Tiziana, siciliana e medico col cuore a Gaza: "Vivono ancora nelle stesse condizioni"
Ha operato bambini e civili nella Striscia, non si definisce un’eroina. Un impegno che le è valso la nomina a Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana
La dottoressa Tiziana Roggio
Dal 12 maggio al 6 giugno 2025 ha operato bambini e civili nella Striscia, uno dei luoghi più martoriati del pianeta. Un impegno che le è valso la nomina a Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ma che lei stessa riporta a una dimensione più profonda e meno celebrativa. «L’esperienza è stata veramente dura, sia dal punto di vista clinico che umano», racconta. «Si lavora in condizioni completamente diverse da quelle a cui siamo abituati: mancava tutto. Gli strumenti erano pochissimi, la maggior parte li avevamo portati noi. Mancavano i farmaci, mancavano gli antibiotici, mancavano le condizioni igienico-sanitarie per prevenire le infezioni».
A Gaza anche la medicina deve reinventarsi. «La popolazione è stremata anche dal punto di vista nutrizionale», spiega. «I pazienti non si nutrono come quelli a cui siamo abituati, non hanno condizioni igieniche adeguate, e tutto questo rende ogni intervento più complesso». Ma il peso più grande è umano. «Si lavora con bambini anche molto piccoli, feriti con lesioni gravi e devastanti», dice la Dott.ssa Roggio. «Alcuni non sono salvabili, altri sopravvivono ma saranno mutilati per il resto della vita. Intorno vedi famiglie spezzate, nuclei ridotti a un solo superstite. Sono situazioni inimmaginabili fuori da un contesto di guerra».
In uno scenario così estremo anche l’etica medica è costretta a confrontarsi con scelte drammatiche. «In zone di guerra sei costretto a riorganizzare tutto, anche l’etica», spiega Tiziana Roggio. «Quando arrivano disastri di massa devi dare priorità a chi ha più possibilità di sopravvivere. Ferite che nel nostro contesto occidentale sarebbero ricostruibili, lì non lo sono. Anche ustioni che da noi sarebbero salvabili diventano mortali».
Eppure, in mezzo alla distruzione, il gesto umano resta fondamentale. «L’aspetto relazionale è essenziale», sottolinea. «I colleghi palestinesi e i pazienti ci ringraziavano continuamente, anche solo per essere lì. In una situazione come Gaza la popolazione perde la speranza e si sente dimenticata».Gaza è una striscia di terra piccolissima e chiusa. «Non puoi andartene, non puoi accedere agli aiuti umanitari, i bambini non vanno a scuola», racconta la giovane chirurga. «Si vive per anni con meno del minimo indispensabile, facendo la fame, ricevendo bombe continuamente e dormendo in una tenda».
Un episodio, più di altri, restituisce la misura di questa realtà. «Un collega anestesista mi ha chiamata, chiedendomi se posso portargli una torcia wireless per la tenda quando tornerò», dice. «Mi sono fermata a riflettere: dopo quasi un anno vivono ancora nelle stesse condizioni. Famiglie numerose in tende microscopiche, pioggia, fango, nessun riscaldamento. Mi sta chiedendo la luce». Un uomo che lavorava su turni massacranti in ospedale, che impiegava ore per percorrere pochi chilometri, oggi chiede una torcia. «Questo è quello di cui si parla lì».
Quando parla dell’onorificenza ricevuta, Tiziana Roggio sposta lo sguardo altrove. «Sono estremamente grata al Presidente della Repubblica», afferma - ma spero che questo riconoscimento serva soprattutto a tenere i riflettori accesi su Gaza e su questa crisi umanitaria». Ciò che Gaza le ha lasciato è un monito. «Siamo bombardati ogni giorno da immagini sui nostri cellulari - riflette la Dottoressa -. Ma il rischio è diventare indifferenti. Bisogna praticare l’empatia, ricordarsi che quello non è un video sul telefono ma una famiglia vera. Chiedersi se vorremmo che accadesse a nostro figlio».
Tiziana Roggio ha 38 anni e non si definisce un’eroina. Dice di aver fatto “il suo piccolo”. Ma in un luogo come Gaza, quel “piccolo” diventa immenso. Ed è per questo che la Sicilia può riconoscersi in lei: perché il suo talento viaggia nel mondo, ma la sua umanità resta profondamente, ostinatamente, nostra.
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