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Un gruppo di cittadini e quel sogno comune: la (folle) scommessa di "Palermo Identity"

Il progetto indipendente di cittadinanza attiva nasce dall'idea di un ristoratore (stanco ma fiducioso) che ha deciso di portare a Palermo un po' di aria nuova e di azioni concrete

  • 14 aprile 2021

Da sinistra Gaspare Citarrella, ideatore e fondatore di Palermo Identity, e Alfonso Catasino

«La goccia scava la pietra. Gutta cavat lapidem».

Più che uno slogan, quello citato da Alfonso Catasino, è un motto che sta alla base della filosofia di pensiero portata avanti da un centinaio (ma il numero è destinato a crescere) di cittadini e professionisti che - stanchi ma volenterosi - si sono uniti in gruppo con lo scopo di portare a Palermo un po' di "aria nuova" e soprattutto azioni concrete.

Anche un piccolo cambiamento, infatti, può aiutare la città a rigenerarsi. Tutto ciò che conta è mettersi in gioco, ognuno nel proprio piccolo, e stimolare in questo modo la cooperazione tra persone che hanno un obiettivo comune.

Per questo motivo il nome del progetto indipendente fondato e ideato da Gaspare Citarrella, ristoratore, è "Palermo Identity".

Un progetto che - dice Catasino - a primo impatto, potrebbe sembrare «un'idea quasi folle» per tutto quello che costa in termini di dispendio energetico, fisico e mentale ma «se non si fa un tentativo non si potrà mai sapere se si fallirà o meno».



Ma si sa, «Palermo - aggiunge Citarrella - è una città che (purtroppo) molto spesso si perde nelle cose più semplici, e non a caso il "mantra"che ho scelto recita così: "Io ci provo... e tu?"».

Ma andiamo con ordine.

L'idea è nata ad ottobre 2020 «quando - racconta - ho ospitato alcuni turisti nel mio ristorante. Ho chiesto loro cosa avevano apprezzato della città e cosa no. La loro risposta mi ha raggelato. Se da un lato, infatti, erano entusiasti dell'aspetto artistico e culturale di Palermo, dall'altro commentavano negativamente il suo decoro.

Una frase in particolare mi ha acceso una fiammella dentro: "non avete la furbizia di pulire le strade dove passano i turisti". E purtroppo avevano (e hanno) ragione».

Nasce così quell'idea "folle" di Gaspare a cui, con sua grande sorpresa, approdano tanti altri "folli" come lui. Tra loro c'è ad esempio Alfonso Catasino, operatore culturale, uno dei primi che si è messo subito a completa disposizione, unitamente a Giovanni Prestileo, architetto, sposando del tutto il progetto .

«Non siamo un movimento o un partito politico - spiega Citarrella -. Non abbiamo alle spalle nessun personaggio politico che guidi il nostro operato. Abbiamo il massimo rispetto delle ideologie di tutti e per questo motivo vogliamo essere concreti e leali».

Proprio in virtù di questa trasparenza «non muoviamo critiche per contrapposizione politica, vista la nostra natura apartitica, - sottolinea Catasino -, ma ci interessa fornire spunti per stimolare la crescita, per incentivare il confronto e dare un contributo concreto affinché si migliori la città».

Quello ideato da Gaspare è quindi un «progetto indipendente di cittadinanza attiva e di professionisti che si sono messi insieme a disposizione della città. Il gruppo, infatti, sta studiando e lavorando per cambiare e rigenerare la nostra città».

Si definiscono stanchi ma fiduciosi, i cittadini (tra loro ci sono avvocati, architetti, ingegneri, insegnanti, commercianti, ristoratori, esperti della comunicazione) che hanno deciso di mettere insieme le proprie menti pensanti e indipendenti al fine di diventare una sorta di "collante" tra il territorio e le amministrazioni comunali di Palermo, mettendo sul tavolo una serie di proposte concrete, fattibili e credibili.

«Per essere credibili - aggiunge Gaspare - dobbiamo fare in modo che altrettanti cittadini credibili entrino a far parte del nostro progetto e che tutto quello che andremo a fare in questo anno e mezzo, che ci separa dalle elezioni comunali, sia percepito dalla cittadinanza in maniera positiva. Troppa burocrazia, inutile, ostacola la fattibilità dei progetti».

Due sono le principali aree di lavoro su cui "Palermo Identity" è già al lavoro e su cui punta maggiormente.

«La prima è quella di analizzare tutto quello che è stato fatto e studiare soluzioni che possano in maniera semplice e fattibile migliorare la vivibilità ed i servizi di Palermo - continua Citarrella -. Parliamo quindi di piste ciclabili, pedonalizzazioni, raccolta rifiuti differenziata, cura del verde.

Desideriamo lavorare di concerto con le circoscrizioni e, con il supporto delle tantissime associazioni di volontariato, agire al loro fianco».

«La seconda, la più difficile ed ambiziosa, riguarda la periferia - precisa Catasino - Palermo è "centro centrica" e se continuiamo ad avere due o più città, non sarà possibile portare avanti un cambiamento reale.”

«Ecco perchè vogliamo iniziare dalle periferie - conclude Citarrella -, è qui che bisogna lavorare sull'inclusione, al fianco delle scuole, dei presidi culturali e di tutte quelle attività sociali che sono già impegnate sul territorio ma che non hanno voce».

A tal proposito, "Palèrmo Identity" ha già collaborato ad una serie di iniziative in vari quartieri periferici, per iniziativa dell'associazione “Basta Volerlo”.

Qui il gruppo insieme alle associazioni ha attivato una vera e propria "corrispondenza virtuale" con la Rap, inviando segnalazioni sull'abbandono di rifiuti ingombranti e sulle discariche abusive, chiedendo l'installazione dei contenitori per la raccolta differenziata e la bonifica delle aree.

«Stando a contatto con la gente del luogo che vive quotidianamente le problematiche - spiega Citarrella - abbiamo capito che mancava l'organizzazione e la comunicazione e così ci siamo mossi di conseguenza. Il monitoraggio e l'attività di segnalazione delle aree interessate continua fino a che i problemi non vengono risolti».

«Cambiare Palermo non è facile - concludono -, ma noi a differenza di altri ci proviamo in maniera completamente diversa. Palermo Identity è aperto a tutti, abbiamo bisogno di lavorare e confrontarci con chiunque ha a cuore questa città».
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