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Un grande parco tra agrumeti e itinerari green: il progetto ambizioso per Palermo

Alcune associazioni e il Comune hanno stilato con cronoprogramma: il parco avrebbe dovuto aprire i cancelli il 2 settembre 2019 ma non è stato fatto nulla

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 29 agosto 2019

Parco Villa Turrisi

C'era un piano preciso, concordato tra gli uffici del Comune di Palermo e le associazioni ambientaliste cittadine e messo nero su bianco: c'era un cronoprogramma che prevedeva la pulizia dell'area della ex ferrovia, realizzazione delle recinzioni in pali di metallo e rete metallica e la pulizia e apertura del secondo cancello di via Di Blasi.

In buona sostanza c'era un progetto: il Parco Villa Turrisi (ne abbiamo parlato qui) che si trova in via Michelangelo, fa parte di un progetto ben più ambizioso che è quello della "Green Way" - il percoso naturalistico da fare a piedi o in bici che collega Palermo con Monreale lungo una vecchia ferrovia - e il parco avrebbe dovuto aprire i battenti il 2 di settembre 2019 per essere fruibile dai cittadini e invece probabilmente non sarà così, perché ancora mancano diversi passaggi.

A giugno c'è stata una riunione tra le associazioni che fanno parte del comitato per l'apertura del parco: Wwf, Addiopizzo, Italia Nostra, il comitato Bonafede Russia e Legambiente, il vicesindaco Fabio Giambrone e i presidenti delle partecipate (Coime, Rap e Reset) e si era stabilito il percorso che avrebbe dovuto portare alla riapertura del lungo tratto di questa strada che passa all'interno di quello che sarebbe dovuto essere Parco Villa Turrisi.

Purtroppo però non succede nulla, non è stata fatta la pulizia, non è stata messa la recinzione e - probabilmente - non si aprirà il cancello giorno 2 settembre.

Il progetto del Parco, dicevamo, che si intreccia a quello della Green Way è ambizioso, prevede circa 25 ettari di verde tra agrumi e giardini, ma la sua realizzazione è complicata perché il tracciato ferroviario (di proprietà del Comune di Palermo) passa attraverso alcuni terreni privati, (sebbene tutto il verde sia vincolato) e non tutti hanno accolto con entusiasmo l'iniziativa nata dalla volontà di alcune associazioni nel lontano 2002 e sposata da questa amministrazione comunale di farne un grande parco aperto a tutti cittadini, turisti, avventori.

«Passa il tempo e nessuno ci degna di alcuna risposta - dicono gli attivisti - Abbiamo mandato diverse mail dove chiedevamo spiegazioni su come mai non si muovesse più niente e tutto quello che era stato stabilito non si stava portando a compimento, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Giambrone non risponde più al telefono. Crediamo che tutto questo sia una forte mancanza di rispetto nei confronti degli interlocutori, abbiamo capito che il dialogo non paga, le date le hanno fissate loro. Se continueranno a non farsi vivi procederemo per altre vie perché quel terreno è pubblico ma viene fruito da privati e non riteniamo che sia giusto».

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