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Uno dei luoghi più ostili e antichi al mondo è anche super terapeutico: l'antro di Dedalo

Non chiedeteci se si può scendere in queste grotte vicino Agrigento: le temperature sono proibitive per l'uomo toccando i 40 gradi e con un livello di umidità del 100%.

Balarm
La redazione
  • 11 gennaio 2019

Le Stufe di San Calogero si trovano vicino Agrigento, a Sciacca, precisamente sul monte Kronio: si dice che a scavare queste grotte sia stato lo stesso Dedalo, architetto e inventore della mitologia greca noto per il suo labirinto del Minotauro.

È un importante complesso speleo-termale costituito da un eccezionale fenomeno geo-termi­co e da un importantissimo monumento della prei­storia siciliana.

La cavità è la più profonda della Sicilia ed è interessata da un flusso di aria vaporosa con temperature varia­bili tra i 37° e i 39°: da millenni è usanza sostare all'ingresso per trarre benefici terapeutici dai vapori, in arrivo dal sottostante bacino idrotermale di Sciacca.

Entrare (e soprattutto restare) è impensabile proprio in ragione dell'altissima temperatura nonostante gli antichi monaci della zona abbiano costruito dei sedili.

L’ambiente non consente in condizioni normali la permanenza per più di 30 o 40 minuti, tempo oltre il quale l’organismo va incontro ad un collasso per colpo di calore.

Un intoppo facile da superare oggi, nei tempi della tecnologia, con attrezzature e abbigliamento tecnico.

Il fenomeno dei vapori di risalita è ancora oggi oggetto di studio da parte della Commissione Grotte "E. Bogean" del CAI di Trieste.

Proprio al CAI di Trieste si deve, nel 1957, l’avvio delle esplorazioni nelle viscere del Monte con una discesa lungo l’inghiottitoio Medeot al fondo del quale furono esplorate le gallerie Bellitti e Di Milia: la temperatura assai elevata - ecco qui i 40° - e la presenza di un tasso di umidità pari al 100% rendevano impossibile la sopravvivenza umana.

All’epoca l’eccezionalità dell’impresa, condotta con primi apprestamenti sperimentali che consentirono una permanenza, anche se di breve durata, nelle gallerie si arricchì dell’inaspettato rinvenimento di uno straordinario deposito archeologico.

Si tratta di oltre 40 grandi vasi di età preistorica, più precisamente dell’eneolitico finale ma anche di ossa umane che ancora oggi fanno nascerre non pochi interrogativi circa la natura di questo "deposito".

L'ipotesi è che le cavità fossero state utilizzate come sepolture dai frequentatori preistorici delle grotte, un luogo che però ha smesso di essere appunto frequentato non appena hanno iniziato a emergere i vapori.

Per sapere qualcosa in più su come raggiungere il sito archeologico ecco la pagina delle guide Michelin.

Per il video si ringrazia Domenico Macaluso.

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