IDEE E PROGETTI

HomeMagazineSocietàIdee e progetti

Un "Ostello Bello" a due passi dal Castello a Mare: come cambia l'ex centrale elettrica di Palermo

Entro un anno Palermo diventerà sede di un nuovo ostello della catena che vanta quattro sedi in Italia e una in Birmania. Ecco cosa prevede il progetto di riconversione

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 12 marzo 2021

L'interno di una delle sedi della catena "Ostello Bello"

"Ostello Bello", la catena di strutture ricettive low cost, sembra che potrà iniziare presto i lavori a Palermo. Lavori che - se tutto filerà liscio - dovrebbero richiedere meno di un anno di tempo.

Ce lo ha confermato Carlo Alberto Dalla Chiesa, CEO e Co-Founder della catena di ostelli che anche per il 2019 ha ricevuto l'Hoscar della categoria come "Migliore catena di ostelli al mondo".

La ristrutturazione dell'ex centrale termoelettrica - sede individuata da tempo - che si trova in via Galileo Ferraris (angolo via Volta), a due passi dal Castello a Mare, non si è potuta avviare nei mesi scorsi perché il Comune di Palermo aveva negato il permesso di costruire per una "pretesa difformità delle opere oggetto di istanza con lo strumento urbanistico".

Questa decisione, nei giorni scorsi, è stata rigettata dalla sentenza emessa dalla Seconda Sezione del Tar che ha annullato il provvedimento comunale.

«Siamo molto soddisfatti di questo provvedimento - ci ha detto Carlo Alberto Dalla Chiesa - perché finalmente potremo procedere nella realizzazione del progetto che è già stato approvato dalla Soprintendenza e dall’Autorità Portuale».



Il problema si era posto poiché, secondo il Comune, la destinazione d’uso non era conforme al piano urbanistico, secondo il parere del dipartimento Urbanistica dell'assessorato regionale al Territorio.

La riconversione dell’immobile, infatti, acquistato dalla Neaimmobiliare srl di Dario Mirri, non sarebbe stata possibile perché alcune porzioni dell’unità edilizia sono ubicate in zona destinata a parcheggio e in zona F16 (area ferroviaria e portuale).

Ad oggi il problema sembra essere stato risolto, a meno che non spuntino ulteriori ricorsi.

Ciò significa che, entro un anno circa, Palermo potrebbe essere sede di un nuovo Ostello Bello che vanta già quattro sedi in Italia e una in Birmania, con un transito medio di 180 mila viaggiatori l’anno.

«Il nostro obiettivo è replicare il modello degli altri ostelli della catena che si basa principalmente su tre tipi di attività: quella ricettiva in sé, in stile contemporaneo, senza fronzoli e con un altissimo livello di pulizia.

Un’attività legata alla somministrazione con la presenza di bar all’interno della struttura e, l’ultima, quella legata alla produzione e promozione di attività culturali, che per noi è lo strumento più efficace per creare un circolo virtuoso tra i viaggiatori e la gente del posto».

Non c’è dubbio, considerando i numeri registrati nelle altre sedi e il feedback di riscontro dei viaggiatori, che la catena sappia bene come offrire servizi nel posto in cui opera.

«Ostello Bello è una società composta da persone che hanno sempre frequentato gli ostelli e sono innamorati della filosofia legata ad essi ovvero la condivisione, l’inclusione, lo scambio e soprattutto la curiosità a 360 gradi.

Il nostro presupposto è aprire questi luoghi anche alla città che li ospita e a coloro che sono residenti. Vogliamo valorizzare, con i nostri servizi, le due anime che vivono l’Ostello, chi è di passaggio e chi va a bere qualcosa per conoscere gente nuova, stimolando curiosità reciproca.

Solo così un viaggiatore fa esperienza reale di un posto e anche del territorio circostante».

Per chi ha già fatto esperienza in una delle sede della catena sa cosa si prospetta anche per la struttura siciliana che metterà a disposizione circa 220 posti letto, con un personale di circa 20 unità.

«Anche qui spenderemo la nostra attenzione maniacale - ci dice sorridendo Dalla Chiesa - per la sostenibilità ambientale (niente plastiche e riuso degli arredi, fra le altre cose) ed economica che fa il paio, nei nostri progetti, con un design contemporaneo e accogliente.

Siamo fortemente motivati a includere Palermo, con la nuova struttura, nell’ottica, pandemia permettendo, di creare presto una rete culturale, pensando a progetti come a un tour di artisti con produzioni locali, ad esempio.

Vogliamo proporre e produrre “buone pratiche” e Palermo, con il carico di storia, cultura e tradizioni è una base eccezionale con cui dialogare».
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci:
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

ARTICOLI RECENTI