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Una banca cela una gigantesca opera di street art: sei nel cuore (a colori) di Catania

A prima vista l’edificio può sembrare austero, come i palazzi delle istituzioni finanziarie. In realtà ci trovi un racconto visivo della città, visitabile per le Giornate del Fai

Noemi Costanzo
Giornalista pubblicista
  • 17 marzo 2026

La Banca D'Italia di Catania

Un viaggio tra istituzioni, storia urbana e il monumentale murale “Banco di Vita”. In occasione delle Giornate FAI di Primavera 2026 la filiale della Banca d’Italia di Catania sarà eccezionalmente visitabile. Nel cuore di Catania, tra il traffico di piazza della Repubblica e le vie che conducono al quartiere di San Berillo, sorge la filiale locale della Banca d’Italia. A prima vista l’edificio può sembrare austero, come spesso accade per i palazzi delle istituzioni finanziarie. In realtà nasconde una storia interessante che unisce architettura, economia e arte contemporanea.

La sede fa parte della rete territoriale della banca centrale italiana e svolge diverse funzioni fondamentali per il sistema finanziario: mantiene i rapporti con banche e intermediari locali, offre servizi ai cittadini e contribuisce alle attività della banca centrale a livello nazionale ed europeo. Come tutte le filiali della Banca d’Italia, rappresenta quindi un punto di collegamento tra le politiche economiche dello Stato e la realtà economica del territorio. Negli ultimi anni, però, questo edificio è diventato noto anche per un motivo molto diverso: la presenza di una gigantesca opera di street art che ricopre gran parte della facciata esterna.

Nel 2023 la Banca d’Italia ha deciso di trasformare una parte del proprio edificio in una grande tela urbana. È nato così “Banco di vita”, il monumentale murale realizzato dall’artista romana Chiara Capobianco, conosciuta anche con lo pseudonimo Capo.bianco. L’opera si estende su oltre 700 metri quadrati di superficie, diventando una delle più grandi installazioni artistiche presenti in città. Il progetto non è nato soltanto per abbellire l’edificio.

L’obiettivo era più ampio: creare un dialogo tra la banca e il quartiere che la circonda. Il murale si affaccia infatti su San Berillo, una zona che negli ultimi anni ha cercato di rinascere attraverso iniziative culturali e artistiche. L’arte, in questo caso, diventa uno strumento per riqualificare lo spazio urbano e rafforzare il legame tra istituzioni e cittadini. Osservando il murale si scopre che non si tratta di una semplice decorazione. L’opera è stata progettata dopo uno studio approfondito della città e della sua storia. Capobianco ha voluto rappresentare un grande affresco contemporaneo della vita catanese.

Tra le figure dipinte compaiono simboli molto cari agli abitanti della città. Si riconoscono ad esempio la patrona Sant’Agata, una delle figure religiose più importanti della tradizione locale, e “U Liotru”, l’elefante in pietra lavica simbolo di Catania. Attorno a loro si muovono personaggi comuni: venditori, musicisti, persone che si incontrano nei mercati e nelle strade. Non mancano elementi della gastronomia e della vita quotidiana, come arance e arancini, che evocano la cultura e i sapori della Sicilia.

La composizione è organizzata su più livelli, con una struttura che ricorda una pala d’altare rinascimentale, mentre la forma complessiva evoca idealmente il profilo dell’Etna. L’effetto finale è quello di un racconto visivo dinamico e colorato, in cui tradizione e contemporaneità si fondono in un unico grande scenario urbano.

Un altro aspetto interessante dell’opera riguarda i materiali utilizzati. Le vernici con cui è stato realizzato il murale sono infatti speciali pitture “mangia-smog”, progettate per contribuire alla riduzione degli inquinanti presenti nell’aria. Questo significa che l’opera non è soltanto decorativa, ma ha anche una funzione ambientale. Inoltre, il murale è illuminato di notte da un sistema di luci a LED, che ne esalta i colori e lo rende visibile anche dopo il tramonto, trasformando l’edificio in un punto di riferimento visivo nel quartiere. L’inserimento della filiale tra i luoghi visitabili durante le Giornate FAI di Primavera 2026 rappresenta quindi un’occasione unica.

Per molti cittadini sarà la prima opportunità di entrare all’interno dell’edificio e conoscere da vicino un’istituzione spesso percepita come distante. La visita permetterà non solo di osservare gli ambienti interni della banca, ma anche di comprendere il ruolo che questa struttura svolge nella vita economica del territorio. Allo stesso tempo, i visitatori potranno scoprire come anche un palazzo istituzionale possa diventare uno spazio di cultura e creatività.

La filiale della Banca d’Italia di Catania dimostra infatti che economia, arte e città possono convivere nello stesso luogo. Tra funzioni finanziarie, architettura moderna e un murale che racconta l’anima della città, questo edificio rappresenta oggi un esempio originale di come le istituzioni possano aprirsi alla comunità e contribuire alla valorizzazione del patrimonio urbano.
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