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Spasimo, Casa Professa e Cantieri: il teatro palermitano prova a tornare in scena

In un incontro con l'amministrazione, alcune compagnie teatrali e attori hanno anche chiesto gli strumenti per far partire una rassegna per l'estate in alcuni spazi della città

Dario La Rosa
Giornalista
  • 30 giugno 2020

Uno scatto di una delle serate allo Spasimo per la rassegna "Esco"

Far rinascere il teatro possibilmente trasformando macerie in nuovi spazi scenici all'aperto, avere un contributo non tanto economico quanto organizzativo per gli allestimenti e la messa in scena delle opere e infine ottenere promozione e comunicazione.

È quello che chiedono gli attori e le compagnie teatrali palermitane riunitesi in assemblea ai Cantieri Culturali della Zisa. Il tutto in vista della creazione di una rassegna che possa rilanciare il teatro cittadino dopo il fermo dovuto al Covid.

«Non finanziamenti ma la possibilità di lavorare», tengono a precisare gli attori del collettivo appena formatosi “Rendiamo “COLTO” lo spazio Incolto” (in riferimento al possibile utilizzo di un’area all’interno dei Cantieri culturali alla Zisa) nel corso di un’assemblea svoltasi presso la Sala De Seta dei Cantieri culturali alla Zisa.

Durante l'assemblea erano presenti l’assessore comunale alle Culture, Adham Darwsha, e Pamela Villoresi, direttrice del Teatro Biondo. Melino Imparato, Alessandra Leone e Giuseppe Massa hanno illustrato i principi del progetto che li ha ispirati verso una bozza di cartellone estivo sotto il titolo “Scurò”. Mentre Matteo Bavera ha sottolineato il valore di servizio pubblico della proposta elaborata.



«Una è la questione degli spazi estivi di cui Palermo ha bisogno - spiega Giuseppe Provinzano di Babel - l'altra quella di un cartellone che vorremmo partisse subito». Per non perdere l'opportunità dell'estate si ipotizza di potere andare in scena allo Spasimo, nell'atrio di Casa professa o anche alla Gam.

In questo senso, l’assessore Darwsha ha dato ampie rassicurazioni sulla condivisione, da parte dell’amministrazione comunale, del progetto e si è impegnato a redigere un progetto di fattibilità per il funzionamento di un teatro all’aperto; citando anche, oltre lo spazio incolto, altri spazi fuori dal centro storico destinabili al progetto.

Gli spettacoli della possibile rassegna ci sono già e sono quelli firmati direttamente dagli attori e registi che animano le compagnie palermitane, fra cui l'immancabile tributo a Franco Scaldati con "Oratorio per Don Giuseppe - Titì e Vincenzina".

A firmare il documento di richiesta, intanto, sono stati Serena Barone, Matteo Bavera del Teatro Garibaldi alla Kalsa, Umberto Cantone, Domenico Ciaramitaro del Teatrino, Paolo Ciquemani, Sabino Civilleri della compagnia Civilleri Lo Sicco, Mela Dell'Erba, Melino Imparato della compagnia Franco Scaldati, Francesca Impastato del Teatrino, Alessandra Leone, Valeria Sara Lo Bue, Fabio Lo Meo, Simona Malato, Giuseppe Massa della compagnia Sutta Scupa, Giuseppe Provinzano di Babel, Luigi Maria Rausa della compagnia Sconsajuocu, Antonella Sampino, il Teatro Mediterraneo Occupato.

A questi si sono aggiunti Mimmo Cuticchio, George Lavaudant e Borja Sidja per il sostegno poetico.

Un segnale di vita e voglia di ripartire, nel segno del recupero e della rinascita, che sia dalle macerie o in paszi che possono adattarsi alla semplice ed elegante legge della cultura teatrale che non può rimanere ancora a lungo con il sipario chiuso.

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