PROGETTI

HomeMagazineTerritorio

Un orto, un cinema all'aperto, sport ed eventi: lo Sperone dallo spaccio alla rinascita

L'intero progetto si basa sui desideri di bambini e residenti: parliamo del quartiere di Palermo che si trova alla periferia est, simile allo Zen per morfologia e tessuto sociale

Balarm
La redazione
  • 8 maggio 2019

L'area nel quartiere Sperone

Il quartiere prende il nome dall'antica usanza dello "Sperone" del Settecento: una piramide di pietra che sorgeva proprio in questo punto e alla quale venivano appesi i corpi squartati di chi veniva giustiziato.

Lasciamo da parte questo macabro spettacolo per tornare ai giorni nostri: sull'’area su cui sorgeva l’asilo nido rimasto incompiuto per quarant'anni, devastato, dato alla mafia e diventato nascondiglio per tossicodipendenti e luogo di spaccio sta per sorgere un grande e nuovo spazio.

A giugno dovremmo avere un'area da 5mila metri quadri con orto didattico, poi un’area per il cinema all’aperto e campi sportivi multifunzionali in vista dell’arrivo di un nuovo asilo nido che occuperà il 10 per cento degli spazi mentre tutto il resto interpreterà i desideri e i bisogni emersi dal confronto con la cittadinanza e i bambini.

Da febbraio a oggi sono stati esaminati centinaia di disegni dei bambini dell’Ics Sperone e ascoltato i pareri degli abitanti. Al centro cè a quanto pare l’esigenza di avere oltre ad un asilo nido, un luogo dove poter giocare, stare insieme, svolgere attività sportive e culturali durante tutto l’arco della giornata.

Dietro il progetto c'è Lab Sperone Children: un laboratorio che ha impegnato trenta tra studenti di architettura dell’Università di Palermo coordinati dal professore Dino Trapani e dell’Accademia di Belle arti e gli architetti professionisti Pietro Airoldi, Marco Alesi, Cristina Calì, Alberto Cusumano (Studio AM3), Walter Parlato, Nicola Piazza, Sebastiano Provenzano e Sergio Sanna.

All'annuncio della notizia erano presenti anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, l’assessore al Decoro Fabio Giambrone, l’assessore alla Scuola Giovanna Marano e l’assessore ai Lavori Pubblici Maria Prestigiacomo.

Desideri che Lab Sperone Children ha trasformato in un percorso progettuale in tappe da qui a settembre, utilizzando ciò che rimane della vecchia struttura e trasformandolo in arredo e stimolo per l’immaginazione.

La parte più esterna, la prima su cui si interverrà, diventerà già a giugno un orto didattico in cui realizzare attività per il tempo d’estate: unificando le aiuole si creerà un grande giardino curato proprio dai bambini dell’ICS Sperone-Pertini.

A Luglio, invece, sarà sistemata un’altra parte dell’area per farne un Playground sperimentale in cui poter organizzare, tra l’altro, proiezioni di cinema all’aperto e laboratori. Sempre in questa fase verrà realizzato un piccolo belvedere con vista sul mare, sfruttando alcuni gradini esistenti e creando una piccola terrazza da cui guardare l’orizzonte. Ad agosto il timing prevede la stesura di un suolo antitrauma per realizzare un campo polifunzionale utilizzabile per il calcetto ma anche per altri giochi di squadra come il basket o la pallavolo.

Infine, a settembre, saranno realizzati i lavori della piazza/giardino che occuperà lo spazio dell’asilo demolito e in cui, sfruttando i vuoti e i pieni del basamento, verranno create aree a verde e giochi d’acqua proprio come in tanti disegni dei bambini.

