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Un parco sul mare, aree pedonali e piste ciclabili: Catania punta sul nuovo waterfront

Iniziata la riqualificazione del lungomare di Ognina, quartiere storico: da qui la città prova a riscrivere il suo rapporto col mare puntando su sostenibilità e identità

Noemi Costanzo
Giornalista pubblicista
  • 27 maggio 2026

Il render del nuovo lungomare di Ognina, a Catania

Il mare che per anni ha rappresentato l’anima più autentica di Catania oggi torna al centro di una delle più ambiziose operazioni urbanistiche degli ultimi decenni. Ognina, storico borgo marinaro della città etnea, prova a rialzarsi dopo le devastazioni provocate dal ciclone Harry, che nei mesi scorsi ha colpito violentemente il litorale catanese, danneggiando parte del lungomare, infrastrutture costiere e aree pubbliche simbolo della vita cittadina.

Le immagini delle mareggiate che si sono abbattute sugli scogli lavici, trascinando detriti e distruggendo tratti della passeggiata sul mare, hanno lasciato una ferita profonda nella memoria collettiva dei catanesi. Oggi però quella ferita può trasformarsi in occasione di rinascita. Con l’avvio ufficiale del cantiere per la rigenerazione del waterfront di Ognina, Catania tenta infatti di riscrivere il proprio rapporto con il mare, puntando su sostenibilità, qualità urbana e valorizzazione dell’identità storica del quartiere.

Il progetto, finanziato dal ministero dell’Interno attraverso il Programma Nazionale di Rigenerazione Urbana, prevede un investimento complessivo di 15 milioni di euro ed è stato affidato alla Ognina S.c.a.r.l., società costituita da Ingegneria Costruzioni Colombrita S.r.l. e Repin S.r.l., su progetto dello studio Bodàr - bottega d’architettura.

Non si tratta soltanto di lavori di manutenzione o di un semplice restyling del lungomare. L’obiettivo è molto più ampio: trasformare Ognina in un moderno waterfront urbano capace di coniugare vivibilità, turismo, mobilità dolce e memoria storica. Una vera rivoluzione per uno dei quartieri più identitari di Catania, troppo spesso sacrificato nel tempo a favore di infrastrutture invasive e di una viabilità pensata quasi esclusivamente per le automobili.

Tra gli interventi più significativi c’è sicuramente la demolizione del cavalcavia che per decenni ha separato fisicamente e visivamente il borgo dal mare. Una struttura considerata ormai obsoleta e simbolo di una concezione urbanistica superata. La sua rimozione permetterà finalmente di restituire continuità tra piazza, porticciolo e lungomare, aprendo nuovamente lo sguardo verso il Mediterraneo.

Il nuovo volto di Ognina sarà caratterizzato da ampie aree pedonali, percorsi ciclo-pedonali continui, spazi verdi e zone dedicate all’aggregazione sociale. Il progetto punta infatti a creare un grande parco lineare urbano affacciato sul mare, capace di collegare i vari tratti del waterfront catanese e favorire una mobilità più sostenibile. Particolare attenzione verrà dedicata anche al recupero del porticciolo storico, cuore pulsante del quartiere e luogo profondamente legato alla tradizione marinara della città.

L’area sarà riqualificata attraverso interventi architettonici e funzionali pensati per valorizzare le attività locali, migliorare la fruizione turistica e creare nuovi spazi pubblici accessibili ai cittadini.

Dopo i danni provocati dal ciclone Harry, il tema della resilienza climatica è diventato centrale nel progetto. Le nuove aree verdi non avranno soltanto una funzione estetica, ma serviranno anche a mitigare gli effetti delle ondate di calore e delle future mareggiate, migliorando la qualità ambientale del quartiere. Le superfici permeabili, la vegetazione mediterranea e le soluzioni urbanistiche sostenibili rappresentano una risposta concreta alle sfide climatiche che sempre più spesso colpiscono le città costiere del Sud Italia.

La rinascita di Ognina si inserisce inoltre in un piano più ampio di trasformazione del lungomare catanese, che nei prossimi anni potrebbe cambiare radicalmente il volto della città. Il Comune punta infatti a creare un sistema integrato tra mare, mobilità e spazi pubblici, restituendo ai cittadini un rapporto più diretto con la costa.

Non mancano tuttavia le sfide. I lavori dovranno confrontarsi con complessità burocratiche, esigenze di tutela paesaggistica e inevitabili disagi per residenti e attività commerciali. Ma l’aspettativa della città è altissima.

Per molti catanesi, Ognina non è soltanto un quartiere: è un luogo dell’anima, fatto di memoria, pescatori, tramonti e passeggiate sul mare. Ed è proprio qui che il progetto assume un valore simbolico ancora più forte.

Dopo la distruzione causata dal ciclone Harry, la riqualificazione del waterfront rappresenta una risposta concreta alla fragilità del territorio, ma anche un messaggio di speranza. Catania prova a ricucire il rapporto con il suo mare e a trasformare una ferita urbana in una nuova opportunità di sviluppo. Se il progetto riuscirà davvero a mantenere le promesse, il nuovo lungomare di Ognina potrebbe diventare uno dei simboli della rinascita urbana del Sud Italia: un luogo dove storia, paesaggio e innovazione tornano finalmente a dialogare.
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