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Sorveglia uno dei borghi più belli d'Italia: dai suoi ruderi vedi dall'Etna fino al mare

Immerso nella natura può essere raggiunto anche per chi ama fare passeggiate all’aria aperta, tra sentieri, ulivi e i meravigliosi boschi che circondano il comune

Federica Puglisi
Giornalista
  • 2 dicembre 2023

Castello di Buccheri

Considerata un tempo "la più formidabile fortezza del Val di Noto" dominava, vista la sua collocazione, le più importanti vie di comunicazione della Sicilia orientale, Noto-Buccheri–Vizzini, Lentini-Buccheri.

Immaginate di vivere in pieno Medioevo quando i castelli dominavano i territori e avevano la funzione di vedetta per il controllo dei vari paesi e di difesa da eventuali dominazioni.

In provincia di Siracusa, il comune più alto, tra i monti Iblei, è Buccheri. Piccolo borgo che con i suoi oltre 800 metri sopra il livello del mare domina la vallata. Qui, sulla sommità del colle Tereo, ci sono ancora i resti del castello medievale, l’antico castrum, che fu abitato ed attivo tra il tredicesimo e il sedicesimo secolo.

Oggi è un parco urbano che sovrasta il centro. Un comune così alto Buccheri, come il suo antico castello, da cui si può vedere la pianura di Catania, l’Etna, il mare Ionio in lontananza. Il suo panorama, dunque, è ciò che affascina oggi chi raggiunge questo borgo.
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Immerso nella natura può essere raggiunto anche per chi ama fare passeggiate all’aria aperta, tra sentieri, ulivi e i meravigliosi boschi che circondano il comune.

Pochi i documenti che attestano la presenza e soprattutto l’attività di questo castello. Di esso si parla, secondo alcune testimonianze, in un antico documento conservato nella biblioteca di Palermo.

«Si va detegendo che quella rocca intorno la quale prima del terremoto dell'anno 1693 era situato il paese – si legge sul documento -, nel modo che dicesi volgarmente castello, sia stato fabricato sino da allora che era in fiore la città di Leontini per difesa nelle guerre civili.

Tutt'ora vi si vedono esistenti rimasugli di grosse mole di fabbriche crollate a terra senza il menomissimo scompaginamento, ammirandosi nel tempo stesso la forte lega della calce co’ rena di fiumara. Si dice essere da quel tempo colonia di Leontini, difendendosi gli abitanti in questo ben munito castello e dall’arte e dalla natura...».

La sua origine, dunque, è medievale.

Le mura della zona sarebbero state fortificate dagli arabi, ma si deve, probabilmente, ai normanni la costruzione del castello su un’antica struttura araba. La fortezza aveva una pianta quadrangolare con un torrione centrale e mura con due torri circolari a sud.

Aveva dunque una funzione difensiva e di controllo del territorio, ma anche di potere della zona. Fu però al centro di diverse vicende storiche del tempo, come la guerra tra siciliani e angioini, le guerre civili tra le famiglie della zona.

Dopo il terremoto del 1693 che distrusse il Val di Noto, si racconta che gli abitanti raccolsero i resti della struttura per ricavarne materiale utile alla ricostruzione delle loro case. Ma negli ultimi anni è stato avviato un importante progetto su questo sito, nato dalla sinergia tra il Comune, la Sovrintendenza e l’Università di Bologna.

È stata effettuata un’indagine con una particolare strumentazione tecnologica, da parte dell’Università, per verificare l’antica planimetria del castello. E a breve verranno presentati i risultati finali.

«Questa indagine – spiega il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo – ci permetterà di recuperare e conservare la memoria storica di questo sito. Inoltre sul colle Tereo è stata effettuata la messa in sicurezza per la prevenzione da rischio idrogeologico».

Il castello, dunque, e l’intero borgo di Buccheri meritano di essere visitati. Il comune Ibleo, infatti, ha ottenuto tanti riconoscimenti. Fa parte dei Borghi più belli d’Italia, ma anche Capitale mondiale dell’olio e di recente "Città dell’olio".
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