Lab Sperone Children nasce come percorso condiviso di rigenerazione urbana subito dopo la demolizione dell’asilo incompiuto il 19 febbraio scorso. La proposta, partita dall’Ordine degli Architetti viene infatti subito condivisa dal Comune e dall’Ics Sperone-Pertini, in prima linea da anni per la riqualificazione dell’area e del quartiere. Il workshop è stato ufficializzato da una call dell’Ordine degli Architetti l’11 aprile scorso ed ha coinvolto trenta tra architetti, studenti dell’Università e dell’Accademia di Belle Arti, trasformando - dal 2 al 4 maggio - la scuola in un incubatore di rigenerazione urbana.

Nelle settimane precedenti, un altro gruppo di Pianificatori ha invece svolto interviste agli abitanti del quartiere. Il 17 aprile, inoltre, si è tenuta un’affollata assemblea di quartiere alla presenza del vicesindaco Fabio Giambrone e dell’assessora alla Scuola, Giovanna Marano.

«Un percorso - dice il presidente dell’Ordine degli Architetti Francesco Miceli - che ci ha permesso di sperimentare un modo nuovo di fare progettazione e ripensare gli interventi sugli spazi pubblici, per fare dell’architettura e delle nostre competenze uno strumento di benessere e partecipazione della comunità».

«Lo Sperone è Palermo e Palermo è lo Sperone – dice il sindaco Leoluca Orlando - Quello che è accaduto qui con questo percorso partecipato è la dimostrazione che tutto si tiene; è la dimostrazione che non esistono periferie ma tanti centri. Allo Sperone e a Brancaccio, grazie alla grande forza di volontà dei genitori, degli insegnanti, dell'amministrazione comunale e degli architetti si è attivato uno splendido metodo di lavoro. Per noi è uno stimolo ed una sfida, che accogliamo volentieri, a far sì che questi progetti si tramutino al più presto in una realtà vivibile e vissuta dai bambini, dalle bambine e da tutti gli abitanti del quartiere».

«Lab Sperone Children è stato lo spazio del noi – dice la preside dell’ICS Sperone Pertini Antonella Di Bartolo – Attorno a questa elaborazione ci siamo ritrovati in tanti: la scuola, l’amministrazione comunale, l’Ordine degli architetti. E ancora: associazioni, cittadini, bambini. È stato un percorso straordinario, una palestra di cittadinanza, un’occasione per elaborare progetti e azioni a partire da valori e visioni condivise».

Soddisfatto l’assessore Fabio Giambrone: «Fin dal momento della demolizione ho detto che diventava fondamentale rendere fruibile quest’area in breve tempo. Da allora non ci siamo mai fermati e le idee presentate oggi vanno nella stessa direzione».

Sull’aspetto educativo dell’operazione ha puntato l’attenzione l’assessore alla Scuola, Giovanna Marano: «Tutto nasce da un progetto educativo e l’orto didattico prosegue su questa linea, coltivando il futuro del quartiere e dell’area che vedrà anche un nuovo asilo nido».

Soddisfatti gli allievi della scuola. «Questo progetto – ha detto tra gli altri, Alessandro Fazio, 11 anni – mi ha fatto capire cos’è lo Sperone davvero. Insieme possiamo fare tanto».

Nato come borgata marinara lo Sperone fu, fino al secondo dopoguerra, frequentata come area balneare, con stabilimenti dei primi del Novecento e servita, fra l'altro, da un'antica linea tramviaria.

A partire dagli anni Sessanta, ed ancor più negli anni Settanta ed Ottanta, fu oggetto di un'intensa attività edilizia, eliminando ogni soluzione di continuità col resto della città. In particolare vennero realizzati numerosissimi insediamenti di edilizia popolare, facendo assumere al quartiere caratteristiche per certi versi simili ad altre aree della periferia depressa di Palermo (Borgo Nuovo, il CEP e lo ZEN).

La pesante incidenza della povertà fra le famiglie, evidenti fenomeni di disagio sociale, dispersione scolastica e criminalità, la scarsa manutenzione dei "palazzoni" e la mancanza di servizi essenziali, hanno reso l'area gravemente degradata, a dispetto di diversi interventi di riqualificazione urbanistica e dell'impegno delle istituzioni scolastiche e del volontariato.

articoli recenti