Take a breath, come fare digital detox: la Gen Z catanese torna alle relazioni autentiche
Staccarsi dall'iperconnessione con il trekking, lezioni di surf, snorkeling, passeggiate a cavallo. Ma anche con gli aperitivi dove sconosciuti possono raccontarsi. Le interviste
"Take a Breath", domenica al Parco Minerario Floristella
La network society è il nuovo spazio sociale globale di confronto a cui la modernità ci ha abituato, vedendo nel digitale un’opportunità inevitabile e nell’iperconnessione l’unica forma possibile di stare al mondo. Lo sanno bene i "nativi digitali" della Gen Z, che al contrario di quello che suggerisce la categoria, sono sprovvisti di quella mappa del tesoro per orientarsi tra rischi e distorsioni del digitale, protagonisti di esperienze di anoressia sociale, come è stato il lockdown, che ha accelerato i processi di digitalizzazione della vita quotidiana e il soluzionismo tecnologico.
Non sorprende pertanto la FOMO (Fear of missing out) ossia l’ansia sociale generazionale di essere esclusi da eventi significativi con la disconnessione, abituati alla vetrinizzazione estrema e al megafono della rete. Sorprende invece, la storia di un poco più che ventenne, che come un esperto scienziato sociale, sviluppa un know-how per quello che è il metodo di digital detox che sinora ha conquistato tutta la Sicilia. Fernando Coppola, ceo di Take a Breath, oggi ha 25 anni e gestisce la sua azienda di produzione video a Catania, ma era solo un giovane social media manager appena entrato nel mondo universitario e del lavoro, in preda a studio e clienti pressanti, quando per caso, trasforma un burn out in una grande idea di marketing sociale, che fa bene all’anima, prima che agli affari.
«La prima volta in cui ho riunito quindici estranei per fare un trekking insieme, l’idea era quella di prendere un respiro, una pausa dalla routine lavorativa e digitale, in mezzo alla natura. Sono un surfista e conoscevo già l’importanza del contatto con la natura e con se stessi per non farsi sommergere dalla vita – racconta il fondatore –. Ho riproposto questo incontro più volte, tramite i social, come una missione. Nel tempo ho ripreso l’idea, l’ho strutturata insieme ai miei soci ed è nata da un anno "Take a breath».
Fondamentali in questa avventura i co-founder Lorenzo Calaciura e Antonio Paratore (marketing) insieme a Corrado Finocchiaro (finanza e B2B), oltre ai Breathers, ambassador che guidano gli eventi e promuovono le esperienze outdoor alla riscoperta del territorio siciliano. Il metodo “Take a Breath” è la perfetta commistione tra detox digitale, esperienza immersiva in natura e connessioni autentiche. I benefici psicologici della natura e la forza delle esperienze condivise, non sono concetti che arrivano qui dai manuali di psicologia ambientale di Kaplan&Kaplan, nè dal monito alla "conversazione necessaria" della sociologa Sherry Turkle, sono il frutto di esperienze e di bisogni sociali, del desiderio di riprendersi la qualità della vita sottratta soprattutto alle nuove generazioni.
Per questo le offerte sono diversificate, dalle esperienze naturalistiche come trekking, lezioni di surf, snorkeling, passeggiate a cavallo, agli aperitivi di digital detox come urban safe zone, dove sconosciuti possono raccontarsi, come accadeva - dicono - nei film anni ‘80, in cui era normale avvicinarsi a un bancone e scambiare quattro chiacchiere tra sconosciuti, una dinamica impensabile oggi anche per chi in quegli anni ci ha vissuto. Gli eventi non hanno limiti di età e accesso, mentre il format outdoor prevede un ticket e un numero chiuso.
Catania e Palermo sono le due città agli antipodi punti di raccolta per la partenza alle esperienze outdoor alla scoperta della Sicilia, e le città pioniere che hanno accolto per prime gli aperitivi di digital detox come appuntamenti fissi della settimana. In ogni evento è esaltata la socialità sana, spronata sin dall’avvio attraverso giochi di ice-breaking o missioni di gruppo che nell’esperienza condivisa creano sinergia tra estranei, spazio per spontanee conversazioni fino a nuove amicizie. Si invita da subito a mettere i telefoni in modalità aerea, si incentiva il non uso attraverso premi e penitenze che alimentano la dimensione di socialità e di condivisione. Alla fine di ogni incontro è previsto un monitoring e un confronto sulla media di utilizzo del telefono con l’esperienza condivisa. Non è un caso che gli eventi durino circa otto ore, in linea con il tempo medio giornaliero online stimato dai digital report 2026.
