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Terapeutico ed immerso nelle campagne siciliane: il "segreto" nascosto di Sclafani Bagni

Secondo gli abitanti del luogo la sua acqua, che sgorga a una temperatura di 37 gradi, è "miracolosa" per la cura delle malattie della pelle e per i dolori derivanti dall’artrosi

Elena Cicardo
Digital strategist
  • 7 marzo 2021

Le terme di Sclafani Bagni (foto di Ignazio Farulo)

In mezzo alle campagne siciliane, in provincia di Palermo, Sclafani Bagni nasconde un piccolo segreto che in parte è già svelato dal suo nome. "Bagni", infatti, è giustificato dalla presenza di uno stabilimento termale noto sin dai tempi dei greci.

Il luogo pare fosse dedicato al dio della medicina Esculapio (Asclepio, in arabo Sqlafiah – da qui Sclafani), perché le acque termali avrebbero proprietà miracolose.

A far costruire lo stabilimento, poi andato in rovina, fu nel 1848 il Conte di Sclafani. Rimase attivo per pochi anni, poi fu distrutto da una frana. Nel 1857 è stato ricostruito in una nuova posizione ma, nonostante diverse passate ristrutturazioni, oggi versa in stato di abbandono.

Un tempo è stato al centro di una fiorente attività terapeutica. Aveva un grande atrio centrale, sul quale si affacciavano le camere che ospitavano i bagnanti, in un’altra ala dell’edificio c’erano le stanze da bagno, in cui arrivava l’acqua direttamente dalla sorgente, calda e un altro settore era riservato al pensionato, con camere e cucine anche per i parenti dei pazienti che arrivavano da ogni parte della Sicilia per curarsi.



Poco più a sud dello stabilimento però c’è una vasca termale che è un paradiso in mezzo alla natura, una straordinaria sorgente naturale di acqua calda, in cui si può liberamente fare il bagno guardando a nord la vallata che scende poi verso il fiume Imera e a sud lo strapiombo di roccia di circa 200 metri su cui sorge il piccolo borgo medievale di Sclafani Bagni.

L’acqua sgorga a una temperatura di circa 37 gradi e ha una composizione clorurato-solfato- alcalina.

La presenza di acido solfidrico la classifica come acqua termale sulfurea. È completamente priva di ammoniaca, nitriti e solfati. Fino agli anni Ottanta del secolo scorso veniva convogliata nelle vasche della Masseria Bagni, cioè l’antico stabilimento fatto costruire dal conte.

Secondo gli abitanti del luogo la sua acqua è miracolosa per la cura delle malattie della pelle (micosi) e per i dolori derivanti dall’artrosi. Sclafani Bagni e il paesaggio che lo circonda, con una splendida visuale sulla riserva naturale Orientata Bosco Favara e Bosco Granza, incantò Maurits Cornelis Escher che lo celebrò con un'incisione.

Come arrivare
Sclafani Bagni è il paese più piccolo della provincia di Palermo e il terzo più piccolo della Sicilia, dopo Roccafiorita e Gallodoro. Si trova sulle Madonie che dominano il paesaggio ed è molto vicino all’autostrada A19.

Per arrivare da Palermo, lasciare l’autostrada Palermo-Catania allo svincolo di Scillato, proseguire per Caltavuturo e poi per Sclafani Bagni.

Arrivati nel paese, si può proseguire anche a piedi, percorrere un sentiero panoramico che è l'ultimo tratto della via Francigena, oppure si può andare in macchina seguendo le indicazioni per Cerda. Dopo un paio di chilometri, vanno seguite le indicazioni per le terme e da lì, dopo qualche tornante, una stradina porta alla pozza termale.
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