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Tanta nostalgia degli anni Novanta (e delle tv locali): un tuffo nel passato di "Manie" e "Zoom"

Quando ancora internet e web tv erano lontani dall'essere quotidianità, nei canali delle emittenti locali siciliane ci furono un paio di programmi che hanno fatto la storia

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 23 aprile 2021

Pucci Raeli

Quando ancora internet, Web Tv e piattaforme on demand erano lontani dall’essere quotidianità, nei canali delle emittenti locali siciliane ci furono, negli anni a cavallo tra gli anni '90 e 2000, un paio di programmi che hanno fatto la storia.

Entrambi fanno capo all’ingegno e alla spiccata predisposizione comunicativa di Pucci Raeli che, insieme all’amico Dario Porretto, realizzò il programma Manie e, da solo successivamente, il programma Zoom.

«Sono due realtà rimaste nella storia della televisione regionale - ci ha detto Raeli - perché allora non era certo come adesso, non c’era questa offerta di fruizione di programmi o altri format e soprattutto questa dimensione più semplice creava un rapporto più stretto e diretto con lo spettatore».

Ma facciamo un passo indietro.

A metà degli anni ’70, casualmente, Raeli si trova a parlare dietro il microfono di una trasmissione radiofonica di Radio del mare, con sede a Mondello. Viene notato per la sua sincera socialità e, dopo qualche anno, diventa persino il proprietario della radio.



Mettendo a frutto, intanto, la passione personale per i primi home computer e smanettando con i primi videogames, insieme all’amico e socio Dario Porretto, lancia la trasmissione settimanale, registrata e poi diffusa dai canali tv, A tutto games, una specie di classifica dei giochi più richiesti e più utilizzati.

«Registravamo in cassette VHS, allora, che poi distribuivamo alle emittenti televisive. "A tutto games", ad esempio, andava sul canale 46. Con questo primo programma fummo notati da Tele Scirocco, il progetto crebbe e passammo a Computer Time che offriva un ulteriore approfondimento sempre legato ai programmi e ai giochi per PC».

Il successo evidente, già da questi primi passi, porta all’espansione, a livello regionale e non solo, della diffusione del format proposto. Il grande passo, però, avviene con il lancio di “Manie” lanciato su diversi canali e poi in esclusiva su Canale 21.

«Dopo i primi esperimenti, io e Dario - aggiunge Raeli - avevamo un grande desiderio di espanderci e allora, dando fondo alla passione comune legata al mondo del modellismo, creammo “Manie”, un magazine che dava spazio alle collezioni più disparate, con interviste agli appassionati e presentazioni in loco.

In un decennio circa di trasmissione, in un arco di tempo che va dal '90 al '97, abbiamo visto veramente di tutto.

Dalla collezione delle scatole dei fiammiferi a quella di caffettiere, passando dalla collezione di un signore che realizzava rimorchiatori telecomandati.

Ci si aprì un ventaglio veramente unico. I ricordi e gli aneddoti legati a questo progetto sono tanti, fra tutti però ricordo un signore che collezionava modellini di castelli che esistevamo veramente.

Praticamente fotografava castelli e poi li riproduceva, in dimensioni considerevoli, e li teneva tutti in casa.

Quando lo incontrai, dopo averlo intervistato, me ne volle regalare per forza uno. Sul momento cercai di dissuaderlo, pensando dove avrei potuto metterlo in casa.

Alla fine lo presi e, in realtà, diventò uno dei giochi preferiti dei miei figli. La femmina giocava con il castello usando le bambole, il maschio invece con i soldatini».

Il ricordo di questa trasmissione è veramente molto vivo negli spettatori dell’epoca anche perché, in breve tempo, varcò i confini della Sicilia per realizzare, con approfondimenti ad hoc, puntate anche nei parchi gioco nazionali, da Gardaland a Mirabilandia, o nelle fabbriche di produzione dei modellini.

«Assecondando il mio istinto di ampliarci e crescere nel progetto proposi a Dario di allargare il ventaglio dei temi trattati ma lui, fedele al mondo del modellismo, non accolse la mia richiesta e, dunque, il nostro progetto comune di Manie si chiuse lì».

Da questa chiusura nasce il progetto “Zoom”, altro video magazine con diffusione regionale, realizzato da Raeli con Arcangelo Grassia, editore allora dell’emittente Canale 46.

«Con Zoom mi occupavo di hobby, sport estremi e curiosità; la trasmissione aveva una cadenza bisettimanale o mensile e, in un decennio circa, realizzammo più o meno 200 puntate dal '97 fino al 2016.

Anche in questo caso ho avuto l’opportunità di raccontare, e sperimentare in prima persona, cose veramente assurde in alcuni casi.

Ricordo, ad esempio, che una volta partecipai, riprendendo con la telecamera, al primo volo di un aereo ultraleggero realizzato da un semplice appassionato.

Insomma in alcuni casi ho anche rischiato grosso ma il desiderio di condividere con gli altri queste storie aveva ogni volta la meglio.

E poi il miglior risultato era sempre il riscontro del pubblico, la gente mi fermava ovunque condividendo lo stesso entusiasmo che ci mettevo io, puntata dopo puntata».

Altri programmi che potremmo definire "cult" firmati da Raeli furono, tra il 1989 e il 2005, "La Stiva" (programma più goliardico con personaggi anche di Cinico Tv) e "Mai dire A" che giocava, è il caso di dire, sul mondo del calcio e, in particolare, sulla squadra del Palermo.
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