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Un percorso in bici alla Bandita: sì ok, ma la costa sud di Palermo non ha altre priorità?

Siamo nella Costa Sud, che ha le cicatrici di un abbandono decennale: andrebbe bene una pista ciclabile ma il porto? Il lungomare? La carreggiata che si restringe?

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 24 aprile 2018

Il Pon Metro ci salverà! Battute a parte, il Programma Operativo Nazionale destinato alle Città Metropolitane sta letteralmente lanciando una pioggia di milioni su tante città italiane per favorire interventi strutturali, nei più disparati settori: innovazione, tecnologia, infrastrutture, mobilità.

Anche Palermo ha chiuso l’ombrello e scruta il cielo nell’attesa che questi soldi diventino spendibili. Ma per spenderli servono i progetti e allora ecco un altro iter che si avvia, quello per la realizzazione di un “Percorso ciclabile zona sud da Via Archirafi fino al Porticciolo della Bandita comprensivo di opere smart

Potrebbe essere l’ennesima occasione per costruire un percorso ciclabile degno di questo nome, il primo che si possa definire tale, proprio perchè l’esperienza “ciclabile” palermitana è stata assolutamente fallimentare se parliamo di infrastrutture destinate a questa categoria di mobilità urbana.

Siamo nella famosa Costa Sud, quella dove i nostri genitori e nonni andavamo a fare il bagno a mare tanti anni fa, lungo via Messina Marine.

Questa via mostra ancora le cicatrici di un abbandono totale durato decenni e dove sporadicamente sono stati calati (e mai ultimati) progetti di riqualificazione.

È il caso della corsia ciclabile, che tra marciapiedi, abusivi e incuria, costeggia parte di questo litorale e che i fondi del PON METRO dovrebbero contribuire a completare, o se preferite, rifare.

In questi giorni si sta definendo l’iter burocratico che consentirà l’affidamento della progettazione e della realizzazione di quest’ opera, per un importo totale di oltre 7 milioni di euro.

Il tracciato, per somme linee, seguirà quasi parallelamente il tratto di costa compreso dal porticciolo della Bandita sino all’area limitrofa la foce del Fiume Oreto, luogo in cui risalirà in direzione monti per andare ad attestarsi su via Archirafi, toccando Corso dei Mille e via Tiro a Segno.

Tali indicazioni sul percorso rimangono tuttavia soggette a modifiche che potranno essere apportate in sede di progettazione esecutiva. L’impianto generale appena citato infatti è dedotto dallo studio di fattibilità pubblicato dal Comune di Palermo.

In tal senso già alcune critiche sono “piovute” sul progetto: in primis viene fortemente criticata la scelta di escludere il porticciolo di Sant’Erasmo da questo percorso.

Sant’Erasmo infatti è il naturale collegamento tra il Foro Italico e via Messina Marine e stante le indicazioni di cui sopra, il percorso ciclabile non prevede alcun passaggio da quest’area. Un lungomare interrotto.

Sembrerebbe infatti che chi proverrà ad esempio dal Foro Italico in bici, dovrà risalire la ciclabile di via Lincoln sino ad attestarsi su via Archirafi per aggirare Sant’Erasmo e ritornare sul waterfront direttamente oltre la foce del Fiume Oreto.

A seguire, vengono indicati segmenti di pista ciclabile lungo via Tiro a Segno che non dispone certamente di una carreggiata molto spaziosa, destando preoccupazione per l’eccessivo restringimento della strada.

Inoltre, sempre nello studio di fattibilità si fa riferimento a tratti di corsia ciclabile su via Messina Marine ricavati sull’attuale carreggiata, che verrebbe ridotta in alcuni tratti anche di 2,50 metri.

Se pensiamo che via Messina Marine soffre già adesso l’alto flusso veicolare e che potrebbe divenire l’unica alternativa di accesso da sud alla temporanea chiusura del Ponte Corleone su Viale Regione Siciliana nei prossimi anni, le preoccupazioni per la totale implosione della via sono destinate inevitabilmente ad aumentare.

Tuttavia la progettazione esecutiva servirà proprio ad affrontare questi problemi e dissipare (speriamo) anche questi dubbi con soluzioni di carattere generale e puntuale.

Anche se alcune situazioni contingenti potrebbero costringere l’adozione di soluzioni “forzate” lasciando irrisolti o aggravando problemi preesistenti. Ci sarà da riguardare le carte più in là.

L’analisi potrebbe proseguire per ogni metro di percorso ma probabilmente avrebbe più senso farlo a valle della progettazione finale, che inizierà nei prossimi mesi (?) a seguito della pubblicazione dell’apposito bando di gara.

In tutto questo, una domanda rimane sempre di fondo: ma Palermo come immagina la riqualificazione complessiva della Costa Sud?

Il percorso ciclabile è solo un tassello di un mosaico più grande del progetto waterfront e quando verrà realizzato finirà inevitabilmente per condizionare le scelte sulla progettazione successiva dell’intera area.

Ma di idee sul lungomare ne abbiamo sentite parecchie, progetti alcuni, fatti zero. Per cui la sensazione, ad aprile 2018, è che questa ciclabile sia una scelta progettuale che camminerà da sola, decontestualizzata da una visione d’insieme che oggi, ad aprile 2018, non c’è.

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