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Un aereo in facoltà: cosa ci fa un gioiello dell'Aeronautica all'Università di Palermo

Chiunque abbia bazzicato in giro nella cittadella universitaria di viale delle Scienze si sarà chiesto prima o poi "che ci fa questo aereo qui?". Vi sveliamo la sua storia

Balarm
La redazione
  • 29 gennaio 2021

Il Lockheed F-104 Starfighter nel piazzale della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Palermo

Chiunque abbia bazzicato in giro nella cittadella universitaria di viale delle Scienze a Palermo si sarà chiesto prima o poi “che ci fa questo aereo qui?”.

È un F-104, un gioiello della tecnologia, il primo caccia intercettore a reazione ad altissima prestazione realizzato nella storia dell’aeronautica. È stato donato nel 2009 all’Ateneo di Palermo dall’Aeronautica militare e si trova esposto all’aperto nel piazzale in mezzo agli edifici di ingegneria per usi didattici e scientifici.

Ci si trova davanti un gigante lungo quasi 17 metri con un’apertura alare di sette, in grado di raggiungere una velocità doppia a quella del suono. La sua nascita risale alla fine degli anni cinquanta quando alcuni paesi della NATO sentirono la necessità di riequipaggiare la loro forza aerea con nuovi intercettori.

Per rispondere al requisito, l'industria aeronautica americana Lockheed, partendo dalla versione C, realizzò un nuovo prototipo del suo caccia bisonico F-104 e identificò questo nuovo aereo come F-104. Era un caccia che poteva svolgere la funzione di intercettore e di bombardiere.



I Lockheed F-104 Starfighter sono entrati in servizio nell’aeronautica militare all’inizio degli Anni Sessanta e “messi in pensione” nel 2004. Una decina di anni fa sono stati donati a varie scuole, comuni e atenei di tutta Italia. Oltre che all’Università di Palermo, questi aerei si trovano infatti anche in quella di Modena e alla Cattolica di Milano.

Nel 2009 Antonio De Vecchi, curatore del progetto espositivo, spiegava che l’aereo è arrivato a Palermo dal comando logistico dell’Aeronautica militare, nono stormo, con sede a Grazzanise, vicino a Caserta, con un camion imbarcato su una nave e sette persone a seguito incaricate di riassemblarne i pezzi nel cortile della facoltà di Ingegneria. Con l’aiuto di un’autogrù sono stati montati fusoliera, punta, ali, laterali, l’aereo è stato issato su un traliccio di acciaio inossidabile alto quattro metri e arricchisce le collezioni scientifiche dell'università, oltre a essere un ulteriore elemento di studio e di ricerca per gli studenti.
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