«Dopo gli eventi alcuni abbassano la media, altri la alzano, perchè restano in contatto con le nuove conoscenze distanti. La tecnologia che avvicina non è un problema, è quella che allontana chi è vicino che preoccupa – spiega Lorenzo Calaciura –. Il nostro obiettivo è abituare a un bilancio sano tra face-to-face e socialità mediata». Coerenti con la missione, evitano attività social in tempo reale, per non alimentare l’ego digitale dei partecipanti nell’esperienza. Attualmente il format è in fase di test in contesti aziendali, con lo scopo di unire il digital detox al team building. Un’avventura imprenditoriale catanese, giovane e promettente che lavora per creare connessioni e opportunità, con l’ambizione – e l’auspicio condiviso – di conquistare sempre più un ampio respiro.
Non sorprende pertanto la FOMO (Fear of missing out) ossia l’ansia sociale generazionale di essere esclusi da eventi significativi con la disconnessione, abituati alla vetrinizzazione estrema e al megafono della rete. Sorprende invece, la storia di un poco più che ventenne, che come un esperto scienziato sociale, sviluppa un know-how per quello che è il metodo di digital detox che sinora ha conquistato tutta la Sicilia. Fernando Coppola, ceo di Take a Breath, oggi ha 25 anni e gestisce la sua azienda di produzione video a Catania, ma era solo un giovane social media manager appena entrato nel mondo universitario e del lavoro, in preda a studio e clienti pressanti, quando per caso, trasforma un burn out in una grande idea di marketing sociale, che fa bene all’anima, prima che agli affari.
«La prima volta in cui ho riunito quindici estranei per fare un trekking insieme, l’idea era quella di prendere un respiro, una pausa dalla routine lavorativa e digitale, in mezzo alla natura. Sono un surfista e conoscevo già l’importanza del contatto con la natura e con se stessi per non farsi sommergere dalla vita – racconta il fondatore –. Ho riproposto questo incontro più volte, tramite i social, come una missione. Nel tempo ho ripreso l’idea, l’ho strutturata insieme ai miei soci ed è nata da un anno "Take a breath».
Fondamentali in questa avventura i co-founder Lorenzo Calaciura e Antonio Paratore (marketing) insieme a Corrado Finocchiaro (finanza e B2B), oltre ai Breathers, ambassador che guidano gli eventi e promuovono le esperienze outdoor alla riscoperta del territorio siciliano. Il metodo “Take a Breath” è la perfetta commistione tra detox digitale, esperienza immersiva in natura e connessioni autentiche. I benefici psicologici della natura e la forza delle esperienze condivise, non sono concetti che arrivano qui dai manuali di psicologia ambientale di Kaplan&Kaplan, nè dal monito alla "conversazione necessaria" della sociologa Sherry Turkle, sono il frutto di esperienze e di bisogni sociali, del desiderio di riprendersi la qualità della vita sottratta soprattutto alle nuove generazioni.
Per questo le offerte sono diversificate, dalle esperienze naturalistiche come trekking, lezioni di surf, snorkeling, passeggiate a cavallo, agli aperitivi di digital detox come urban safe zone, dove sconosciuti possono raccontarsi, come accadeva - dicono - nei film anni ‘80, in cui era normale avvicinarsi a un bancone e scambiare quattro chiacchiere tra sconosciuti, una dinamica impensabile oggi anche per chi in quegli anni ci ha vissuto. Gli eventi non hanno limiti di età e accesso, mentre il format outdoor prevede un ticket e un numero chiuso.
Catania e Palermo sono le due città agli antipodi punti di raccolta per la partenza alle esperienze outdoor alla scoperta della Sicilia, e le città pioniere che hanno accolto per prime gli aperitivi di digital detox come appuntamenti fissi della settimana. In ogni evento è esaltata la socialità sana, spronata sin dall’avvio attraverso giochi di ice-breaking o missioni di gruppo che nell’esperienza condivisa creano sinergia tra estranei, spazio per spontanee conversazioni fino a nuove amicizie. Si invita da subito a mettere i telefoni in modalità aerea, si incentiva il non uso attraverso premi e penitenze che alimentano la dimensione di socialità e di condivisione. Alla fine di ogni incontro è previsto un monitoring e un confronto sulla media di utilizzo del telefono con l’esperienza condivisa. Non è un caso che gli eventi durino circa otto ore, in linea con il tempo medio giornaliero online stimato dai digital report 2026.
«Dopo gli eventi alcuni abbassano la media, altri la alzano, perchè restano in contatto con le nuove conoscenze distanti. La tecnologia che avvicina non è un problema, è quella che allontana chi è vicino che preoccupa – spiega Lorenzo Calaciura –. Il nostro obiettivo è abituare a un bilancio sano tra face-to-face e socialità mediata». Coerenti con la missione, evitano attività social in tempo reale, per non alimentare l’ego digitale dei partecipanti nell’esperienza. Attualmente il format è in fase di test in contesti aziendali, con lo scopo di unire il digital detox al team building. Un’avventura imprenditoriale catanese, giovane e promettente che lavora per creare connessioni e opportunità, con l’ambizione – e l’auspicio condiviso – di conquistare sempre più un ampio respiro.
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