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Sembra il paradiso in terra ma c'è un cimitero: in Sicilia, posti "allegri" che non ti aspetti

Le lapidi di marmo bianco sono perfettamente allineate e ornate di una foglia d'acero, il simbolo del Canada. Capita di trovarsi in luoghi inimmaginabili quando percorri le statali della Sicilia

Maria Cristina Castellucci
Giornalista di viaggi
  • 26 ottobre 2021

Il cimitero dei canadesi caduti in guerra, ad Agira (foto da Tripadvisor)

Una volta, per andare da Catania a Palermo, si dovevano attraversare le montagne. Non cento anni fa, fino al 1975. Un'idea della qualità del percorso abbiamo potuto farcela tutti quando, nel 2015, è crollato il viadotto sul fiume Imera e, per un sacco di tempo, abbiamo dovuto affrontare le curve su e giù intorno a Polizzi Generosa.

Non una strada veloce, insomma. La statale 120, però, un aspetto positivo lo aveva – e ce l'ha ancora: attraversa i paesini dell'nterno. Se non avete fretta, è un percorso davvero molto interessante, perché tocca realtà piccole e grandi che altrimenti mai ci si sognerebbe di visitare e attraversa campagne cristallizzate nel tempo.

Accade così che, viaggiando sulla statale, da Catania a Palermo, dopo una curva si incontri un segnale che indica il Canadian War Cemetery, un luogo che, scegliendo l'autostrada, non si sarebbe proprio mai visto.

La stradina è stretta e in salita e conduce in poche curve alla cima di una collinetta. La posizione è incantevole: verso est si vedono l'Etna e l'ampio specchio del lago di Pozzillo che riflette il vulcano. Verso sud i bassi rilievi degli Erei, dalla parte opposta le più alte vette dei Nebrodi. A ovest, su un'altra collina, si staglia il profilo di Agira. Un basso muretto racchiude il cimitero, curatissimo. Sebbene siano passati quasi 80 anni, da quando fu realizzato, non c'è un filo d'erba fuori posto.



Qui riposano quasi cinquecento giovani canadesi, morti in Sicilia durante le battaglie dell'Operazione Husky che, il 10 luglio 1943, iniziò la Campagna d'Italia degli Alleati.

Sulle coste isolane sbarcarono circa 25mila uomini, con l'obiettivo di liberare la nostra penisola. Fu una delle operazioni anfibie più importanti della guerra, uno sforzo bellico immane che, ovviamente, non fu privo di spargimenti di sangue. Nel settembre del 1943, non potendo portare a casa tutti i caduti, i funzionari dell'esercito canadese decisero di realizzare un cimitero alle porte di Agira.

Camminare fra le tombe è molto commovente. Le lapidi di marmo bianco, tutte uguali, sono perfettamente allineate e tutte sono ornate di una foglia d'acero, il simbolo del Canada. Riportano il nome, il reggimento di appartenenza, una data – fra luglio e settembre del 1943 – una piccola iscrizione commemorativa dettata da vedove, madri e padri distrutti. I caduti erano tutti ragazzi o, almassimo, giovani uomini di 30-40 anni.

Sebbene sia un camposanto, il War Cemetery ha l'aspetto di un giardino, con il prato verde, i fiori su ogni tomba, i pini fronzuti tutt'intorno. Nonostante tutto dà una sensazione di pace. In Sicilia, nelle battaglie dell'Operazione Husky persero la vita migliaia di giovani. Circa 8200 di loro riposano nei cimiteri di guerra dell'isola.

Oltre a quello di Agira, ve ne sono a Siracusa, a Catania e a Motta Sant'Anastasia, quest'ultimo realizzato per le spoglie dei soldati tedeschi che, non dimentichiamolo, per quanto fossero dalla parte sbagliata della storia, erano anche loro perlopiù ragazzini spaventati.
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