiva di oltre 45 mila metri quadrati, con circa 3 mila metri quadrati destinati ad aree verdi. La struttura sarà realizzata con sistemi costruttivi avanzati, basati su isolatori sismici, e sarà articolata in sei edifici funzionalmente integrati, con 134 posti letto, di cui 10 di terapia intensiva.
Ma l’obiettivo, nelle parole di Faraoni, va oltre la sola costruzione dell’edificio. L’idea è quella di «realizzare un modello assistenziale moderno e altamente specializzato, capace di integrare tutte le principali discipline pediatriche di più elevata complessità, insieme a un’area completa per l’emergenza-urgenza, terapie intensive e sub-intensive, servizi diagnostici avanzati ed elisuperficie per l’elisoccorso».
Dentro questo impianto prenderanno infatti posto 14 unità operative, 4 sale operatorie, una sala ibrida e una sala endoscopica. Tra le specializzazioni indicate figurano oncoematologia pediatrica, neurologia, neurochirurgia e cardiochirurgia. Accanto ai reparti, il progetto prevede anche una foresteria per i familiari, parcheggi e una pista per l’elisoccorso.
È su questo che la Regione prova a giocare la partita più ambiziosa: fare del nuovo polo non soltanto un ospedale in più, ma un «centro di eccellenza capace di diventare punto di riferimento non solo per la Sicilia, ma per l’intera area euro-mediterranea, garantendo ai bambini e alle loro famiglie cure di altissima qualità in un contesto innovativo, sicuro e sostenibile».
Per Palermo, città che da anni convive con progetti annunciati, rendering in anteprima e opere rimaste sospese, resta adesso la verifica più importante: capire se questo sblocco amministrativo riuscirà davvero a tradursi in un cantiere. Perché il nuovo polo pediatrico è da tempo molto più di un’opera annunciata: è uno dei progetti simbolo di una sanità che aspetta di vedere trasformate le promesse in strutture reali.
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